La notizia del futuro trasferimento a Milano del servizio controllo radar del nostro aeroporto è nuovamente rimbalzata alle cronache al termine delle feste pasquali. Una sorpresa nell’uovo di Pasqua non del tutto gradita.
Questa volta l’aeroporto torinese non è nell’occhio del ciclone per via della perdita di traffico civile e cargo, di compagnie aeree, ma per il nuovo insorgere del problema del trasferimento del Centro di Controllo aereo radar dell’Enav (Ente Nazionale Assistenza Volo) di Caselle a quello di Milano, conglobando il tutto in un unico centro.
Come avevamo già scritto su Cose Nostre del dicembre 2018, sarebbe una grave perdita per il nostro scalo e di tutto il territorio, sempre più emarginato dall’immobilismo a favore degli scali milanesi.


Il servizio radar è tra i più delicati del sistema per il controllo e gestione del traffico aereo, e l’attività dei controllori dell’Enav è attivo 24 ore su 24 sempre pronto ad intervenire in caso di urgenze specialmente quelle impreviste e imprevedibili, il tutto per la sicurezza dello spazio aereo italiano.
L’attività consiste nel gestire i movimenti di tutti i velivoli, tra cui quelli dell’aeroambulanza, oltre che gestire i voli sanitari effettuati dagli enti di stato come: Aeronautica Militare, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Esercito Italiano, etc.
L’Enav inoltre tiene sotto controllo non solo i voli di Caselle ma anche quelli dell’Aero Club torinese, del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Volpiano e delle operazioni del vicino aeroporto militare “Mario Santi” di Venaria Reale, sede del 34° Gruppo Squadroni Aviazione Esercito Toro.
Vengono anche gestite le piccole aviosuperfici che orbitano a diversi chilometri dal nostro scalo, per la sicurezza di chi frequenta questi siti che, se lasciati senza controllo, potrebbero essere causa di eventuali incidenti.
Senza poi dimenticare il grande servizio che i controllori di Caselle dedicano alla maggiore azienda aerospaziale italiana: Leonardo, produttrice di aerei altamente sofisticati, che necessita di un servizio di altissima qualità, e che effettua quasi giornalmente i voli test dei propri velivoli, siano essi prototipi o di serie dedicati ai clienti in tutto il mondo.
Solo chi conosce bene il nostro territorio può seguire costantemente i piloti, dando informazioni dettagliate in caso di urgenze, ma anche nella normale routine di volo.
Ora bisognerà capire quale sarà la forza contrattuale del nostro territorio, nei confronti dell’Enav, oppure se, come avvenuto in passato, si chiuderà la stalla quando i buoi sono scappati.
Al servizio radar attualmente sono presenti 37 controllori di volo, personale altamente specializzato, difficilmente rimpiazzabile in breve tempo, in caso di necessità.
Certo la tecnologia avanza rapidamente, e probabilmente anche da Milano sarà possibile controllare con tranquillità il nostro cielo ma non è la stessa cosa della presenza quotidiana all’aeroporto di Caselle di un personale che conosce nel dettaglio non solo il cielo, ma anche il territorio circostante su cui volano gli aerei.

 

60° anniversario del primo volo della SAM

Sessanta anni fa, il 19 aprile 1961, la nuova compagnia aerea italiana SAM – Società Aerea Mediterranea, effettuò il suo primo volo proprio dall’aeroporto di Caselle, con un quadrimotore Douglas DC-6B da 82 posti.
Come sempre succede per i voli inaugurali, alla cerimonia presenziarono le maggiori personalità e autorità civili e militari della regione piemontese, accolti dai dirigenti dell’Alitalia, in quanto la SAM era stata fondata proprio dalla compagnia di bandiera italiana.
La particolarità dell’evento non fu data dal brindare all’interno dell’aerostazione casellese, ma bensì a 6.000 metri di altezza nella cabina del velivolo proprio mentre stava sorvolando l’imponente Monte Bianco, con i suoi meravigliosi ghiacciai scintillanti sotto il sole di una azzurra e splendida giornata.
Gli onori di casa furono effettuati dal comandante Umberto Klinger, famoso pioniere anteguerra dell’aviazione civile italiana, nominato nel 1931 presidente della prima e gloriosa SAM, che nel 1935 cambiò poi la ragione sociale in Ala Littoria. Presente all’evento anche il vice-presidente dell’Alitalia, il generale Urbani.
Questa particolare anteprima era stata voluta perché la società aerea aveva scelto proprio l’aeroporto di Caselle per iniziare una serie di voli charter con le più importanti città e capitali europee come: Londra, Madrid, Lourdes, Copenaghen e Amsterdam.
Giovedì 20 aprile del ’61 venne così effettuato il primo volo ufficiale con destinazione Barcellona. A bordo del DC-6B comitive di dipendenti di grandi aziende e membri di circoli culturali locali.
Questi primi viaggi furono effettuati sotto l’insegna delle “settimane dell’aria”, con la formula del “tutto compreso” e inserite nelle numerose celebrazioni di “Italia 61”, per il centenario dell’unificazione dell’Italia.
Il 21 aprile venne effettuato il secondo volo verso Copenaghen; in tutto furono più di tremila le persone partecipanti alla nutrita serie di voli dallo scalo casellese effettuati dalla nuova compagnia aerea SAM.


La Società Aerea Mediterranea (SAM II), venne costituita dall’Alitalia il 1° dicembre 1959 con lo scopo di esercitare servizi non di linea denominati “inclusive tours” echarter”, che allora erano una vera novità per l’Italia, anche se in precedenza voli del genere erano già stati effettuati, ma in modo molto saltuario.
La nuova compagnia iniziò l’attività vera e propria il 1° aprile 1961, con il primo volo “pagante” proprio dal nostro aeroporto.
All’estero i voli charter erano richiestissimi (date le basse tariffe, e i pacchetti vacanzieri tutto compreso) offrendo la possibilità di raggiungere direttamente località che le compagnie maggiori non erano in grado di gestire. Venne così a delinearsi la costituzione di numerose compagnie secondarie, alcune di grande prestigio, che con il loro modo di operare furono in grado di soddisfare una moltitudine di clientela.
Per il nostro Paese, all’epoca, si trattava di un mercato quasi completamente in mano agli Inglesi, Tedeschi e Americani, perché la nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, non voleva, né poteva, affrontare direttamente il problema, per paura di perdere una larga fetta di guadagni dalla sua attività di linea regolare.
Bisogna ricordare a tal proposito che molte compagnie nate in Italia in quelli anni, e nei decenni successivi, non riuscirono mai ad emergere proprio per l’egemonia della nostra “beneamata” aerolinea nazionale.


Dopo i primi voli da Caselle, come riportato all’inizio, nel solo 1961 furono effettuate ben 3.600 ore di volo, con i primi tre DC-6B ceduti dall’Alitalia, che per la compagnia erano diventati obsoleti, visto che la nostra compagnia di bandiera fu una delle prime aerolinee a utilizzare velivoli a reazione e non più ad elica.
Gli aerei della SAM, oltre alla scritta in rosso, si distinguevano da quelli della casa madre, con la colorazione in blu-rossa, mentre quelli dell’Alitalia avevano una tonalità blu-azzurro, colorazione denominata “pentagramma”, per via delle cinque strisce orizzontali in fusoliera.
Il capitale della SAM, era al 90% dell’Alitalia e solo il 10% in mani private (tra cui Klinger), e gli aerei tutti provenienti dalla compagnia nazionale. La gestione operativa migliore fu quella attorno alla fine degli Anni Sessanta, ma nonostante la buona volontà fu sempre la “Cenerentola” dell’Alitalia.
Il mercato dei voli charter verso l’Italia continuava ad essere praticamente in mano straniera, e così dopo qualche tempo anche la SAM, per poter sopravvivere, iniziò ad effettuare anche voli regolari, perdendo poco alla volta la sua vocazione di compagnia “charter”.
La SAM nel 1974 rilevò uno scarso rendimento nei voli charter, avendo trasportato in dodici mesi solo 6.280 passeggeri, lasciando praticamente in mano straniera il mercato. Comunque anche oggi il mercato italiano dei voli è praticamente in mano alle compagnie straniere, non solo con i voli a domanda, ma anche con quelli di linea, per colpa di una aerolinea che fa acqua da tutte le parti e che continua a far pagare un conto salato al nostro Paese.
Con la ristrutturazione del Gruppo Alitalia, che comprendeva anche la ATI-Aero Trasporti Italiani, venne poi deciso l’abbandono dei voli charters a breve-medio raggio, per indirizzarsi sul lungo raggio (più remunerativo) che però non ebbe mai a decollare, in quanto era previsto l’utilizzo dei vetusti Caravelle che purtroppo non erano in grado di effettuare lunghe rotte senza scalo, quindi non in grado di competere con le più agguerrite e meglio gestite compagnie straniere, specialmente quelle statunitensi.
A questo punto la SAM, operando solo più voli di linea, venne a scontrarsi sia con l’Alitalia stessa, sia con la sussidiaria ATI e così, prematuramente e inspiegabilmente, la Società Aerea Mediterranea concluse la sua vita operativa nel 1977, innescando una serie di scioperi da parte del personale navigante non assorbito dalla compagnia di bandiera.
La SAM ebbe una flotta alquanto eterogenea composta all’inizio dai mitici Douglas DC-3/C-47, DC-6B, Curtiss C-46 Commando (solo cargo), un DC-7C per un brevissimo periodo, tutti aerei a pistoni, per poi concludere la sua carriera con i collaudatissimi Sud-Aviation SE 210 Caravelle VI-N. Dalla Transavia olandese venne noleggiato anche un Caravelle (con non poche polemiche), essendo l’Alitalia in grado di offrire più di un aereo.

 

 

 

Per la prima volta in atterraggio a Caselle, il 6 aprile, l’Airbus A320-251N della compagnia greca SKY express

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