Manca ancora poco più di un anno alla conclusione del secondo mandato dell’Amministrazione Baracco. Sul come le forze politiche casellesi si organizzeranno per il prossimo appuntamento elettorale, su quali potranno essere i candidati a sindaco a scendere in campo per contendersi la posizione ricoperta per dieci anni da Luca Baracco, non mancano i “rumors”, ma prese di posizione ufficiali finora mancavano.

Qualche settimana fa, a rompere il ghiaccio, il movimento politico Articolo Uno, presente a Caselle con una sezione aperta a fine 2017 e che ha come segretario Endrio Milano.

La lettera aperta di Articolo 1 così esordisce: “La Sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha lanciato l’idea di fare di Torino, per le prossime elezioni amministrative, un laboratorio politico dell’alleanza M5S, PD e Leu che ha sostenuto l’esperienza del Conte2. Articolo Uno ha immediatamente risposto positivamente all’appello dell’Appendino e lo rilancia con convinzione su Caselle T.se che andrà al voto nella primavera del 2022”.
La proposta, rivolta quindi a PD e Movimento 5 Stelle, è quella di costruire un forte fronte progressista per le comunali del prossimo anno. Assieme – propone Endrio Milano – può essere elaborato il programma battezzato “Caselle 2027” in grado di rilanciare il nostro territorio ed intercettare parte delle risorse messe in campo dal Recovery Found.

Molte le criticità individuate, e su cui intervenire:
– qualche nuovo ragionamento sulle Aree ATA, dopo 20 anni di andamento carsico;

– la risistemazione dell’area di vecchia e nuova stazione;

– la rivitalizzazione del centro storico da una parte, e dei quartieri nuovi ora quasi dormitori;

– una maggiore presenza del Comune nella gestione dell’aeroporto;

– spazi per i giovani e per lo sport.

Questi, sintetizzati, i contenuti della lettera aperta. Abbiamo ritenuto utile approfondirne alcuni aspetti con un’intervista a Endrio Milano.

Cominciamo con qualche nota personale, per chi non la conosce direttamente.

Sono nato nel 1964, ad Alessandria, e cresciuto nella vicina San Salvatore Monferrato. Studi universitari a Torino, dove mi sono laureato in giurisprudenza, e dove ho conosciuto Marielisa Rinolfi, con la quale mi sono sposato nel 1996. Ho cominciato a frequentare Caselle già nel 1984, essendo mia moglie casellese, e vi ho preso la residenza dal matrimonio. Per quanto riguarda l’attività lavorativa, ho fatto l’impiegato di banca, prima CRT e poi UNICREDIT, occupandomi di investimenti/risparmi.  Ho lavorato in molte agenzie, fra cui Caselle. Nel 2018, mi sono licenziato da UNICREDIT  e ho iniziato l’attività di consulente finanziario con Fideuram, aprendo un  ufficio in città, in via Martiri.

Lei è da sempre impegnato in politica, sempre nel campo della sinistra. Ci può sintetizzare il percorso che l’ha portato alla sua attuale militanza in Articolo 1/LEU.

È vero, avevo i calzoni corti  quando ho incominciato a interessarmi di politica. Il mio riferimento ideologico è da sempre Riccardo Lombardi (ndr: lo dimostra la foto appesa alle spalle della scrivania di Endrio). Riccardo Lombardi, siciliano amico di Don Sturzo, fu fra i fondatori del Partito d’Azione, e poi, terminata quell’esperienza,  l’esponente di riferimento della corrente più a sinistra del Partito Socialista.  A lui si devono importanti riforme come la nazionalizzazione dell’energia elettrica. Io ero ancora studente ad Alessandria quando presi, nel 1980, la tessera di quel partito. Durante l’epoca craxiana, la corrente Lombardiana era minoranza nel PSI. Dopo il PSI ho seguito altri compagni, tra cui  Nerio Nesi, a Rifondazione Comunista, che lasciammo quando Bertinotti fece cadere il primo governo Prodi.

Partecipai alla nascita del partito dei Comunisti Italiani, e ne divenni nel 1998 il riferimento qui a Caselle. I nostri erano piccoli numeri, che non consentirono mai di arrivare ad eleggere nostri amministratori: il nostro picco di consensi qui a Caselle lo raggiungemmo nelle Provinciali del 2004, ed era intorno al 6%. Finita l’esperienza del PdCI, praticamente l’intera sezione poi ha aderito ad Art. 1 quando  Bersani e D’Alema hanno  lasciato il PD renziano, fondando il nuovo movimento politico.

E questa è storia recente: il 18 novembre 2017 avete presentato, in Sala Giunta a Caselle, il Comitato Promotore del vostro Partito. Erano presenti in quell’occasione, come si vede dalla foto, il sindaco Baracco e il vicesindaco Gremo, a testimoniare di una certa attenzione nei vostri confronti.

Certo, ma occorre ricordare che durante la campagna elettorale delle Comunali della primavera del 2017 noi ci siamo schierati a favore della rielezione di Luca Baracco, anche se non avevamo in lista nostre persone.

Anche altri esponenti storici della Sinistra casellese, come Pidello e Zavatteri, dettero una mano importante per la rielezione di Baracco. E tutti noi ci aspettavamo un’apertura alla discussione, al contributo di tutti, da parte degli amministratori e del PD, ma questo non è accaduto.

Personalmente presi pubblicamente posizione a favore del mio amico Giuseppe Marsaglia, quando a mio giudizio fu attaccato ingiustamente da Mauro Esposito.

Veniamo alla vostra recente lettera aperta. Perché avete deciso di farla.

Noi non siamo soddisfatti di come l’attuale amministrazione sta gestendo la città: troppo immobilismo, poca progettualità, scarsa o nulla capacità di intercettare soprattutto i nuovi casellesi, che vivono in una parte della città che è isolata da ogni servizio. Quando abbiamo tentato di aprire una discussione su questi temi, c’è stata una chiusura completa, sia a livello di singoli amministratori, sia a livello di locale circolo del PD. Questa chiusura ha deluso noi e tanti altri compagni che, a titolo personale, contribuirono all’ultima vittoria del Centro-Sinistra locale.

Questa chiusura al dialogo all’interno del centro-sinistra, che sta governando a Caselle da trent’anni, e l’incapacità di riconoscere il malcontento, fa sì che la voglia di cambiamento che c’è fra la gente la porti a rivolgersi al centro-destra. Questo sta capitando anche a livello nazionale.

Ora però a livello nazionale, con Letta, c’è una nuova linea aperta al dialogo con tutte le forze progressiste. Si è aperta una nuova fase. Noi vorremmo che questa nuova fase arrivi anche a Caselle, dove finora invece sembra sia prevalso un egoismo personalistico. Queste sono state le motivazioni che ci hanno portato a scrivere la lettera aperta.

Ci può dire quali sono state finora le reazioni a questa proposta di Articolo 1? In particolare, da parte dei due soggetti politici a cui la proposta è indirizzata.

La risposta è molto semplice. Da parte PD, finora nessuna presa di posizione ufficiale. Magari, al bancone del bar prendendo il caffè, mi dicono che ho ragione, ma poi tutto finisce lì.

Da parte 5Stelle, ho avuto un contatto informale con Giampietro, che ritiene che le posizioni del suo Movimento siano vicine alle nostre, mentre sono distanti da quelle del PD, specie, dice, se qui a Caselle si continua a perseverare nella politica di cementificazione selvaggia.

A proposito di cementificazione, uno dei punti che avete toccato nell’elenco delle criticità aperte, è quello delle Aree ATA. Qual è la vostra posizione su questo argomento che continua, da vent’anni, ad essere spinoso.

Dividerei i due argomenti. Sulla cementificazione è indubbio che a Caselle si è costruito troppo e male con il risultato di aver creato interi quartieri avulsi dal contesto della città e di aver provocato la perdita di valore del patrimonio immobiliare esistente. Già 15 anni fa con la campagna “Oltre la ferrovia” denunciavamo questa situazione. Sul piano urbanistico, in futuro, dovremo evitare nuovo consumo di territorio e incentivare il recupero e il riuso, secondo criteri di sostenibilità.

Le Aree ATA, è un progetto che abbiamo sostenuto, anzi all’epoca della prima giunta Marsaglia il nostro partito di allora, il PdCI, dette un grosso contributo in Regione.

Ma il tempo è passato e le condizioni cambiano e mentre 20 anni fa il progetto aveva valore strategico per lo sviluppo della nostra zona, oggi non basta più e bisogna immaginare anche altro per sostenere e rilanciare l’economia del nostro territorio.

Parlando di Aree ATA, viene spontaneo pensare a Giuseppe Marsaglia, che di quel progetto è stato il papà. Ora, non è un mistero, fra i “rumors” che circolano relativamente alle elezioni del prossimo anno, c’è quella del suo ritorno con la candidatura a prossimo sindaco. L’interessato finora tace sull’argomento. Voi cosa pensate di un suo eventuale ritorno?

Giuseppe è un’ottima persona, con grandi qualità di amministratore,  ma penso lui per primo si renda conto che una Sua candidatura a sindaco saprebbe di “usato sicuro” e la crisi del Centro-Sinistra è così profonda che non basterebbe.

Noi proponiamo a tutto il Centro-Sinistra e ai 5Stelle di dare vita  a Caselle, da subito, a una discussione aperta, trasparente, che coinvolga i casellesi che vogliono partecipare. Prima costruiamo un progetto partecipato “Caselle 2027” e poi ci preoccuperemo di scegliere la squadra di governo.

Abbiamo il dovere di farlo per il futuro di Caselle  e per sostenere il tentativo di alleanza progressista a cui stanno lavorando Bersani, Conte e Letta.

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