La Val Grande di Lanzo si snoda fra il verde e i picchi. Superata Cantoira, che conserva l’antica parrocchiale e un ciclo di affreschi da poco riscoperti, si attraversa Chialamberto ( patria del pittore Mario Becchis ), sito dominato dallo svettare del campanile ( sec. XI ); quindi, Mottera con l’importante tela del Seyter ( replica da van Loo ) e la frazione Richiardi ove il regista Giovanni Pastrone ha costruito la propria villa-teatro di posa.
È nella parrocchiale di Groscavallo che si ammirano gli affreschi firmati da Andrea Gastaldi; quindi Forno Alpi Graie ( qui vive e lavora Giuseppe Sobrile ) con il Santuario impreziosito dalla presenza dello stupendo altare ligneo intarsiato.
Molti sono i pittori che – ancor oggi – s’avventurano lungo la Val Grande in cerca di soggetti da riprodurre; Rita Scotellaro ne “Il ghiacciaio dell’ Arc” dipinge l’intenso contrasto fra le nevi e il cielo azzurro invitando a riflettere sul significato della parola silenzio, mentre Sergio Manfredi, nel 1984, realizza l’olio “Tormenta sulle Levanne” raffigurando sia la pianura che la montagna resa inquietante per la presenza di ombre e nuvolaglie.
È del medesimo autore l’opera “Primavera a Forno, Alpi Graie” con alcune baite in primo piano e il lontano imporsi dei monti.
Cesare Gheduzzi ( +1944 ) nel 1998 ha esposto a Torino ( presso la galleria Berman ) l’olio “Grange in val Grande” con i grappoli di casupole immerse nella neve in un paesaggio animato da una sola contadina che percorre il viottolo, mentre Benedetto Ghivarello dipinge “Stradina sopra Cantoira”.
Anche Sergio Enrione s’affida a una borgata ( di Chialamberto ) nel raffigurare un possente arco in pietra, i tetti di lose, la lontana catena montuosa avvolta dalle nuvole.
Solamente siglate A.M. sono alcune “cartoline” riguardanti le località di Richiardi ( 1931 ), Migliere e Rivolti: semplice e garbato modo di accostarsi ai monti nella stagione dell’estate.
Numerose solo le opere grafiche di Lazzarotto ( Anni Ottanta del ‘900 ), una delle quali assume valenza storica poiché raffigura la Parrocchiale e la Stura prima della “grande alluvione”; enormi massi fiancheggiano il torrente che scorre accanto al borgo.
Altra volta sono le cascate ad attraversare l’artista, un ponte ligneo oppure lo scomparso “Fontanello”.
Nel primo Novecento importanti pittori hanno guardato con interesse le Valli di Lanzo. Ci piace citare qualche nome di autori, spesso legati alla nostra Accademia Albertina: Ugo Malvano ( Forno Alpi Graie ), G. Battista Carpanetto ( Ai piè dell’Alpi ), Luigi Calderini ( Sole sui ghiacciai della Val Grande ), Camillo Merlo ( La Levanna ), Guido Tirozzo ( Pialpette, Ronco d’Ala ), Ottorino Campagnari ( Forno Alpi Graie ), Cesare A. Ferrari ( Mezzogiorno a Chialamberto ), E. Perotti ( 1867, Veduta del Bec Ceresin ).
Infine Carla Parsani Motti che, trascorrendo da sempre l’estate a Chialamberto, ha lasciato preziose incisioni e dipinti dedicati a quei monti che l’incantano ( 1996, “Fogli della Valle di Lanzo”: cartella – Società Storica delle Valli di Lanzo).

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