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Chi prende il reddito di cittadinanza lavorerà per la città

Esperienza pilota a Settimo Torinese. Allo studio a San Maurizio e Caselle.

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La legge del 2019 che ha istituito il Reddito di Cittadinanza, fortissimamente voluta dal Movimento 5 Stelle, prevede anche che il beneficiario di tale provvidenza sia tenuto ad offrire la propria disponibilità per la partecipazione a Progetti Utili alla Collettività (PUC). I PUC devono essere definiti e gestiti dal Comune di residenza. Il percettore del Reddito di Cittadinanza  a cui i PUC sono proposti, per un numero di ore non inferiore a 8 ore settimanali, vi deve aderire, pena la decadenza dal beneficio.

Fra i comuni del nostro territorio, è stato quello di Settimo Torinese il primo a partire, nel mese di febbraio scorso. Spiega l’assessore al Lavoro di Settimo, Daniele Volpatto: «Con questo progetto centriamo due obiettivi: includiamo persone disoccupate nella cura della Città, riducendo il rischio di marginalizzazione, e aumentiamo il personale da dedicare ai servizi. Non sono molti i Comuni ad aver avviato i PUC perché è molto complicato inquadrare le persone per questioni di sicurezza, assicurazione, eccetera. Inoltre, non si possono impiegare persone per servizi già in capo al Comune, per esempio la pulizia vera e propria delle strade, la manutenzione e altro. A Settimo abbiamo proceduto ugualmente con l’avvio del progetto perché i PUC sono uno strumento utile e puntiamo a estenderli a più ambiti possibile. Per il momento, sono due le persone che daranno avvio al progetto: lavoreranno all’asilo nido con mansioni di supporto al personale; come, ad esempio, il rilevamento della temperatura dei bambini. Successivamente procederemo con l’attivazione di ulteriori progetti, che si estenderanno alla cura della Città. Le persone verranno selezionate dagli elenchi del centro per l’impiego e se rifiuteranno di lavorare perderanno il reddito di cittadinanza”.

Vediamo la situazione a San Maurizio Canavese, ove dai tabulati del CIS risulterebbero esserci 23 persone idonee al percorso dei PUC. Al proposito abbiamo interpellato l’Assessora ai Servizi Sociali Silvia Aimone Giggio: “Siamo nella fase di studio, che è stata alquanto rallentata dalla pandemia in corso. Stiamo valutando in quali ambiti (ambientale, sociale o formativo/culturale) proporre i progetti, aiutati in questo anche dalla consultazione del catalogo PUC presente sui siti del Governo. È aperto il dialogo con gli operatori del CIS, ed è anche attivo il percorso del centro dell’impiego. Oltre ai PUC, contiamo anche di procedere sull’altra iniziativa, sostenuta dalla Regione, dei cosiddetti “cantieri di lavoro”, rivolti a soggetti sopra i 45 anni di età”.

E a Caselle Torinese come è la situazione? La questione, nell’ultimo Consiglio Comunale del 22 marzo, è stata posta, nello spazio riservato alle interrogazioni, dal  consigliere di Caselle Futura Andrea Fontana. Gli ha risposto in Consiglio l’Assessora al Sociale Angela Grimaldi: “I PUC, anche se macchinosi sotto l’aspetto burocratico, hanno comunque una valenza sociale perché possono essere un ottimo strumento per la crescita e l’inclusione dei beneficiari del reddito.  Ci siamo confrontati anche col NET (l’ Unione dei Comuni a cui aderisce Caselle), per un’analisi dei possibili progetti da mettere in campo, e in particolare col Comune di Settimo, che ha una realtà più strutturata della nostra, e dove sono già partiti due progetti. Anche noi contiamo a breve di far partire alcuni di questi PUC. Per quanto riguarda il numero delle persone potenzialmente interessate, al 28 febbraio a Caselle sono 58 le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza idonee a sottoscrivere un piano di inclusione; altre sono esenti o per età o perché hanno a carico figli molto piccoli.”

Interpellato dopo il Consiglio, il consigliere Roberto Giampietro, rappresentante del Movimento 5 Stelle, condivide il giudizio positivo sullo strumento dei PUC, ma è molto scettico sulle tempistiche di attuazione a Caselle: “La situazione di chi si trova in una situazione di assenza di attività lavorativa è frustrante, ed essere messo in condizione di impiegare utilmente il proprio tempo è importante. Quando però sento gli esponenti di questa maggioranza dichiarare che la cosa è allo studio, temo proprio che si ripetano storie già vissute, come quella della commissione di studio che doveva valutare proposte per la rivitalizzazione del centro storico, o come il concorso di idee per il riutilizzo della vecchia stazione. Belle parole, a cui poi non sono seguiti i fatti. Temo che la stessa cosa capiterà per i PUC”.

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