A maggio con la riapertura dei confini tra Stati e regioni, dopo alcuni mesi di lockdown causato dalla pandemia Covid-19, si è creata una grande illusione di poter ripartire gradatamente, con la certezza che poco alla volta i voli sarebbero tornati alla normalità, anche se ci sarebbero voluti diversi anni prima di tornare ai livelli del 2019.
Purtroppo, con la seconda ondata del virus cinese che è riapparso di prepotenza (per la verità mai debellato), ha fatto sì che le cose siano addirittura peggiorate rispetto all’ondata precedente.
Tralasciando tutti gli altri settori merceologici, uno dei settori più colpiti è quello riguardante il trasporto aereo, aeroporti compresi che sono in prima linea in questa situazione disastrosa: siamo ormai quasi al collasso ed è un fatto gravissimo per tutto il sistema, non solo italiano ma mondiale.
L’entusiasmo (sempre che sia esistito) dei voli estivi, che tutto sommato si sono rivelati abbastanza positivi, con il sopraggiungere del periodo autunnale, ed il ritorno alla grande della pandemia, si è ben presto affievolito, se non quasi del tutto spento.
Così il traffico aereo civile sta tirando i remi in barca eliminando gradualmente diversi collegamenti e rimettendo a terra ulteriori aerei che vengono parcheggiati i po’ ovunque, aeroporto di Caselle compreso.
L’unico settore aereo che ha risentito meno del problema virus è quello dei voli cargo con l’impiego non solo degli aerei cargo ma anche di quelli civili adibiti al trasporto delle merci, convertiti rapidamente all’uso con delle modifiche interne, eliminando in molti casi i sedili dei passeggeri.
Purtroppo oltre alle aviolinee, a farne le spese sono gli aeroporti, non solo quelli italiani ma anche quelli esteri. Secondo alcuni studi dell’ACI Europe, associazione che riunisce i gestori del settore, nel vecchio continente da gennaio si sono persi 1,3 miliardi di passeggeri e circa 200 scali su 600 dell’intera Europa potrebbero fallire, se non interverranno aiuti urgenti da parte dei Governi. In pratica un aeroporto su tre sarebbe destinato a chiudere i battenti, con le conseguenze ben immaginabili. Sarebbe anche un danno per la mobilità all’interno dell’Europa.
Per quanto riguarda le linee aeree mondiali, è allarme rosso, con il rischio della perdita di non meno di 1,3 milioni di addetti in tutti i settori, compreso l’indotto.
Purtroppo anche lo scalo di Caselle risente molto di questa grave situazione, che di giorno in giorno si fa più pesante. Infatti in questo ultimo periodo sono stati annullati diversi collegamenti che a fatica erano ripresi in estate, ed alcune compagnie hanno dato forfait in attesa di tempi migliori, come la Volotea, la British e addirittura l’Alitalia che sul Roma ha tagliato molti voli. D’altronde è inutile far volare gli aerei se mancano i passeggeri.
Intanto l’Alitalia ha parcheggiato sul nostro scalo da un po’ di tempo, sul piazzale denominato “K”, uno dei suoi Airbus A330-300 in attesa di tempi migliori. In precedenza la compagnia aveva fatto “dormire” sul nostro scalo diversi A320, sino alla riapertura dei voli nel mese di maggio.
Le riduzioni, in generale, superano il 70-80%, ed al momento il ritorno ai volumi dello scorso anno si stanno allungando con previsione fino al 2023-2025, e forse nulla sarà come prima.

Aviolinee, nuovi sistemi per sopravvivere
Con la messa a terra della maggior parte delle flotte, le compagnie aeree, pur di limitare ove possibile le grandi perdite, stanno cercando in qualche modo di raccattare qualche soldino con nuove iniziative.
Dopo la prematura messa a terra di tutti i suoi Boeing 747-400, a causa del micidiale virus, la compagnia di bandiera australiana Qantas (Queensland and Northern Territory Aerial Service), la cui storia è iniziata cento anni or sono nel 1920, ha pensato bene di mettere all’asta i carrelli bar dei B.747, con alle spalle non meno di 2.000 voli.
Essi contengono la bellezza di 160 mini bottiglie di vino, due di champagne, 2 coperte di 1^ classe, 4 serie di pigiami e kit di cortesia, carrelli che sono stati venduti in meno di due ore al prezzo di 1.000 $ quelli grandi e 685 $ quelli più piccoli, un bel cimelio per gli intenditori, permettendo alla compagnia australiana di racimolare una bella cifra.
Visto il grande successo dell’iniziativa, la compagnia ha in mente di proporre altri oggetti, tra cui poltrone e sedili, pezzi di aereo molto ricercati dagli appassionati e dai collezionisti.
Nell’ultimo volo effettuato da un B. 747 della Qantas, avvenuto il 22 luglio e carico di merci destinate negli Stati Uniti, il velivolo ha effettuato una deviazione al largo di Sidney seguendo una rotta simile al logo della compagnia, un canguro, il simbolo australiano, come ben evidenziato dalla traccia su Flight Radar 24.

Un’altra compagnia aerea orientale, la Singapore Airlines, molto apprezzata per i suoi servizi di bordo e non solo, ha invece pensato di aprire un ristorante “cinque stelle” a bordo di uno dei mastodontici Airbus A380, velivolo che inizialmente ha avuto un discreto successo di vendite ma poi purtroppo risultato troppo oneroso nella gestione, anche perché nel frattempo sono subentrati nuovi aerei bimotori molto più semplici da gestire.
Al momento viene usato un solo aereo parcheggiato all’aeroporto internazionale di Changi a Singapore, che ai suoi clienti offre l’idea di mangiare, volando virtualmente su questo “elefante del cielo” a due ponti. Fino a non molto tempo fa gli A380 della compagnia di Singapore erano considerati dei palazzi volanti, con un servizio di bordo ed una cucina eccezionale.
Appena messi in vendita i primi biglietti per i 400 posti disponibili, nell’arco di qualche decina di minuti sono andati a ruba, e molti compratori sono rimasti delusi per il mancato acquisto. Comunque, visto il grande successo riscontrato, la compagnia proseguirà su questa strada per un pò di tempo.
In pratica i “commensali” prima di salire a bordo dell’aereo, espletano tutte le procedure dei controlli aeroportuali, Covid-19 compreso, procedure uguali come se dovessero effettivamente imbarcarsi su di un volo per raggiungere località lontane, e sedersi come nella realtà nel posto assegnato guardando dai finestrini dell’aereo le attività aeroportuali.
Le tariffe (prima delle tasse) erano S$50 (32 euro) per i posti in classe economica, S$90 (60 euro) per l’economica premium, S$300 (190 euro) per la prima classe e S$600 (380 euro) per le suite: tariffe per tutte le tasche.
Alla fine viene anche consegnato un attestato ed alcuni gadget, molto apprezzati e ricercati dagli appassionati e/o collezionisti.
Un’altra compagnia orientale, la Cathay Pacific di Hong Kong, sta effettuando diversi voli point-to-point, partendo dall’aeroporto della città ed arrivo sempre sullo stesso scalo. Anche in questo caso i biglietti vanno a ruba.
Queste compagnie che abbiamo elencato ovviamente non sono le sole, e in tutto il mondo si moltiplicano iniziative simili per recuperare quanto possibile e fare cassa.
Anche l’italiana NEOS del Gruppo Alpitour aveva proposto un primo volo con uno dei suoi nuovi B.787, con partenza e arrivo aeroporto di Malpensa, iniziativa che sin dall’inizio ha avuto un ottimo successo con la previsione di effettuarne altre, purtroppo sfumata per colpa della pandemia.
Questi voli sono anche un motivo per tenere in efficienza uomini e mezzi perché gli aerei moderni non devono rimanere troppo fermi a terra, altrimenti richiederebbero un riassetto completo delle sofisticate apparecchiature di bordo, con costi non indifferenti.
Ci auguriamo che con il termine della seconda ondata del virus, la NEOS possa finalmente effettuare questa brillante iniziativa.

 

All’Aeronautica Militare italiana l’ultimo Eurofighter destinato al 51° Stormo

Con una cerimonia svoltasi negli stabilimenti di Caselle Sud della Leonardo, venerdì 23 ottobre è stato consegnato all’Aeronatica Militare Italiana, l’ultimo e più avanzato modello dell’Eurofighter Typhoon, uno dei caccia intercettore che giornalmente vengono impegnati nella difesa del territorio italiano.
Sul sito casellese erano presenti alla consegna il Capo di Stato Maggiore dell’A.M.I. Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, l’Amministratore Delegato della ditta, Alessandro Profumo ed il Capo della Divisione Velivoli dell’azienda, Marco Zoff.
Nel discorso iniziale, Alessandro Profumo ha affermato che: “Il percorso di collaborazione che celebriamo oggi, rappresentata da un aereo dalle capacità straordinarie, è frutto di una visione strategica sovranazionale di lungo periodo, politica e industriale, che ha consentito all’Europa di disporre di un proprio asset per la sicurezza e di beneficiare di un programma che ha saputo essere un acceleratore tecnologico e un motore di sviluppo unico nella storia del nostro continente. L’Eurofighter Typhoon, sarà elemento cardine nel percorso di innovazione volto a salvaguardare la piena sovranità tecnologica europea nei prossimi anni”.
Il Generale Alberto Rosso, si è così espresso: “La consegna di quest’ultimo velivolo, che va a completare la flotta degli Eurofighter che costituiscono il principale strumento dell’articolato e complesso sistema di difesa aerea nazionale e della NATO, rappresenta una pietra miliare per il programma”.
Il programma del Typhoon, nato dalla collaborazione delle più importanti industrie europee, inglese, tedesca, italiana e spagnola, al momento attuale è uno dei più avanzati aerei da difesa europeo, e come tale fornisce alle industrie coinvolte un primato tecnologico a garanzia della competitività in numerosi programmi di prossima generazione in progettazione come i futuri velivoli di sesta generazione, con la partecipazione del nostro Paese.
In totale sono stati ordinati 623 velivoli da parte di nove nazioni e la produzione coinvolge più di 100 mila addetti di cui oltre 20 mila in Italia (fra occupazione diretta, indiretta e indotta), con 400 fornitori, compresi 200 nel nostro Paese.
Il 5 novembre il Governo tedesco ha approvato l’acquisto di ulteriori 38 esemplari, destinati alla Lufthwaffe (la forza aerea tedesca), con previsione per un totale di 90 esemplari che andranno a sostituire i modelli più anziani del velivolo.
L’11 novembre l’Airbus Defence e Space ha firmato il contratto per i primi 38 Eurofighter-Tranche 4, di cui 30 monoposto e 8 biposto. Tra questi tre saranno degli Instrumented Test Aircraft che verranno impiegati per testare nuove apparcchiature da installare sui futuri programmi dell’Eurofighter. L’ordine è conosciuto come progetto Quadriga.
Con questa nuova fornitura, che dovrebbe iniziare a partire dal 2025, gli stabilimenti casellesi della Leonardo avranno lavoro almeno fino al 2028 come minimo.

 

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