Leggiamo su “Cose nostre” del mese scorso di “norme attuative di piano rivolte all’attuazione del parco urbano previsto vicino al Prato Fiera, quello chiamato Parco Centrale.”
Ci chiediamo com’è possibile che questa Amministrazione continui a considerare attuabile questo parco con le problematiche che comporta.
Si trova sotto il cono di atterraggio degli aerei provocando una serie di inconvenienti: un grave danno acustico, un inquinamento da gas di scarico, il divieto di mettere a dimora alberi di alto fusto, il divieto di consumare cibo perché si attirerebbero uccelli che disturberebbero il volo degli aerei… Per non parlare poi del rischio che già nel 1974 ha causato proprio in quella zona la caduta di un aereo e la morte di 38 persone! E si vuole sottoporre a questi disagi proprio i bambini e gli anziani che sono i maggiori frequentatori del parco?
Perché non prendere in considerazione la possibilità di realizzare il parco nella nuova zona residenziale che ha visto l’insediamento di circa 400 famiglie e che è attualmente senza servizi. Il parco sarebbe fuori dal cono di atterraggio degli aerei e darebbe un po’ di respiro ai residenti. Darebbe la possibilità ai bambini di giocare, ai giovani di ritrovarsi, agli adulti e agli anziani di aver un luogo di riposo. Questa zona all’inizio era partita bene: giardini privati negli alloggi a piano terra, siepi, un viale alberato che però si è fermato ai 300 metri di lunghezza … poi solo più palazzi con pochi posti auto interni e pochi parcheggi… Ora sono apparse qua e là piccole zone verdi con qualche alberello! Si vive in un isolamento totale perché l’Amministrazione, in 15 anni di vita di questa zona, non ha ancora provveduto a sistemare tabelloni informativi di ordinanze comunali, di convocazione di Consigli Comunali, di avvenimenti che si svolgono a Caselle… neanche annunci funebri.
Nella zona ci sono solo due vie: via Cristoforo Colombo e via Venaria. Sul lato destro di via Colombo si aprono quattro vie, denominate ognuna “C. Colombo civico dal n° … al n° …”. In via Venaria c’è una situazione diversa: inizia dal Prato della Fiera e con un rettilineo lungo e stretto raggiunge la rotonda di via degli Alpini, poi svolta a sinistra e arriva alla rotonda di via Colombo, altra svolta a sinistra fino alla strada provinciale, altra svolta a sinistra e finisce alla ferrovia: praticamente si forma uno strano punto interrogativo; ogni tratto di questa strada dovrebbe avere un proprio nome. Quando l’Amministrazione deciderà di assegnare il nome a queste vie chiediamo di tener conto della richiesta che il nostro consigliere Chiappero aveva fatto in consiglio comunale e di intitolare una via a Don Benente e una a Don Miniotti, i due parroci che hanno fatto storia per generazioni di casellesi?
Da queste considerazioni si può capire quanta vitalità potrebbe portare un grande parco con anche un chiosco dove fermarsi per un ristoro e fare due chiacchiere.
Il nostro gruppo è nato con l’impegno di rendere più bella Caselle e più piacevole la vita dei Casellesi e proseguiamo nella nostra attività con costanza.
Ricominciamo per Caselle

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