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Il Caselle Open Mall ora è orfano di Roveda

Ermanno Niccoli  gli subentra nella carica di AD di Aedes SIIQ

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La notizia è contenuta in un succinto comunicato stampa della società Aedes SIIQ, datato 26 maggio. Nel testo si informa che nella stessa data il Consiglio d’Amministrazione della società, riunito sotto la presidenza del Prof. Avv. Giovanni Barbara (subentrato precedentemente nella carica a Carlo Puri Negri), ha nominato come nuovo Amministratore Delegato della società Ermanno Niccoli.

L’Amministratore Delegato uscente, Giuseppe Roveda, viene ringraziato “per l’impegno profuso e la dedizione verso la Società e il Gruppo durante il suo mandato”.

Del nuovo Amministratore Delegato, Ermanno Niccoli, classe 1959, laureato in Giurisprudenza all’Università di Milano, lo stesso Comunicato Stampa riporta che “vanta una pluriennale esperienza nel mercato immobiliare nazionale internazionale avendo ricoperto ruoli di alta direzione in società del settore, tra cui Klepierre”.

Da rilevare che Roveda rimane nel CdA di Aedes, ma senza deleghe.

Non si può dire che la notizia del cambio di Amministratore Delegato sia stata un fulmine a ciel sereno. In casa Aedes, società immobiliare quotata alla Borsa di Milano, il cielo non era più sereno da tempo. Erano note le divergenze insorte da diverso tempo fra le tre componenti che, tramite la società Augusto, controllano Aedes: la famiglia Amenduni, la famiglia Roveda e il fondo Sator di Matteo Arpe. In particolare, quest’ultima componente aveva già dall’estate 2019 comunicato l’intenzione di sganciarsi.

L’anno scorso, inoltre, era saltata fuori la ancora non del tutto chiarita vicenda della sparizione di un pacchetto pari al 15% delle azioni di Aedes depositate presso un intermediario londinese, a garanzia di un prestito obbligazionario.

Venendo alle cronache più recenti, lo scorso 6 maggio un comunicato della società Augusto, controllante di Aedes SIIQ, ha informato dell’avvenuto deposito, in data 4 maggio, presso il Tribunale di Milano, di un ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato con riserva ai sensi dell’art. 161 della legge fallimentare. Questo a tutela del proprio patrimonio sociale, trovandosi la società “in fase di reversibile e temporaneo disequilibrio finanziario”.

La comunicazione ha ovviamente suscitato un certo scalpore, tant’è che, il giorno dopo, 7 maggio, un altro comunicato, emesso direttamente da Aedes, ha tenuto a precisare che la richiesta di ammissione al concordato preventivo, contrariamente a quanto riportato in alcuni titoli di testate giornalistiche, è avvenuto da parte Augusto, e non da Aedes SIIQ; inoltre – prosegue il comunicato – il ricorso al concordato preventivo depositato da Augusto S.p.A. non determina impatti sull’operatività corrente di Aedes SIIQ né sui programmi della stessa rappresentati al mercato; non ha inoltre impatti contrattuali sui finanziamenti di Aedes, nè Augusto ha rilasciato alcuna garanzia nell’interesse di Aedes.

L’eco di queste comunicazioni è arrivato ovviamente anche a Caselle, ove il progetto dell’Open Mall costituisce l’intervento di sviluppo di gran lunga più rilevante, ed impattante sui conti economici, fra quelli che sono nel portafoglio di Aedes, tramite la società SATAC, controllata al 100% dalla capogruppo milanese. I giornali locali hanno quindi interpellato il sindaco Luca Baracco, che ha risposto che per il Comune di Caselle tutto procede secondo programma, e a conferma di ciò, qualche giorno prima della scadenza dell’8 maggio, SATAC ha provveduto al pagamento della seconda rata da 1,4 milioni degli oneri di urbanizzazione relativi ai permessi a costruire già rilasciati.

Ora, quest’ulteriore notizia del cambio di Amministratore Delegato fa riaccendere i dubbi. Sul progetto del Caselle Open Mall l’AD uscente ha messo più volte la faccia, a partire da quel lontano gennaio 2007 quando la Praga Holding di Roveda, forte del successo ottenuto dal primo outlet di Serravalle, fece il suo ingresso in SATAC stipulando l’accordo per acquisire, dai proprietari casellesi, il 51 % delle quote.

Il confronto a Palazzo Mosca il 12 marzo 2012

Da allora è partito un rapporto, con l’Amministrazione casellese, che ha visto prima i due soggetti, pubblico e privato, schierati uno contro l’altro, anche in maniera tempestosa (con l’apice raggiunto nel faccia a faccia fra Roveda e il sindaco Marsaglia a Palazzo Mosca del 12 marzo 2012); finchè, nel marzo 2013, subentrato come sindaco Baracco, si raggiunse l’Accordo per la ripresa, su nuove basi concordate, del progetto.

 

Giuseppe Roveda col sindaco Baracco, a ottobre 2019, all’annuncio dell’apertura cantiere

Da allora, il complicato puzzle delle autorizzazioni, commerciali, urbanistiche ed ambientali, è stato man mano dipanato, per arrivare infine, a settembre 2019, al rilascio dei permessi a costruire, e, a ottobre 2019, all’apertura del cantiere per le opere propedeutiche.

Poi, ed è storia recente, la batosta del Covid, e la richiesta, soddisfatta, di dilazioni nei tempi. Il 31 marzo di quest’anno, il termine del periodo di sospensione, e la conferma in diverse interviste rilasciate da Roveda, della volontà della società di portare a completamento il Caselle Open Mall.

Ora toccherà al nuovo AD, manager anche lui con lunga esperienza di centri commerciali, riconfermare o meno la volontà di proseguire su Caselle.

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