Pasqua casalinga. Passeggiate consentite ufficialmente solo fra le “quattro case”. Passo per Via Carlo Cravero, che prende sempre più forma nella sua eleganza finale; svolto a sinistra in via Circonvallazione diretto in piazza Falcone: qualche giovane ben distanziato (complimenti, non prendiamocela sempre con loro)che chiacchiera, nessuna coda al chiosco dell’acqua… mi disseto, ma vengo colpito da parecchie famigliole: bimbi in bicicletta, nonni che procedono verso Via Dante Alighieri.
Anche io, incuriosito, seguo quel flusso.
Nel procedere chiedo se sia successo qualche fatto funesto, perché si sa, la curiosità corre anche quando ne potrebbe farne a meno.
Una bimba, con la sua immensa gioia, mi guarda come per rimproverarmi e mi dice:”Andiamo a vedere lo zoo” e scappa via pedalando e cantando una canzoncina che dice più o meno così: “Lui ci parla con gli occhi e dice molto di più…”.


Così, seguo anch’io quelle persone e percorro tutta la via Dante Alighieri ed ecco la sorpresa: un piccolo zoo compare ai nostri occhi.
Un bel recinto, una capannina al centro e all’interno due asinelli, due pecore gonfie di lana e ….magica una zebra, elegante nel suo mantello bianco-nero.
Sarà il suo proprietario un tifoso della squadra che porta quei colori?
Che sia così o meno, è la gioia di quei bambini che in bicicletta mi avevano preceduto.
Mamme e papà, nonni con qualche borsa di erba fresca, qualche carota per gli asinelli…
Una Pasqua casalinga, senza le gite fuori porta, ma riscoprendo un po’ di Caselle e anche lo “zoo nostro”.
Grazie a chi anonimamente e gratuitamente ci offre queste pennellate di felicità, e grazie a quel papà e a quella mamma che hanno insegnato alla bimba quella frase: ”Lui ci parla con gli occhi e dice molto di più…”.
Tornato a casa mi collego ad internet per una ricerca sulle parole pronunciate dalla bimba e scopro che appartengono alla canzone “L’asinello Nunù” dello Zecchino d’oro.
Dietro quelle parole c’è tutto un mondo di sogni: coltiviamoli con quei bimbi, loro hanno molto da insegnarci.
Questo e tanto di più ci offre “il paese dalle ombre veloci”: cerchiamole per scacciarle e sorridiamo alla vita.

Mauro Giordano
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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