Percorro a piedi via Carlo Cravero.
La normalità che non c’è più mi travolge insieme ai pensieri e quasi non mi accorgo invece che Via Carlo Cravero è ritornata normale. L’uomo è l’animale che meglio si abitua e si adatta alle circostanze della vita: per noi Casellesi vedere il cantiere infinito di via Carlo Cravero era la normalità. Ci eravamo abituati.
Invece, invece…ora le auto passano nei due sensi di marcia, scomparsi i piccoli cantieri tenuti aperti per piazzare le “lose” sui marciapiedi, la sabbiolina posata a terra per incastonare meglio il porfido, quasi scomparsa: ecco la normalità, Via Carlo Cravero finalmente è tornata.
Un piccolo tocco di eleganza, di ordine, di piacevole sensazione.

Perché, allora, non sognare via Cravero chiusa al traffico veicolare, con panchine sulla strada, i negozi che espongono i loro generi su un banchetto in strada, bambini vocianti, anziani seduti a parlare.
Perché non sperare che un sogno diventi realtà?
Ecco allora l’idea: scrivo al Direttore del nostro giornale, gli chiedo di pubblicare questa mia, gli chiedo se lo ritiene di lanciare una specie di appello, non tanto alle autorità, quanto ai cittadini. Se in tanti lo chiedono, magari via Cravero potrebbe essere pedonalizzata.
Immagino già le ire di alcuni contro altri, chi dice che morirà il commercio, chi dice che sarà impossibile e sarà un fallimento… Proviamoci.
Magari solo per questa estate: un premio per i Casellesi che la sera si faranno la “vasca”(via Roma di Torino ndr), i bar che tengono aperti, tavolinetti in strada…
Qualche vaso di fiori, una panchina qua e là, ecco la trasformazione.
Chi le scrive, Direttore, è nato e vissuto a Torino per moltissimi anni, e ricorda perfettamente Via Garibaldi aperta al traffico veicolare con addirittura la doppia linea tranviaria che la percorreva da cima a fondo.
Quando venne pedonalizzata, ci furono scioperi selvaggi, anche qualche protesta piuttosto dura, ma il Comune tenne duro: oggi è la via pedonale più lunga d’Italia. Proviamo un po’ a chiedere oggi di riaprire al traffico, di inserire i tram… le proteste pioverebbero all’incontrario come lo furono mezzo secolo fa.
Noi non sponsorizziamo proteste, cortei, manifestazioni, facciamo una semplice prova, di una estate. Qualche cosa mi dice che poi non si tornerà più indietro, anzi si migliorerà l’aspetto urbanistico e anche qui l’abitudine alla pedonalizzazione diventerà un fatto normale, a cui più nessuno vorrà rinunciare.
Un’estate Direttore, un’estate: le chiedo di lanciare la proposta per i casellesi che non usciranno dalle “quattro case” e continueranno a vedere “le ombre veloci” sulla città, magari passeggiando tranquillamente per via Cravero. Godendosela, perché adesso è veramente bella.

Mauro Giordano

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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