Mario Giansone
“La donna della domenica”
Marmo rosa del Portogallo e onice
1956-57
Scultura che ha ispirato il titolo dell’omonimo romanzo di Fruttero e Lucentini

 

Potrebbero gli Italiani assuefarsi alla bellezza, parimenti a quell’uomo che si desta a fianco di una splendida donna ma, colto dalla consuetudine, non si stupisce più di quanto sia fortunato nell’averla accanto?
Quotidianamente, qualche abitante del nostro radioso Paese percorre strade che rasentano straordinari monumenti alla portata dei suoi occhi, tuttavia non s’avvede della loro eccezionalità e talora non si pone neppure domande inerenti alla loro origine, come fossero soprammobili sulla credenza del nonno.
Allo stesso modo, eccellenti artisti vengono riscoperti dopo anni di oblio, oppure eminenti architetture cadono in un drammatico degrado, altresì a causa di una carenza di fondi, prima di essere finalmente salvate.
Nel 2016, in via Montebello 15 il Comune di Torino appone una targa alla casa ove visse Mario Giansone (1915-1997), artista poliedrico, appassionato di esoterismo e di jazz, docente di Anatomia all’Accademia Libera di Belle Arti e quindi di Plastica, Disegno dal vero ed Educazione visiva presso l’Istituto Statale d’Arte Passoni.
In seguito alla presenza nelle Quadriennali di Torino e Roma, a Giansone viene commissionata una Santa Cecilia per l’Auditorium RAI torinese e sue opere vengono acquisite tanto dalla GAM quanto da facoltosi collezionisti privati.
La Galleria “La Bussola” allestisce una personale dello scultore mentre Giuseppe Marchiori ne cura la monografia e successivamente il palazzo della RAI di Torino accoglie un suo monumentale concerto jazz in diorite.
L’autore, apprezzato da Penny Guggenheim ma difficile nel carattere, crea forme (di cui alcune dotate di movimenti automatici) in pietra, bronzo, opere in legno che possono divenire inoltre grandi matrici xilografiche e realizza dipinti, disegni, arazzi e finanche gioielli.
La musica, i gatti, la figura femminile e la guerra costituiscono i temi prediletti; in numerose opere, i vuoti ricavati nella materia contribuiscono all’impressione dell’osservatore con maggior forza rispetto alle parti convesse.
Viene organizzata nel 2016 una serie di mostre su Giansone in differenti sedi, tra cui Palazzo Saluzzo Paesana, Gruppo Ersel, Liceo Passoni, Corniceria Dosio; nel 2017 vengono esposti a Palazzo Madama gioielli in oro foggiati dal Maestro.
Oggi, l’Associazione Archivio Storico Mario Giansone, presieduta da Giuseppe Floridia, cerca di ricollocare la notevole quantità di creazioni custodite nell’attuale “museo-magazzino” di via Messina, ove lo scultore aveva il proprio laboratorio e dove la collezione non può rimanere.
Allo scopo di mantenere riunito il gruppo di opere, l’Associazione lancia un appello ad enti pubblici ed a privati affinché si possa valorizzare l’intero patrimonio artistico attraverso un museo dedicato in particolare alla scultura ed eventualmente condiviso con alcuni ulteriori autori, emblematici di tecniche e materiali peculiari dell’arte plastica.
Istituzioni straniere hanno già avanzato interessanti proposte: non sarebbe però preferibile se fosse l’Italia a cogliere l’occasione per sottolineare di quali talenti il nostro Paese può ritenersi fiero?

 

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