Il trasporto aereo continua a soffrire come non mai a causa del micidiale virus che da mesi imperversa senza sosta, anzi in queste ultime settimane è ritornato più vivo che mai.

La riapertura di tutti gli aeroporti e delle frontiere, avvenuta a maggio, non ha dato l’esito sperato poiché la pandemia di Covid-19 continua imperterrita ad incidere negativamente sullo svolgimento regolare di tutto il settore aeronautico mondiale, ed a farne le spese sono le compagnie aeree, i costruttori di velivoli, in particolare quelli del settore civile, e naturalmente tutti i servizi che orbitano nel vasto mondo aeronautico.

La conseguenza immediata del divulgarsi della pandemia è stata quella di impedire alle compagnie (in modo particolare quelle provenienti dall’estremo oriente come la Cina), di far atterrare i propri velivoli non solo in Italia, ma in tutta Europa, e poi velocemente in tutti i continenti.

Al termine del lockdown imposto dai vari Governi, per contenere il diffondersi della malattia, la ripartenza è stata inferiore alle aspettative, in quanto la clientela ha preferito non prendere l’aereo, per la paura di essere contagiata. Dopo una leggera euforia estiva dovuta ai viaggi nelle più rinomate località turistiche, con il ritorno autunnale molte compagnie hanno deciso di annullare i voli, che in certi casi ha portato alla chiusura di diverse basi specialmente quelle frequentate dalle low cost, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Alcune compagnie, per sopravvivere, hanno richiesto sacrifici ai propri dipendenti riducendo gli stipendi, lasciando a terra in parte o tutta la flotta, lasciando a casa parte del personale, ed altre con la chiusura definitiva delle attività. Purtroppo questo trend negativo continuerà ancora per parecchio tempo.

Non sono state immuni anche le grandi e blasonate compagnie aeree, che per sopravvivere hanno ottenuto congrui sussidi da parte dei loro governi, aiuti che consentono le attività anche se a ritmo ridotto.

Questa grave situazione ha fatto sì che anche queste aerolinee per forza maggiore hanno dovuto ridurre il parco dei loro velivoli ed a farne le spese, con la radiazione anticipata, sono stati in modo particolare i mastodonti del cielo come i quadrigetti Boeing 747, Airbus A340 e A380, velivoli dai costi operativi non più sostenibili. Quasi tutti sono stati sostituiti dai bireattori di nuova generazione come i Boeing 787, Boeing 777 e gli Airbus A350, parchi nei consumi, meno inquinanti, più versatili e soprattutto dai costi di esercizio più bassi.

In poche parole, la pandemia ha dato il colpo di grazia a questi mastodonti dei cieli, anche se da alcuni anni il numero di esemplari in servizio si stava riducendo a vista d’occhio. In alcuni casi gli aerei sono stati rimessi in servizio trasformandoli in velivoli per il trasporto delle merci con grande profitto. In compenso un altro settore che sta attraversando un periodo floridissimo è quello dell’aviazione business, la cui facoltosa clientela preferisce viaggiare evitando contatti con persone sconosciute.

Le previsioni causate dal Covid-19 nel settore aeronautico, ipotizzano una perdita di 5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, motivata dal calo dei viaggiatori (e del turismo), con un danno incalcolabile per l’economia; purtroppo le prospettive sono ancora cupe e si prevede un ritorno ai livelli di traffico dello scorso anno non prima del 2024. Solo in Italia il trasporto aereo vale il 3,6% del PIL e della forza lavoro ed il sistema aeroportuale nazionale è una risorsa strategica per la connettività del Paese, un bene su cui è necessario investire perché in grado di generare crescita con ricadute positive sulle comunità del territorio (Caselle e dintorni nonostante le polemiche traggono beneficio dal nostro scalo) e in generale sull’economia.

La comunità aeroportuale comprende circa 150.000 addetti ed il settore sostiene 880mila lavoratori

 

Anche Caselle potrebbe investire di più sul cargo aereo

Vista la situazione della scarsità dei collegamenti e dei viaggiatori, in questo momento una opportunità da non sottovalutare sarebbe quella di ripensare anche sul nostro scalo di sviluppare il trasporto merci per via aerea.

Se diamo una occhiata oltre il Ticino si può constatare come l’aeroporto di Malpensa stia sviluppando in modo massiccio l’area cargo, con un aumento del traffico merci notevole ed oggigiorno non sono solo gli aerei tutto cargo a collegarlo ma anche quelli passeggeri attualmente impiegati esclusivamente per il trasporto merci. Grande impulso è dato dai voli delle merci destinate al colosso Amazon che oltre ai velivoli della “sua” compagnia Prime Air, impiega aerei di altri vettori.

Dal momento che nelle vicinanze di Caselle esistono dei punti di smistamento di Amazon perché non far arrivare settimanalmente anche da noi alcuni velivoli. è pur vero che la proprietà attuale dell’aeroporto, che controlla anche Malpensa, preferisce far transitare per comodità e riduzione dei costi tutto sull’aeroporto varesotto ma, dal momento che a Caselle esistono delle ottime strutture costruite per stoccare e smistare le merci, secondo noi sarebbe ora di riutilizzarle, creando nuovi posti di lavoro anche sul nostro territorio.

 

A Caselle cancellazioni ma anche nuovi voli

Come succede in tutti gli aeroporti del mondo anche lo scalo torinese non è immune da cancellazioni di voli, specialmente quelli stagionali, come avvenuto in questo periodo, in aggiunta ad altre destinazioni per mancanza di clientela a causa della pandemia. Senz’altro alcune rotte verranno riprese con il prossimo orario estivo anche perché si spera che il coronavirus la smetta di terrorizzare le persone. Forse la mossa più impattante, giustamente poco gradita alla Sagat, è stata la sospensione dei voli con Monaco di Baviera, da parte del Gruppo Lufthansa, che posiziona la Air Dolomiti sull’aeroporto di Cuneo Levaldigi, sulla stessa tratta; i voli sullo scalo bavarese dovrebbero poi ripartire con l’orario estivo. La Vueling ha sospeso il collegamento con Barcellona e la Blue Panorama il volo su Tirana dal 4 ottobre, voli anche questi annullati per forza maggiore a causa della richiesta molto bassa. In compenso dal 25 ottobre la Ryanair aggiunge due nuove rotte da Torino: Cagliari e Lamezia Terme, quattro volte alla settimana in concorrenza con la Volotea che già opera regolarmente. Non è una novità ma ci vorranno anni prima di ritornare ai livelli di traffico del 2019, ed anche Caselle sarà obbligata ad adottare nuove strategie per attirare la clientela ed aumentare sia i voli sia nuove rotte.

Trent’anni di KLM a Caselle

Da quando l’aeroporto di Torino è stato inaugurato nel 1953, gli aerei della compagnia olandese, più volte hanno sostato sul nostro scalo, sempre in occasione di voli charter, dirottamenti per nebbia, o trasporto merci con aerei cargo, dai vetusti DC-3/C-47 ai Constellation o Super Constellation, ed alcune volte anche con i mastodontici B.747-400.

Erano tutti voli sporadici fino al 17 dicembre 1990, quando venne inaugurato il volo diretto con l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol, effettuato dal bireattore Boeing 737-306 marche PH-BDC.

Con il passare degli anni, questa tratta si è rivelata molto attiva, a tal punto che a partire dal 15 giugno 1998, la KLM intensificò i voli portandoli a tre giornalieri.

Poi purtroppo, improvvisamente, “l’Olandese volante” decise di abbandonare Torino, per motivi gestionali, lasciando il nostro territorio privo di un collegamento diretto con la terra dei tulipani.

Ci vollero parecchi anni prima di riavere un volo con i Paesi Bassi, e fu l’allora compagnia dell’Aga Khan, la Meridiana, a riprendere i collegamenti a partire dal 1° dicembre 2005, tratta dalla vita assai breve.

In seguito sarà l’Alitalia a riprendere in mano la rotta con l’Olanda, in base a dei finanziamenti in accordo con le istituzioni della nostra Regione, accordo che diede non pochi problemi con il passare del tempo, infatti la compagnia italiana sospenderà i voli dal 10 ottobre 2012, lasciando nuovamente a secco il capoluogo piemontese.

Bisognerà attendere un altro anno, quando venne nuovamente inaugurata il 10 ottobre 2013, la tratta con Amsterdam Schiphol, questa volta effettuata dalla low cost Transavia Airlines, di cui la KLM detiene il 100% del capitale.

L’anno successivo questo volo venne affiancato, dal 26 maggio 2014, da un altro effettuato dalla KLM tramite la sua sussidiaria regionale KLM CityHopper, tratta ancora oggi pienamente attiva con orari che fino all’arrivo del Covid dava la possibilità di effettuare in giornata l’andata e ritorno.

Come era prevedibile, il mercato della nostra Regione non era in grado di mantenere due compagnie sulla stessa tratta, così la Transavia si ritirò in buon ordine lasciando il tutto in mano alla compagnia regionale che collega ancora Torino, prima con i Fokker 70 e 100, e poi con i suoi bireattori brasiliani Embraer 175 e 190 che ancora oggi, dopo la ripresa dei voli avvenuta il 3 agosto, collega giornalmente i due paesi.

Su tutti i velivoli della KLM da oltre un anno è stato applicato, sulla fusoliera bianco-azzurra, l’adesivo che ricorda i “100” anni di vita del vettore: un bel traguardo davvero.

 

 

Foto 4: Lockheed L-1049H convertito in cargo, ripreso a Caselle alla fine degli anni ‘50.

Foto 5: Boeing 737-300 (PH-BDC) al suo volo inaugurale del 17-12-1990.

Foto 6: Embraer 175 con il logo dei 100 anni in partenza a Caselle.

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