La notizia data dagli organi di stampa della sospensione delle vaccinazioni presso lo studio privato del dottore Stefano Dinatale, il “medico nostro”, ha colpito un po’ tutti come il classico fulmine a ciel sereno. Eravamo ormai abituati, a vedere al venerdì o alla domenica mattina, arrivare i pazienti in Via Roma, militi della Croce Verde di Borgaro-Caselle in divisa e, aria di festa, “per la vita”:

– Dottor Dinatale, come è arrivato a questa decisione? –

“La decisione è stata molto sofferta, ma ben ponderata. Attendevo i vaccini da quattro (4 !) settimane e, nonostante le numerose chiamate in Regione ed in ASL, non ho più ricevuto una singola dose, nonostante avessi circa 80 over60 da vaccinare e ancora 30 over70.”

– Insieme a lei vaccinavano a Caselle presso il loro studio le sue colleghe Zavatteri e Campisi. Anche loro hanno abbandonato? –

“Anche loro hanno abbandonato con immenso dispiacere e altrettanta delusione. E sono moltissimi i medici che ogni giorno decidono di rinunciare, purtroppo. “

– Conoscendola siamo certi che lei non cesserà di lavorare per i suoi pazienti e “per la vita”, dunque quale alternativa si è posto rispetto all’impegno rimesso? –

“ Ho deciso, mio malgrado, di non vaccinare in studio, ma proseguirò, come la grandissima maggior parte dei colleghi medici di famiglia, a vaccinare nei centri dell’Asl: già a partire da giovedì prossimo sarò presente all’hub dell’aeroporto e proseguirò periodicamente, compatibilmente con gli orari di ambulatorio e la mole di lavoro che va ben oltre le tre ore canoniche. “

– Dunque altra bella realtà questa dell’hub aeroportuale: un centro vaccinale di alto livello, di cui noi avevamo parlato proprio il giorno della sua inaugurazione.
In questi centri come funziona la macchina “vaccinatrice”? –

“La macchina è di livello altissimo, per organizzazione, professionalità ed umanità, sarà un onore farne parte.”

– Un po’ di malinconia?-
“La vaccinazione in ambulatorio, a mio avviso, rimane la strada corretta: impensabile pensare di chiudere per molti mesi un’ala dell’aeroporto o, ad esempio, il Castello di Rivoli. Questi sono luoghi che devono tornare al più presto a svolgere le loro abituali funzioni. I medici di famiglia, nonostante siano sommersi da innumerevoli impegni, non si sono mai tirati indietro in questa pandemia e son sicuro che se venisse ben valorizzato questo esercito, la pandemia avrebbe ancor più vita difficile. “

– A proposito di impegni, sappiamo anche che lei, tiene una rubrica televisiva su Primantenna (canale 14), il martedì mattina e la sera: quale è la spinta che l’ha portata a questo nuovo grande impegno? Sempre “per la vita”? –

“In un mondo fatto da cattive informazioni, è importante far emergere le corrette informazioni. La partecipazione, totalmente gratuita, alla trasmissione televisiva, è un mezzo fondamentale per comunicare. Se poi lo si fa tra amici, come considero il conduttore Wladi, la giornalista Clara Vercellino e il collega Alfredo Monaco, più che di impegno si tratta di una chiacchierata tra amici, appunto.”

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– Abbiamo anche letto di un altro impegno istituzionale a livello di Regione Piemonte, vuole descriverci di cosa si tratta? –

“Insieme ad altri 26 giovani medici di famiglia provenienti da tutta la regione, siamo stati contattati per diventare “animatori” del Corso di Formazione in Medicina Generale, cioè la scuola per diventare medici. Un onore farne parte. Come disse M.L. King: “Può darsi che che siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.

Mauro Giordano

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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