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Comune di Caselle Torinese
4 Dicembre 2021, 3:25 am

C’è stato chi tra noi ha fatto e dato di più

In modo volontario, disinteressato, mettendo a repentaglio la sua stessa vita in favore delle vite altrui


A ottobre Cose Nostre non poté far a meno di uscire con questo articolo, anche se ci costò non pochi struggimenti.
Pur consci di una situazione che si andava velocemente deteriorando, sapendo di dover prendere una decisione nel massimo segno di responsabilità, ci sembrava di mutilare ancora di più quest’anno maledetto. Eppure… Eppure dovemmo scrivere: “Quest’anno non ci sarà la consueta elezione del “Casellese dell’Anno”.
Una decisione molto, molto sofferta
Come recita il titolo, è stata davvero una decisione molto, molto sofferta quella che il Consiglio Direttivo della Pro Loco di Caselle, riunito in sessione straordinaria e plenaria, è stato chiamato a prendere.
Dopo lungo, difficile travaglio la decisione è stata unanime: quest’anno la consueta elezione del “Casellese dell’Anno” non avverrà. In questo tribolatissimo 2020, connotato dal morbo che ogni cosa ha ammorbato, a farla da padrona è la preoccupazione suprema di non estendere le occasioni che possano fare da moltiplicatore ai contagi. L’idea, anche solo l’idea, che una festa così grande – come da 18 anni in qua è sempre stata la giornata dedicata al “Casellese dell’Anno” e al compleanno della nostra Pro Loco – possa essere accostata e foriera di vivo timore, inquietudini e apprensioni, non può appartenerci.
Quindi, con profondo rammarico, fidando in una corale comprensione, l’Associazione Turistica Pro Loco di Caselle ha deciso di sospendere ambedue le celebrazioni.
In sede di Consiglio non nascondiamo che siano emersi dubbi sulla bontà della scelta, tuttavia il senso di responsabilità alla fine ha prevalso.
Purtroppo, la nuova crescita dei contagi, i numeri nuovamente allarmanti, il decreto governativo a estendere l’emergenza ancora sino al 31 gennaio 2021, ci hanno posto brutalmente a confronto con la realtà e non abbiamo potuto far altro che affidarci alla ragione: avrebbe avuto senso far finta di nulla e mettere in piedi una cosa che non avremmo poi potuto celebrare con modi adeguati e la gioia meritata? Ulteriori restringimenti, ulteriori imposizioni a non creare assembramenti – con lo spettro di ritrovarci in ultimo di dover assegnare on-line e da remoto il premio… – paiono tutt’altro che scenari non ipotizzabili, per cui meglio soprassedere. A malincuore, molto a malincuore, ma meglio soprassedere.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Turistica Pro Loco di Caselle”
Tuttavia, c’era qualcosa in ognuno di noi, qualcosa di recondito a rodere e macerare: ma davvero quest’anno orribile doveva pure privarci d’una celebrazione entrata nella nostra storia, una celebrazione a cui la Pro Loco tutta tiene tantissimo?
Ad un certo punto c’era pure balenata l’idea di rieditare e rielaborare ciò che il Time, la rivista americana, ebbe qualche anno fa: nel 2006 mise in copertina lo schermo d’un computer e una scritta: “La persona dell’anno….Tu”.
In questa tragedia continua e senza soluzione di continuità che è stato lo spaventoso “ ventieventi” chi meglio d’ognuno di noi, di ogni casellese, per come abbiamo saputo resistere, reagire alla sorte più avversa, avrebbe meritato più d’ogni altro il titolo di “Casellese dell’Anno 2020”? Nessuno escluso, tutti uniti in un unico titolo e in un unico ideale abbraccio, per ricordare e ricordarci.
Poi, da Luciano Dematteis e in seguito da tutti i past Casellesi dell’Anno è giunta la proposta di dedicare, virtualmente e idealmente, il titolo a chi nel corso della pandemia ci ha permesso d’essere qui – traguardo non da poco – sani e salvi.
C’è stato chi tra noi ha fatto e dato di più. In modo volontario, disinteressato, mettendo a repentaglio la sua stessa vita in favore delle vite altrui.
Ecco quindi che il titolo di Casellese dell’Anno va con pieno merito all’abnegazione, al coraggio di tutti coloro che negli enti deputati al soccorso, alla carità e al sostentamento, alla sicurezza hanno provveduto a vario titolo a rendere più lieve il percorso di dolore che ci ha attanagliato e continua a morderci.
Il titolo va a chi attraverso un non comune spirito, senso di responsabilità si è messo al servizio della nostra comunità.
Indicarli uno per uno non è possibile, ma non un uno manca nei nostri cuori straziati.
A loro giunga l’encomio solenne di tutta la nostra comunità: possiamo continuare a srotolare il filo dei giorni grazie a chi non ha esitato a mettersi in gioco, a donare se stesso perché gli altri potessero continuare a vivere e non solo a sopravvivere.

Elis Calegari
Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre ( quando si dice il caso…) del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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