Anche quest’anno, come tradizione voleva e vuole pur in tempo di pandemia, i coltivatori nella ricorrenza della festa di Sant’Antonio, protettore degli animali di campagna, hanno celebrato la funzione nella giornata dedicato al loro sentito, religioso ringraziamento.
Quest’anno per colpa del virus che ci ha colpito si è dovuto rinunciare alla sfilata dei trattori tirati a lucido per l’occasione, che formavano un bellissimo carosello.
Anche se in modo più sobrio si è comunque celebrata la funzione religiosa con la partecipazione del sindaco e altri amministratori comunali. Il labaro della città di Caselle, la bandiera di Sant’Antonio e quella dei coltivatori, hanno reso la funzione comunque partecipata e decisamente più intima.

I giovani agricoltori hanno portato all’offertorio, i doni della terra all’altare in gesto di ringraziamento e sono stati benedetti da Don Claudio.
In chiusura della funzione religiosa si è letta la preghiera dell’agricoltore in segno di sincero  grazie.

Giovanni Verderone

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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