In piena seconda emergenza Covid, resto comunque sempre in contatto con i militi della locale sezione di Borgaro-Caselle, anche se non li vedo più per il giusto rispetto delle regole.
Una piacevole sorpresa mi giunge invece da due di loro: due bellissime testimonianze. Tale è in me l’entusiasmo che avrei voluto inviarle così in redazione, con la scrittura genuina di chi vuole esprimere solo un sentimento vero. Sono due pensieri in libertà intrisi di tutta quella umanità che solo chi è, che è stato e che permane in Croce Verde riesce veramente ad esprimere.
Ho preferito però collocare questi scritti nel momento in cui hanno fatto scattare le corde dei sentimenti dei due militi e raccontarli.
Il TG trasmette un servizio esclusivo dell’operato di Croce Verde Torino. A tutti i telespettatori è sceso un brivido nella schiena: “emergenza nell’emergenza” era il titolo. Volti di ragazzi e ragazze in primo piano stremati dalla fatica e dalla tensione ripresi in una domenica di turno festivo, e la suadente voce del direttore dei servizi che, ancora una volta, riconduceva tutto e tutti alla realtà senza drammatizzare.
E dopo poche ore ecco che arrivano quei “pensierini” che, per chi avrà ancora voglia di leggere, seguono.
Luca, che è un marito ed un papà, ma è anche un aggregato che sta svolgendo il corso militi per l’abilitazione scrive così:
“Buongiorno a tutti. Perdonatemi tale invasione: questo (e non solo) è quello che svolgo io da novembre 2019. Sono un novellino. Siamo in pochi e ci piacerebbe “smuovere” quante più coscienze possiamo. Non c’è nulla di “eroico” o di particolarmente superiore rispetto a chi non lo fa. Ma un senso di comune appartenenza al genere umano e all’aiuto che tutti noi, dovremmo sentire e dare verso il nostro prossimo. Il timore, il disagio e, non ultima, la paura permangono. Ed è giusto così, perché ti permettono di tenere alta e viva l’attenzione e lo spirito di sopravvivenza che noi tutti abbiamo. Ma tutto ciò viene ripagato da un senso di pace e soddisfazione (così è per me) dopo che sei riuscito ad aiutare qualcuno. Per dissipare un dubbio: si è molto più protetti in servizio che in una semplice uscita al supermercato. Questo è  un esempio, per togliere un eventuale, (ne sussistono una marea) timore o titubanza, visto il periodo che stiamo vivendo. Spero di non aver abusato del vostro tempo, vi ringrazio per la pazienza e vi auguro una buona giornata. Luca, aggregato alla 3 squadra C. V. di Borgaro.”
Non trascorre troppo tempo e ne arriva un altro, eccolo:
“Dopo un regolare turno di servizio notturno di metà novembre presso la Croce Verde, sezione Borgaro-Caselle, al mattino alle sette percorro la strada che mi porta a casa e mi sento più stanco del solito. Mi rendo conto che non si tratta di stanchezza fisica, normale dopo una notte insonne, bensì di stanchezza mentale.
Comincio a pensare a marzo/aprile /maggio e mi rendo conto che questa stanchezza mentale a quel tempo non era mai stata presente ed allora comincio a riflettere ed a cercare un motivo.
In quei mesi difficili mi sono trovato ad affrontare una situazione nuova con procedure operative nuove, che per tanti motivi ho/abbiamo dovuto assimilare in fretta. I servizi non finivano mai, viaggiavamo in un mondo dove la clausura mi proiettava in un tempo mai visto e con sensazioni mai provate prima. Ciò nonostante c’era la volontà di essere parte attiva per risolvere la situazione, per tornare quanto prima alla normalità.
Oggi mi trovo ad essere tornato indietro di 3/5 mesi con la sola differenza che non devo imparare più nulla o quasi. È come essere su un tapis-roulant e camminare all’incontrario: per quanto tu faccia sei sempre allo stesso punto! Ecco che allora l’entusiasmo comincia a svanire e lascia spazio ad una sorta di frustrazione, di impotenza, di speranza che i tuoi piccoli sforzi diano veramente frutto. E questo ti porta ad una stanchezza mentale che è veramente difficile da combattere. Se durante un turno non dormo, poco importa: la sera successiva andrò a letto prima ed il giorno dopo tutto tornerà normale. La stanchezza mentale invece non ti abbandona: non bastano alcune ore di sonno, perché quando ti svegli nulla è cambiato.
Questa situazione coinvolge me una notte ogni nove, ma penso (o meglio, non oso pensare), a tutti quegli operatori sanitari che vivono in questo tempo ogni giorno. Io, noi, li vediamo quando “scarichiamo” negli ospedali. Li vediamo al triage sotto le tende, li vediamo con i nostri occhi.
Nonostante tutto questo, io non mollo: voglio proprio vedere se ho la testa più dura io oppure il Covid 19 che, lasciatemelo dire e scusatemi, è arrivato da una deiezione di un pipistrello sulla testa di un uomo come noi: un cinese (almeno questo è quello che ci hanno raccontato).”
Totalmente anonimo vuole restare questo secondo milite.
Proprio come gli angeli, angeli dei nostri tempi che si interessano agli altri prima di interessarsi a sé stessi.
Queste sono le più belle frasi, le più belle testimonianze, i più begli atti concreti di solidarietà umana che passano anche attraverso la Croce Verde Torino e la Sezione di Borgaro.-Caselle, perché è proprio vero: siamo tutti apprendisti di un mestiere nel quale non si diventa mai maestri: la vita.
Perché dunque non provare a cercare queste forti emozioni e gratificazioni come ci suggerisce Luca?
La Sezione di Borgaro-Caselle, nonostante tutto e nonostante le difficoltà, resta operativa h 24 ed un operatore volontario è sempre disponibile per informazioni al n. 011-4501741 la sera dopo le ore 20, oppure contatto mail: borgarocaselle@croceverde.org

Mauro Giordano

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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