Marzo 2021 è il fratello brutto di marzo 2020. Esattamente un anno fa ci chiudevamo in casa ed ora di nuovo. Uguale ad allora. Abbiamo avuto un anno per cambiare le cose, ma nulla è stato fatto. Un anno intero che non abbiamo sfruttato. È evidente che qualcosa sia andato storto. Siamo tutti consapevoli di essere stanchi della situazione, ma purtroppo non si può fare diversamente, e sbaglia chi per fini personali fa passare il messaggio che ormai la pandemia sia agli sgoccioli, o che si sia attenuata: non è così. La campagna vaccinale va a rilento, e con questi ritmi ci vanno quasi 2 anni a vaccinare l’80 per cento della popolazione, tenendo anche conto del fatto che chi si vaccina oggi andrà richiamato tra un anno. Si viaggia ad una media di 350 morti al giorno, e quando scrivo queste righe stiamo per assistere ad una stretta delle misure che probabilmente quando Cose Nostre sarà in edicola sarà già avvenuta. Stretta facilmente prevedibile, ma non da chi vuole a tutti i costi chiudere gli occhi di fronte ad una situazione grave.

Si assiste nuovamente alla distribuzione in pompa magna dei cosiddetti pacchi alimentari da parte del Comune, finanziati dal Governo. Ed anche qui non si è imparato niente dall’esperienza passata. Perché come al solito sarebbe stato meglio un altro tipo di iniziativa, più organica e protratta, come avviene in altri Comuni, ma si sa, in quel caso la visibilità sarebbe stata assai minore. È in ogni caso di pessimo gusto dover mandare un mezzo con insegne ben visibili a distribuire i pacchi, in modo che tutti sappiano chi riceve e perché.

Nel frattempo non si sono più svolti Consigli comunali, da dicembre ad ora. Tre mesi. E per un periodo come questo sono troppi. Davvero non c’era nulla da decidere? Davvero non c’è qualche necessità della cittadinanza su cui porre attenzione? Poi si lamentano se lo spazio delle interrogazioni si dilata a dismisura. Ma le domande le fai quando riesci a vedere le persone, e anche se non le vedi per quasi 100 giorni, i cittadini continuano ugualmente a porre le loro questioni.

Ad esempio. Abbiamo trascurato un anniversario assai importante per Caselle. il 28 febbraio 2019, quindi 2 anni fa, con una cerimonia di tutto rispetto (con i tavolini presi in prestito dal bar di fronte), il Comune di Caselle acquisiva la disponibilità in comodato della vecchia stazione. Il Sindaco dichiarava che “entro l’anno” (2019) avremmo avuto il progetto di riqualificazione dell’edificio e tante altre belle cose, e che quindi di lì a poco sarebbero iniziati i lavori di ristrutturazione. Ora, non è per muovere delle critiche, ma cosa è stato fatto in questi 24 mesi? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Si attende il crollo. La vecchia stazione è il simbolo di questa e delle passate amministrazioni. Bravissimi nelle promesse, specie in periodo di elezioni, molto meno bravi nel mantenere quanto promesso.

Bravissimi anche nel trovare scuse e giustificazioni, che questa volta però fanno più acqua del tetto marcio della stazione.

Vogliamo scommettere? Nell’imminente campagna elettorale riproporranno tra i primi punti la riqualificazione della vecchia stazione, oltre ad altri grandi classici come la costruzione della nuova caserma dei Vigili del fuoco e la ristrutturazione del vecchio Baulino. Quanti ci crederanno ancora?

Dott. Andrea Fontana

Caselle Futura

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