Speriamo proprio che sia la volta buona dopo le false partenze ed inevitabili interruzioni dei mesi scorsi. Intervistiamo a questo proposito il Presidente della Filarmonica Cerettese, Simone Braghini.
– Simone, sei un musico della Filarmonica Cerettese dal 1989 e Presidente dal 2017. Probabilmente il più anziano di servizio nonostante la tua età anagrafica. Ci vuoi dire in due parole cosa la Filarmonica ha rappresentato finora per te? –
“ In 30 anni di “banda” ho visto passare nelle fila della Filarmonica parecchi musici, alcuni suonano ancora, altri per un motivo o per l’altro hanno smesso. La banda era uno dei pochi svaghi che la nostra frazione poteva offrire negli Anni ’80, non c’erano social network, playstation, xbox, internet non si sapeva neanche cosa fosse. La banda è una famiglia dove ci si ritrova per condividere la passione per la musica.”
– Sul periodo legato alla pandemia si è ormai detto e scritto di tutto. Ceretta è una piccola realtà locale. Quali problemi in più ci possono essere stati per il fatto di essere piccoli e fino a quanto invece il tessuto locale ha contribuito invece a sostenere l’associazione? –
“A mio avviso il problema principale sta nel rischio di dispersione degli allievi – ma anche di musici esperti – a causa della prolungata inattività. Anche la Filarmonica negli ultimi anni ha sofferto di “crescita negativa” dovuta alla drastica riduzione del numero di nuovi allievi a causa dell’assottigliarsi della popolazione giovanile e della attrazione di altre attività culturali e sportive. Il periodo di pandemia rischia di assestare un colpo da knock-out. Per rimediare abbiamo cercato, insieme al maestro Andrea Marchi, di continuare il più possibile le attività formative sia a distanza che, ove consentito, in presenza.
Come responsabile mi è pesata l’incertezza normativa che ha richiesto di prendere decisioni anche in assenza di linee guida. Mi riferisco soprattutto alla possibilità di effettuare lezioni di musica in presenza e come e se riprendere qualche attività di musica di insieme.
Ma d’altro canto mi fa piacere sottolineare che sia la nostra piccola comunità che l’Amministrazione comunale di San Maurizio ci siano state sempre vicine. Mai come quest’anno abbiamo apprezzato il vantaggio di avere una sede ospitata nei locali della vecchia scuola elementare per i quali contribuiamo solo alle spese vive. E di avere una amministrazione comunale che non si mai è tirata indietro, interpretando la sua funzione non come un acquisto di servizi ma come un programma di sostegno della cultura musicale popolare a ritorno sociale. “
– Programmi per il prossimo futuro? –
“Il primo programma è riprendere la musica di insieme, prove e concerti. La valenza è duplice, da una parte si invogliano a suonare i musici meno assidui o dotati di meno tempo libero ponendo delle piccole mete da raggiungere e scadenze da rispettare. Da un’altra parte, soprattutto per i meno esperti, suonare insieme è fondamentale per mantenere e migliorare la tecnica e la qualità del suono.
Ad ottobre / novembre riprenderemo i corsi di musica a cui speriamo aderiscano più allievi possibile. Da quest’anno intendiamo proporre la formazione anche nei confronti di musici già con esperienza che però vogliano ripercorrere le fasi fondamentali della formazione musicale e perfezionarsi con l’aiuto dei nostri ottimi insegnanti di strumento.

Classe 1958, ex dirigente di azienda, torinese di nascita, ho una famiglia che unisce Sud e Nord, Italia ed Europa. Mi sono diplomato al liceo classico ed ho conseguito la laurea in Economia a Torino. In azienda mi sono occupato di controllo di gestione, amministrazione, personale. Ho lavorato oltre 15 anni in paesi esteri dirigendo piccole filiali del gruppo al quale ho dedicato tutta la mia carriera. Ho così avuto l’opportunità di avvicinarmi a lingue straniere e scoprire culture antichissime; ho provato a capire la gente di altri paesi vivendoci un po’ insieme ed ho imparato che quello che ci divide sono solo i preconcetti ma anche, troppo spesso, il peso della Storia. Una volta in pensione mi sono dedicato da una parte al volontariato, utilizzando le mie competenze a beneficio del terzo settore, dall’altro ho ripreso la passione per la musica che mi aveva sempre accompagnato, in verità senza grandi risultati. All’età della pensione ho iniziato a studiare e praticare uno strumento a fiato che mi ha permesso di introdurmi nel meraviglioso mondo delle bande musicali piemontesi. Per Cose Nostre scrivo della Filarmonica Cerettese ed in generale di temi relativi all’associazionismo musicale popolare.

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