“Abbi fede, ma rema sempre lontano dalle rocce”, così recita un vecchio detto indiano.
Tra rocce, secche, correnti contrarie e remi spezzati neanche la fede più profonda può farci credere che tutto prosegua senza intoppi.
Ci riferiamo al tanto agognato progetto Open Mall.
Premesso che vogliamo rimanere distanti da denunce e querele per diffamazione o reati simili, la nostra è un’ opinione sul progetto, fra l’ altro ben nota sin dalla nascita del meetup M5S casellese, espressa mediante articoli sui giornali, interviste ed interventi nei vari Consigli Comunali dove si trattava il tema.
Diversi anni fa, dovremmo dire decenni, dove la nascita del megacentro sembrava imminente, le procedure preliminari di acquisto dei terreni, permessi, progetti, ecc… facevano pensare ad un inizio rapido e scoppiettante. Per una serie di ragioni, a noi non note, tutto si era arenato e le notizie inizialmente da prima pagina via via erano seppellite nelle pagine interne dei giornali per poi scomparire del tutto.
Abbiamo però assistito recentemente a una partenza in quarta, un pronti via che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi è stato abbagliato dal miraggio dei posti di lavoro garantiti da questa mostruosa opera, un El Dorado de noantri, milioni di visitatori, milioni di euro di introiti, super sale cinematografiche, ristoranti come se non ci fosse un domani…
Il nostro parere era, confortato dall’opinione di molti casellesi e non, che il progetto fosse un’ enorme cattedrale nel deserto, una cementificazione immensa che avrebbe spazzato via una delle tante piccole aree verdi che danno ossigeno al nostro boccheggiante pianeta.
Oltretutto la forte crisi degli outlet presenti sul territorio, che lamentano cali enormi di presenze e di negozi che chiudono (gli unici che sopravvivono sono le grandi catene in franchising che non avrebbero problemi ovunque) ci faceva pensare all’inutilità e ridondanza di un progetto simile.
Poi, però, ecco il primo colpo di scena: i lavori sospesi per il Covid.
Il virus che ha fermato il mondo intero non poteva risparmiare sicuramente la titanica costruzione di Caselle, certo, il virus non guarda in faccia nessuno.
Poi, quando sembrava ci dovessero essere i presupposti per una seconda partenza, ecco che nuove nuvole si presentano all’orizzonte: “Augusto Spa, la società azionista di maggioranza della stessa Aedes SIIQ e Restart, entrambe quotate alla Borsa di Milano, che ha comunicato di aver depositato presso il tribunale di Milano ricorso per l’«ammissione alla procedura di concordato con riserva, a tutela del proprio patrimonio sociale trovandosi in fase di reversibile e temporaneo disequilibrio finanziario»”. Così riporta una testata giornalistica locale. Eppure sembra che non ci debbano essere problemi, le rassicurazioni a mezzo stampa sono state decise e chiare, il progetto non si ferma, addirittura escono su Google le prime recensioni a cinque stelle da parte di alcuni “viaggiatori” che consigliano di visitare la struttura. Cinque stelle??? A un cantiere???
Niente da fare, continuiamo ad essere molto titubanti nei confronti di questo progetto, tra deturpazione del verde, stop improvvisi e false partenze l’unica cosa certa è che ci ritroviamo con un cantiere fermo e brutto a vedersi. Chissà, magari la prossima volta sarà la volta buona, per cosa immaginatelo voi.
W la terra dei cachi!

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