Terza tappa. Sotto il cielo azzurro del mattino lasciamo il rifugio incamminandoci verso sud sul sentiero 18B iniziando a salire verso la Forcella Salares (2283m s.l.m.),  lieti del bel tempo e dello stupendo panorama, di fronte a noi Cima Scotoni (2874m), Cima del Lago (2654m) più lontano il Piz de Conturines (3064m). Ad ogni salita segue la discesa, così il sentiero 20A sul quale si giunge alla Forcella Lagazuoi (2573m), deviando a sinistra sul sentiero 401 inizia il semicerchio attorno alla Punta Berrino (2556m) che in moderata discesa raggiunge la Forcella Travenanzes (2507m),  poi con deviazione a destra si discende il ripido sentiero 402 fino a raggiungere il Passo Falzarego (2105m).

È uno degli scenari della Grande Guerra, antico confine tra l’impero austriaco e il regno d’Italia. È imperdibile l’occasione a ricordo della tragedia la visita alle gallerie scavate nella roccia, testimonianze dei terribili scontri tra gli eserciti; da ammirare, inseriti nello straordinario panorama, il ghiacciaio della Marmolada (3343m), il Sass di Stria (2477m), il Pelmo (3168m), il Civetta (3220m). Dal passo si segue il sentiero 441 che con modesta salita passa vicino al Lago di Limides, raggiunge la Forcella Averau (2435 m), si insinua sotto le ripide pareti del Monte Averau (2649m) e raggiunge l’omonimo Rifugio Averau (2413m), punto di incrocio con altri sentieri. Procedendo verso est incrocia il sentiero 439 sul quale svoltiamo a destra per intraprendere la spettacolare salita e raggiungere in breve sulla cima del Monte Nuvolau a quota 2575m l’omonimo Rifugio Nuvolau, dove termina la terza tappa (450′). Costruito nel 1883, il rifugio è il più antico delle Dolomiti, autentico nido d’aquila edificato sulla sommità del monte. Rinomato fin dagli albori dell’alpinismo per il panorama mozzafiato. L’ampio colpo d’occhio sulle montagne tutt’attorno, specialmente al levar del sole, ripaga della fatica della salita fin lassù. Organizzato in stile vecchia maniera, ci vuole un pizzico di spirito avventuriero per soggiornarvi… Notte insonne, nonostante avessi protetto le orecchie con i tappi, ancor memore di “graziose” esperienze precedenti. Motivo? Un simpatico individuo, abituato a bere birra, durante la cena ha dato fondo a molteplici bicchieri di buon vino locale; purtroppo condivideva con noi l’angusto camerone del sottotetto svelando il suo ( meglio dire il nostro ) grosso problema: roncopatia forte con cambio sia delle ottave e variazione di tonalità dei rantoli. A nulla sono serviti i richiami del gatto, né il lancio di imprecisati oggetti.

Quarta Tappa. Con palpebre appiccicose ci avviamo alla colazione, poi zaino in spalla ritorniamo all’incrocio presso il Rifugio Averau per immetterci sul sentiero 464 e seguirlo fino all’incrocio con il 452 che ci porterà al Passo Giau (2236m), dove superata la strada provinciale 638 si prosegue sul sentiero 436 raggiungendo e superando in sequenza le Forcelle di Zonia (2233m), del Col Piombin (2239m), di Giau (2360m), Ambrizzola (2277m), del Col Duro (2295m) raggiungendo la Casera Prendera (2148m) in una magnifica conca sotto il Becco di Mezzodì (2603m) e al gruppetto montuoso della Rocchetta di Prendera (2496m s.l.m.). La casera sempre aperta come ricovero di emergenza, circondata da verdi pascoli con vista sui Monti Pelmo (3168m) e Antelao (3264m), è situata all’incrocio con il sentiero 458 sul quale si prosegue sull’Alta Via 1. Si scende alla quota dei 2076 metri della Forcella de Col Roan ed alla successiva Forcella Roan (1999m) dove nuovamente si cambia sentiero per proseguire sul 467 che superata la Forcella di Puina (2034m) scende al Rifugio Città di Fiume (1918m) (300′). Collocato in un ambiente incantevole, sul retro dei dolci declivi del Col de la Puina (2254m), difronte alla maestosa parete settentrionale del Pelmo (3168m) e del Pelmetto (2990m). Soddisfatti di aver terminato un’altra delle tappe in programma, apprendiamo con gran disappunto che il servizio meteo prevede per i prossimi quattro giorni pioggia con temporali. Nostro malgrado la prudenza consiglia di interrompere, rimandando ad un prossimo futuro, la conclusione del fantastico trekking.

Cartografia: ed. Tabacco, 015 Marmolada – Pelmo, 1: 25.000

Francesco Reymond

 

 

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