Un altro sindaco di Caselle che diede non solo lustro ma anche un validissimo apporto alla comunità fu il commendatore e generale Giacinto Tua che governò come primo cittadino dal 1917 al 1920, vale a dire nel primo Novecento.
Giacinto Tua nacque a Crescentino, nel vercellese, il 18 luglio del 1853 e morì a Caselle il 1° luglio del 1924. Per 34 anni militò nel Corpo dei Bersaglieri, nel quale raggiunse il grado di Maggiore Generale. Arrivò a questo prestigioso grado dedicandosi anima e corpo ai berretti cremisi dell’Esercito, ai popolarissimi cappelli piumati (con piume di gallo cedrone) che tanto onore da Goito, nel 1848, in poi hanno sempre riscosso sui campi di battaglia. E Giacinto Tua fu certamente uno dei più alti interpreti dello spirito bersaglieresco.
Da ricordare che da colonnello fu il comandante del 1° Reggimento bersaglieri dal 1901 al 1905. Leggendario questo reggimento che fu fondato l’8 giugno 1836; infatti con regio decreto fu costituita la 1^ Compagnia Bersaglieri sotto il comando di Alessandro La Marmora. Questa compagnia, la prima del Corpo, è solitamente considerata il 1º Reggimento bersaglieri che fu costituito a Cuneo il 31 dicembre 1861 raggruppando i preesistenti 1º (la cui 1ª compagnia fu costituita nel 1836), 7º e 9º battaglione bersaglieri. Già allora questi battaglioni avevano partecipato con valore alla prima guerra di indipendenza (1848-49), alla guerra di Crimea (1855-56), alla seconda guerra di indipendenza (1859) alla campagna per la liberazione della Lombardia e dell’Umbria e alla lotta contro il brigantaggio (1860-61).
Il 1º reggimento bersaglieri partecipò quindi alla terza guerra di indipendenza (1866) e fornì uomini e mezzi per le spedizioni in Eritrea (1887-88 e 1895-96) e per la guerra in Libia (1911-12).
Allo scoppio della prima guerra mondiale il 1º bersaglieri, ad eccezione del battaglione ciclisti, era dislocato in Libia da dove fece ritorno per partecipare alla ultima fase delle operazioni nel nord-est dell’Italia, dando vita, con i suoi 3 battaglioni bersaglieri, ad altrettanti reparti d’assalto decorati di 2 medaglie d’argento e 1 di bronzo al valor militare. Nel 1935-36 fornì ancora uomini e mezzi per le operazioni in Etiopia mentre, nel 1939, inviò il 1º battaglione in Albania.
Durante la seconda guerra mondiale il 1º bersaglieri fu impiegato prima sul fronte occidentale (1940), poi nei Balcani ed in seguito nella Francia meridionale. Ma il nostro sindaco non era solo un militare, aveva anche una cultura intellettuale piuttosto rara e quanto mai versatile, senza contare che era appassionatissimo di meccanica, tant’è che brevettò ben 23 sue invenzioni in questo campo che stanno a dimostrare la versatilità del suo ingegno.
Tra i molti ricordi lasciati dal generale Tua restano, a parlare di lui le opere di interessamento presso le istituzioni casellesi – nel palazzo comunale, ma non solo – e le applicazioni seguite ai diversi brevetti ed il regolamento dettato per l’ordine cittadino, in tutte le categorie dipendenti.
Nel suo ufficio di sindaco di Caselle Torinese portò la stessa nobiltà di coscienza e la stessa dedizione che l’accompagnarono nelle altre cariche, interpretando il suo mandato come il doveroso contributo di un buon cittadino verso il proprio paese.
Non abbiamo molti dati sulla carriera e sulla vita di Giacinto Tua. Dal libro Caselle e le sue vicende di don Miniotti e curato da don Savant, sappiamo che ”la nobile famiglia Tua proveniva da Roppolo, ora in provincia di Biella, che si distingue particolarmente per gli uomini d’arme, ed è a noi legata col ricordo del Gen. Comm. Carlo Tua dei Carabinieri e dal Gen. Cav. Giacinto Tua dei Bersaglieri, la cui spada fu lasciata al Municipio di Caselle ed esposta come cimelio nella bacheca nella sala del Sindaco”.
Sulla famiglia Tua è il caso di aprire una parentesi inerente a Carlo, il generale dei Carabinieri citato sul libro. M’interesso di storia locale da oltre mezzo secolo ma francamente non ho mai trovato un cenno sull’esistenza di questo generale dei Carabinieri Carlo Tua; nemmeno su Internet. Indubbiamente fu una figura che non fu portata alla ribalta della storia locale, sotto i riflettori, e così s’è persa nelle nebbie del tempo. Poco male, noi abbiamo Giacinto, il Bersagliere.
Il generale Tua dopo aver fatto il sindaco si ritirò a vita privata, più che nell’ombra visse i suoi ultimi anni a cercare tra i suoi tanti ricordi di uomo d’armi e di amministratore quella serenità che nella sua intensa vita non gli permise larghi spazi.
Il generale Giacinto Tua fu di certo un soldato a tutto tondo ma fu anche indubbiamente alto il suo attaccamento alla comunità casellese. È stato sindaco del posto, carica questa prestigiosa ma quanto mai impegnativa, ma fu anche attivo e presente, per quanto possibile, alla vita sociale del posto.


In proposito si ricorda la sua partecipazione al pranzo avvenuto a Caselle il 17 giugno del 1906 nella Trattoria Enrietti del Sodalizio “Re e Patria”, in pratica l’attuale Associazione combattenti e reduci. Un convivio importante che vide la presenza delle più alte autorità e personalità di Caselle e della zona. unitamente ai tanti soci del sodalizio casellese. In quell’occasione Giacinto Tua, allora colonnello, fu all’unanimità insignito del titolo di socio onorario del sodalizio e fregiato dal presidente – tra fragorosi e caldi applausi – con il distintivo della società. Molto commosso del riconoscimento il colonnello fu altrettanto concreto nel devolvere una generosa somma a favore dei veterani poveri del sodalizio casellese.


Al termine della sua carriera Giacinto Tua lasciò, come già detto, a ricordo presso il Comune la sua spada, ancora oggi custodita nell’ufficio del primo cittadino di Caselle, insieme a quella del generale Guibert. Caselle per ricordare questo suo figlio illustre, nel 1981, gli ha dedicato una via, una traversa di strada Ciriè.

Gianni Rigodanza è un giornalista e scrittore. Maestro del lavoro, Casellese dell’Anno, premio regionale di giornalismo; tra i fondatori, redattore e direttore di Cose Nostre per 32 anni. Finalista del 3°concorso letterario Marello. Autore di diversi libri di storia locale. Ha scritto per il Risveglio, Oltre e Canavèis.

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