Cosa devo gridare? Che non ci stai. Grida che non vuoi farti manipolare. Dici che tu vuoi parole vere e non quelle attraverso le quali i manipolatori usano plagiarti. Parole che ti vogliono succubo e non libero: pretendi parole importanti.
“Gridalo” è l’ultimo libro scritto da Roberto Saviano. Un Libro, come del resto tutti i testi di Roberto, che va al cuore dei problemi che affliggono gli uomini e donne della contemporaneità.
In questo libro ci presenta le storie e le vicende di tutta una serie di personaggi che hanno pagato duramente, anche con la vita, per difendere le loro esperienze che raccontavano verità. Parole e vicende che davano e danno fastidio a chi vuole usare il potere ed i privilegi per dominare.
Ci presenta le vicende di uomini e donne come: Ipazia, Giordano Bruno, Martin Luther King, Anna Achmatova, George Floyd. Ma anche la Politovskaia e tanti altri.
Ci presenta queste storie come modelli che hanno resistito ai tentativi di manipolarli o zittirli attraverso la delegittimazione. Anche con la soppressione fisica.
Emblematica è la storia di Daphne Caruana Galizia, una donna che ha pagato con la vita le sue denunce tese a smascherare traffici e intrallazzi che avevano (hanno) ridotto Malta ad un bordello di traffici illegali. Crocevia mondiale della tresca.
Saviano fa quest’operazione di svelamento attraverso appropriate parole, perché le parole non sono tutte uguali, bisogna cercare quelle autentiche. Infatti dice:”La parola autentica fa questo: interrompe l’ipnosi, blocca il transfert, vanifica la trance che il demagogo-seduttore tenta con ogni mezzo di instaurare con la folla.”
Le storie che ci propone Roberto Saviano ci pongono una serie di domande che chiamano in causa direttamente ognuno di noi: bisogna reagire ai tentativi di omologarci in un sistema che ci vuole succubi.
Dobbiamo convincerci che possiamo affermare la nostra dignità e consapevolezza attraverso la conoscenza. Dobbiamo conoscere e capire l’importanza delle parole. Perché le parole sono importanti. Lo urlava anche Nanni Moretti nel suo film Palombella Rossa.
Dell’importanza delle parole e della loro efficacia erano convinti Rodari, Pasolini e tanti altri: più parole conosci più sei libero.
Più di tutti dell’importanza dello studio e delle parole se ne era accorto don Milani quando era viceparroco a Prato Calenzano: quegli operai non riuscivano ad emanciparsi per assenza di scolarità. Fondò una scuola serale per operai. Le gerarchie per neutralizzarlo lo spedirono a Barbiana. Le meravigliose conseguenze di quel gesto sono storia nota.
Le parole sono rivoluzionarie e più affilate di un coltello: ma soltanto quelle vere.
Questa è sostanzialmente la lezione di questo libro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.