Il melanoma è un tumore cutaneo maligno che insorge quando le cellule della pelle, l’organo più esteso del nostro corpo, si sviluppano in modo anomalo. Perché se ne parla tanto? Perché ha una mortalità molto più alta rispetto a tutte le altre tipologie di cancro della pelle; perché in più dell’86% dei casi è causato dall’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) emessi dal sole o dai lettini abbronzanti; perché negli ultimi trent’anni i tassi di melanoma maligno sono aumentati più rapidamente di quelli dei dieci tumori più comuni.
Il melanoma cutaneo colpisce ogni anno in Italia più di 14 persone ogni 100.000 uomini e più di 13 ogni 100.000 donne. In un comune di circa 14.000 abitanti come Caselle Torinese ciò significa 2 nuovi casi ogni anno. A differenza di molte altre neoplasie il melanoma colpisce anche i giovani: infatti oltre il 50% dei casi viene diagnosticato prima dei 59 anni d’età.  Si tratta infatti di uno dei principali tumori che insorge in giovane età e attualmente in Italia costituisce il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 49 anni.
Ogni anno assistiamo ad un aumento dei casi sia nei maschi (+ 4.4% per anno), sia nelle donne (+ 3.1% per anno). La sua diffusione in Italia però non è omogenea, risultando molto più diffuso nel Nord e Centro Italia rispetto al Sud.
In mezzo a numeri tanto preoccupanti però va sottolineato che, seppur cresce costantemente il numero di nuove diagnosi ogni anno, la mortalità rimane stabile.
Un controllo dal Medico di Famiglia e successivamente dal Dermatologo è opportuno in presenza di uno o più dei seguenti fattori di rischio: chi ha tanti nei o lentiggini, chi ha occhi, capelli e pelle molto chiari, chi ha avuto episodi di scottature durante l’infanzia e, infine, chi ha una storia familiare o personale di melanoma. Il 10% dei casi di melanoma presenta infatti familiarità.
I melanomi cutanei possono originare sia dalla cute integra sia da nevi preesistenti.
Quando dobbiamo sospettare la presenza di un tumore cutaneo? Il segno principale è la comparsa di un nuovo neo o il cambiamento nell’aspetto di un neo preesistente. Le caratteristiche di un neo che possono indicare l’insorgenza di un melanoma sono riassunte nella sigla ABCDE:
A come Asimmetria nella forma. Un neo benigno è generalmente circolare o comunque tondeggiante, un melanoma è più irregolare;
B come Bordi irregolari e indistinti;
C come Colore variabile, cioè con delle sfumature diverse all’interno del neo stesso;
D come Dimensioni in aumento, sia in larghezza sia in spessore;
E come Evoluzione del neo che, in un tempo piuttosto breve, mostra cambiamenti di aspetto.
Altri campanelli d’allarme che devono essere valutati da un medico sono un neo che sanguina, che prude o che è circondato da un nodulo o da un’area arrossata.
Come possiamo prevenire il melanoma? È fondamentale innanzitutto evitare le ustioni solari e comunque esporsi al sole in maniera moderata fin dall’età infantile. Non dobbiamo esporci al sole durante le ore più calde e dobbiamo evitare o ridurre al minimo l’uso di lampade o lettini abbronzanti. Sotto il sole è consigliabile proteggersi con cappelli e occhiali da sole e usare creme protettive adeguate al proprio tipo di pelle, applicandole più volte in modo da assicurare una copertura persistente.
Tutti questi accorgimenti vanno riservati a maggior ragione ai nostri figli. I bambini infatti sono ancora più sensibili alle scottature e talvolta il processo di trasformazione tumorale può derivare proprio da una esposizione solare eccessiva avvenuta in età pediatrica.
Concludo quindi ricordando l’importanza della prevenzione anche in un periodo come quello attuale. Fra i tanti effetti collaterali della pandemia da SARS-CoV-2 dobbiamo anche annoverare i ritardi nella diagnosi e nelle terapie per i tumori della pelle: in un solo anno vi è stata una riduzione di un terzo delle visite di controllo e delle biopsie rispetto all’anno scorso. Il rischio è di trovarsi di fronte a patologie in stadio più avanzato e più complicate da curare.

Stefano Di Natale
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Torino nel 2008, ho partecipato a numerosi protocolli di ricerca in ambito endocrinologico, quattro dei quali pubblicati su riviste internazionali. Mi sono specializzato in Medicina Generale nel 2014. Ho collaborato con l’associazione PCOS-Italy gestendo l’ambulatorio multidisciplinare specifico per donne con sospetta diagnosi di PCOS c/o la Fondazione Tempia di Biella. Sono stato Direttore Sanitario della casa di riposo “Madonna delle Grazie” di Cintano (To), Medico Prelevatore c/o la CDC di Torino, Medico Fiscale e Medico Necroscopo in ASL TO3, Medico Sociale per diverse società sportive tra le quali i Giaguari di football americano ed i Bassotti di calcio a 5. Ho lavorato inoltre per l’istituto di Medicina dello Sport di Torino avendo il privilegio di visitare parte della prima squadra della Juventus FC e del Torino FC. Ho lavorato per vari Juventus Summer Camp (Madonna di Campiglio, Procida e Vinovo), in RAI come medico di struttura durante la registrazione di diversi programmi televisivi, per la Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo” di Mappano, per l’RSA “Casa Serena” a Torino, come Consulente Medico per la Scuola Superiore di Osteopatia Italiana e occasionalmente come docente per corsi di Primo Soccorso BLS per aziende pubbliche. Attualmente sono Medico di Medicina Generale a Caselle T.se, via Roma 19. Ho infine l’onore di essere il Presidente del Lions Club Caselle Torinese Airport e membro del Comitato Medico Scientifico dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” Onlus.

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