– Vardlu sì, a l’è rivà ! – Guardalo qui, è arrivato.

Così mi ha accolto un caro amico, l’ultimo giorno in cui eravamo liberi di circolare. Ci eravamo dati un appuntamento e quando io mi sono materializzato davanti a lui, mi ha detto ‘sta frase in piemontese che mi ha colpito. Entrambi sapevamo che dal giorno dopo, per effetto della preannunciata chiusura forzata, per un po’…

Già per un po’….e allora, sopportiamo ancora una volta, non molliamo, non prendiamocela, ma due righe al nostro compagno di viaggio voglio proprio scrivergliele, perché il rimanere fuori dai miei affetti, non vedere le mie figlie e i miei nipotini, essere insomma esentato gioco forza dal mio tran tran giornaliero un po’ mi disturba.

E così, Onorevole Eccellenza, mi rivolgo a Lei, Signor “Covid19 -Barone-Coronavirus”, e mi pongo come si conviene a regnanti e nobili; il suo altisonante, plurimo nome, la colloca fra le persone degne di ogni maggior rispetto, onore e memoria. Speriamo in quest’ultima al più presto.

Non mi porti rancore Eccellenza, se mi sono permesso di augurare una sua memoria al più presto.

In fondo Lei, Signore Illustrissimo, è giunto da lontano e nel mondo si è intrufolato cospargendo di dolore, lutto e rabbia, uomini, donne, famiglie, imprese artigiane e industriali. Tutti parlano di Lei, ed anche io, da questa piccola città a 280 metri sul livello del mare a 45 gradi di latitudine e 7 di longitudine. Ora sono ora qui a porgerLe una supplica.

Proprio oggi avevo necessità di generi alimentari e sono uscito, da uomo mascherato, come Lei mi vede, e percorrevo le strade di Caselle, cercavo le “cose nostre” e le “cose vostre”.

Sa cosa più mi ha colpito: la grande volontà, la grande voglia di riscatto , la grande voglia di restare noi, noi di Caselle, come prima, come un tempo: il paese dalle ombre veloci.

Sì, perché, negozi che altrimenti avrebbero dovuto essere chiusi, si sono inventati una veloce trasformazione in generi autorizzati ed hanno sfornato pane buonissimo, grissini speciali, altri hanno riempito la vetrina di generi alimentari ancora più ricchi, da asportare: insomma, mica sono stati con le mani in mano!

Viaggiando su e giù in quella ricerca, mi ha pure fermato una pattuglia di polizia e mi ha detto:”Lei è fuori dal… comune”.

Li ho ringraziati ed ho detto che sapevo di essere speciale, ma non credevo fino a questo punto.

Onorevole Eccellenza , anche se Caselle resta sempre il paese dei dossi, il paese difficile da attraversare in auto e forse anche a piedi, un paese che non vede più le ombre veloci, noi sappiamo che i dossi sono stati costruiti per la nostra sicurezza, le buche della SMAT saranno ripianate e le ombre veloci si ricreeranno magiche nel cielo anticipate dal rombo degli aerei.

Di Lei invece sappiamo un po’ di meno, ma certo non ci abbattiamo, perché questa è l’ultima delle cose che faremo.

Noi terremo le nostre paure con noi e per noi, invece condivideremo il coraggio con tutti. Pensando agli ultimi.

È così Eccellenza Covid19-Barone-Coronavirus, che mi rivolgo a Lei,con questo mio grido, questa supplica forse un po’ irriverente, per chiedere un armistizio, quello che ci permetterà di continuare a vivere e a convivere con Lei.

Le ricordo che l’esimio Signor Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha così tuonato contro di Lei:

“Tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere il coronavirus manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza.”

Potremo forse non condividere, assecondare e fare nostre le parole di questo saggio uomo?

E in prima linea oggi ci siamo tutti, rispetteremo le nuove disposizioni, seguiremo le raccomandazioni per fare del bene al nostro Paese.

Caselle e l’Italia intera.

Esimia eccellenza, mi inchino a Lei e, con la stima che Le è dovuta, la saluto con doverosi ossequi.

Suo, non devoto

Mauro Giordano

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Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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