L’Antonov An-26B della Vulcan Air, volo cargo automotive

Siamo ormai arrivati quasi alla fine di questo terribile anno 2020, che sarà ricordato a lungo per lo sconvolgimento mondiale causato dalla pandemia cinese Covid-19.
Questa seconda ondata in Italia, e non solo, sta causando uno tsunami di proporzioni epocali con il tracollo del turismo invernale che, guarda caso, manco farlo apposta, rispetto agli anni passati, ha portato tanta neve anche nelle stazioni sciistiche italiane. Si parla di una perdita di oltre otto miliardi di euro, con gli operatori italiani furenti perché in altre nazioni a noi vicine gli impianti sono aperti. Questa situazione potrebbe modificarsi, ma rimane un forte dubbio.
Nel 2019 gli italiani che si sono concessi una vacanza tra dicembre e gennaio sono stati 18,3 milioni suddivisi in 9,8 a Natale e 8,5 a Capodanno, con un giro d’affari di 13 miliardi di euro, condizione purtroppo impensabile al momento attuale.
In questo modo si profila una diminuzione delle prenotazioni dei soggiorni, della vendita dei biglietti aerei, e di tutto il sistema che normalmente orbita attorno al mondo del turismo, specialmente quello invernale.
Rimanendo a casa nostra, a causa della restrizione dei voli, gli aeroporti italiani, stanno subendo perdite di oltre 15,5 milioni di passeggeri tra dicembre e gennaio, confrontando i dati del 2019, quando sui nostri scali i transiti furono di oltre 26 milioni di passeggeri.
Purtroppo anche il nostro scalo di Caselle sta subendo la stessa sorte degli altri aeroporti italiani, aggravato anche dal fatto che da alcuni anni stava già perdendo terreno per via della diminuzione dei transiti.
Invece quello di Malpensa, che come noi ha una forte diminuzione dei voli passeggeri, vede un enorme incremento dei voli cargo, tanto da puntare a diventare uno dei maggiori “hub” a livello europeo, traffico merci che come avevamo già evidenziato sullo scalo casellese è stato quasi completamente azzerato.

Il tracollo del settore trasporto aereo
Quest’anno il settore del trasporto aereo ha subito un vero e proprio tracollo del traffico passeggeri, dopo la seppur timida ripresa estiva, con la speranza di un miglioramento in occasione del periodo natalizio di fine anno, sfortunatamente il micidiale Covid-19, ha tolto ogni speranza di una ripresina.
La IATA (International Air Transport Association), ha previsto un calo del traffico globale di circa il 70%, mentre per il 2021 prevede che i ricavi delle aerolinee saranno inferiori di oltre il 50% rispetto alle previsioni antecedenti la crisi e bisognerà attendere almeno fino al 2024, prima che il traffico aereo ritorni ai livelli del 2019.
La IATA, ha inoltre annunciato che il numero delle destinazioni collegate direttamente dal servizio aereo scenderà quest’anno a 14.765, rispetto alle 22.104 dell’anno precedente, in pratica il calo maggiore dopo la crisi del 2008.
In pratica non vi è città che non sia stata colpita dalla pandemia e questa mancanza di voli sta creando grossi problemi anche a livello industriale-aeronautico, come stanno purtroppo rivelando i due maggiori costruttori di aerei, l’europea Airbus e la statunitense Boeing, che vedono le loro produzioni scendere parecchio, con ordini che stanno arrivando con il contagocce.
In base agli ultimi dati settimanali pervenuti da Eurocontrol (l’organizzazione intergovernativa europea, civile e militare, cui partecipano 41 Stati europei, il cui scopo principale è di sviluppare e mantenere un efficiente sistema di controllo del traffico aereo), il numero medio dei voli giornalieri è sceso del 3,4% nella settimana fino al 25 ottobre, rispetto alla precedente. Con questa inesorabile discesa, il traffico è ridotto al 42,9% se confrontato con i livelli del 2019. E qui siamo solo alla fine di ottobre, quindi è facile supporre che entro fine anno i dati saranno ancora peggiori.
Infatti, il direttore di Eurocontrol ha già messo le mani avanti avvisando che i dati diffusi sono ancora troppo ottimistici, perché le compagnie aeree continuano a cancellare voli su voli a causa della grande incertezza che aleggia nell’aria con previsioni per il 2021 pessime, almeno per i primi mesi dell’anno.
Come sta avvenendo, e lo vediamo anche noi dando uno sguardo ai piazzali vuoti del nostro scalo, le principali compagnie aeree, data la recrudescenza del virus Covid-19 hanno con grande anticipo ridimensionato tutti i loro orari, poiché le prenotazioni sono calate quasi a zero.
Questo significa una perdita enorme al momento inarrestabile, e la messa a terra di ulteriori aerei, mentre altri, in assenza di passeggeri, sono stati trasformati in “preighters” (neologismo derivato da “passenger-to-freighter”, ovvero aerei passeggeri che vengono impiegati per trasportare solo merci).

Gli aeroporti si trasformano, anche Caselle
Come gli aerei anche gli aeroporti stanno adottando nuove soluzioni al fine di far affluire le persone che vi transitano in piena sicurezza durante i loro viaggi, in special modo per quel che riguarda l’igiene e il distanziamento fisico delle persone, con nuovi progetti per enfatizzare il comfort di chi intraprende il viaggio.
Per quanto riguarda lo scalo di Caselle, nonostante al momento i voli siano ridotti al lumicino, ha ottenuto il riconoscimento come “Best Airport 2020” da ACI Europe per la gestione dell’emergenza Covid-19, inoltre si è reso disponibile al servizio sul territorio aprendo a tutti i cittadini e non solo ai viaggiatori, il servizio di monitoraggio rapido Covid-19 combinato, su base volontaria e a pagamento. Per chi vuole saperne di più può rivolgersi al seguente sito (https http://airmedicalservice.eu/).
Siamo da poco entrati nel periodo delle mitiche settimane bianche, e purtroppo quest’anno l’aeroporto non sarà invaso dalla moltitudine di charter della neve provenienti dalle solite nazioni estere. Difficilmente arriverà qualche sparuta compagnia aerea carica di vacanzieri, tenuti lontano dalla pandemia. Peccato perché manco farlo apposta quest’anno la neve è scesa in anticipo e abbondante imbiancando le nostre Alpi. Molte volte il destino gioca brutti scherzi.

 In transito a Caselle per la prima volta l’Airbus A340-302 (LY-LEO) della GetJet Airlines

Il traffico cinese in forte ripresa, non così nel mondo
Se tutto il mondo piange, in Cina, a quanto è dato sapere, sembra che la pandemia sia svanita nel nulla, consentendo la riapertura dei traffici commerciali, dei viaggi e dei collegamenti aerei, all’interno, di questa vasta nazione. Sono ancora sotto tono i voli internazionali, anche perché molte nazioni continuano a mantenere chiuse le loro frontiere dato il dilagare della pandemia.
Nel 2020, le prime quattro città più collegate del pianeta sono tutte in Cina. Shanghai è al momento la regina delle città più connesse, mentre Pechino è la seconda metropoli, seguita da Guangzhou e Chengdu al terzo e quarto posto.
E pensare che lo scorso anno, ad eccezione di Pechino e Shanghai, nessuna delle città cinesi era nella “top ten”, infatti prima del Covid-19 i movimenti maggiori per i transiti erano ad appannaggio di alcune delle più importanti città statunitensi, europee, del medio ed estremo oriente che hanno dovuto gettare lo scettro che da decenni detenevano come: Atlanta, Los Angeles, Dubai, Tokyo, Chicago, Londra, Parigi, Dallas.
Nonostante i voli passeggeri al di fuori dei confini cinesi siano ancora limitati, al contrario di quelli merci, il successo o bravura, è stata quella di aver circoscritto in breve tempo la diffusione del contagio da Covid-19, che ha consentito di poter riprendere in breve tempo gli spostamenti interni via aerea, agevolati da tariffe assai convenienti.
Secondo un comunicato del ministero del turismo cinese, i voli interni durante le vacanze della “Settimana d’oro della Giornata nazionale”, che dura otto giorni a partire dal 1° ottobre, hanno trasportato ben 475 milioni di persone.
Per noi italiani che a malapena superiamo i 60 milioni, sono cifre astronomiche, al di fuori del nostro pensiero. Ma la Cina è la Cina ed è pure vicina, poiché molti prodotti che vengono acquistati hanno la fatidica etichetta: “Made in Cina”. Guarda caso, pure i milioni di mascherine anti pandemia, come se noi non fossimo in grado di produrle, ma qui entriamo in un discorso che è meglio sorvolare, d’altronde scriviamo di aeronautica.
Ed ora non rimane che attendere che il virus ci lasci in pace, in modo da poter tornarre alla normalità (se ci sarà) e riprendere ad usare l’aereo in piena sicurezza, come e quando ci pare.

 


Anche gli aerei portano le mascherine
Anche gli aerei, oltre a trasportarle, diventano mezzi per invitare ad indossare le mascherine.
Nella foto a sinistra il Boeing 777-300ER della indonesiana Garuda con la scritta “Indossiamo la mascherina”, e a destra il Boeing 747-8F della lussemburghese Cargolux, con la scritta in fusoliera “Non senza la mia mascherina”.

Con la foto di questo B.737 della Air Berlin, che invita a passare a casa il Natale, auguriamo a tutti buone feste e un felice anno nuovo.

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