Domani è troppo tardi. Cos’è troppo tardi e perché? Cosa significa?

Quante volte ci siamo accorti di aver sbagliato pensando di far bene? Certo, molte volte, in alcuni casi si può porre rimedio. In altri casi diventa difficile, molto difficile soprattutto quando ci sono in ballo i rapporti tra le persone.

Il rimpianto assume, spesso, contorni disperati quando il risultato riguarda il rapporto tra persone e, soprattutto, tra adulti e giovani .

Questo è il tema che affronta questo bellissimo film del 1950 con la regia di Leonide Moguy che vede tra gli attori del cast una bravissima Anna Maria Pierangeli e il grande Vittorio De Sica. Film che ebbe un grande successo.

“Domani è troppo tardi” è il titolo del film. Film che fa parte del filone del neorealismo che comprende non solo opere cinematografiche, ma anche di teatro e letteratura. Ma è nel primo dopoguerra che esprime capolavori cinematografici di livello assoluto che fanno del neorealismo il fenomeno artistico- culturale più importante dopo il Rinascimento. De Sica assieme a Visconti e Rossellini formarono il trio che espresse i maggiori capolavori. È un caso che il neorealismo italiano, assieme a Gramsci e Macchiavelli, sia tra le cose italiane più studiate nel mondo?

Opere che, dopo 70 anni, sono ancora in grado di parlare alle donne e uomini dell’era di internet. Questo perché ci sono vicende inerenti i rapporti umani che sono antichi come l’uomo.

Il confronto educativo tra adulti e giovani ha lacerato, e lacera tuttora, il rapporto tra le generazioni. Regolarmente i giovani vengono accusati di scarso impegno e di superficialità da parte di adulti che si sono dimenticati di essere stati anche loro giovani ed, anche loro, subirono le stesse accuse.

È necessario porsi una domanda: chi avrebbe dovuto provvedere a svolgere il ruolo di educatore? Ovvio i genitori ed educatori. In questo contesto sono gli adulti, nel loro ruolo, ad essere chiamati in causa e che spesso per miopia sono carenti.

In questo film il problema è affrontato attraverso la vicenda di due splendidi ragazzi che, vivendo varie vicende, scoprono di essere legati da un tenero sentimento d’amore e che certi ottusi adulti scambiano per comportamenti da condannare.

Fortunatamente ci sono uomini e donne dalla mente aperta che comprendono e svolgono un vero ruolo di educatori insegnando e accompagnando i giovani in quel percorso di vita che li porterà ad essere cittadini retti e solidali. Spesso queste persone vengono accusate di essere dei sobillatori.

Eppure, eppure nella maggior parte dei casi i giovani sono migliori degli adulti poiché stanno vivendo la stagione dei sogni e dell’entusiasmo. Di chi ogni istante scopre cose nuove e immagina, in uno slancio ideale, di poter rivoluzionare il mondo.

È un caso che le più importanti scoperte dell’umanità e molte grandi opere d’arte siano opera di giovani?

Leopardi scrisse “L’infinito a vent’anni”, Pascal inventò la calcolatrice a 18 anni, Braille inventò il noto alfabeto a 12 anni, ecc.

Purtroppo anche i giovani crescendo si adegueranno alla tradizione. Domanda: cos’è che corrompe gli entusiasmi giovanili da adulti? Loro, sempre loro: il potere e il denaro.

La borghesia vince sempre.

Alla fine rimangono pochi illusi e sconfitti: gli idealisti.

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