Egregio Direttore, consentimi il racconto di una breve storia di gentilezza, carica di colore “viola”.

Sono quasi le 13 di oggi, ed un mio vicino di casa mi chiede se per cortesia potevo prestargli due limoni, perché distrattamente ne era rimasto senza.
Avendoli in casa, non ho avuto difficoltà ad accontentarlo.
Pochi minuti dopo, questi è arrivato con un piatto fumante contenente una nutrita serie di fette di funghi porcini delle Valli di Lanzo da lui raccolti in mattinata.
Dovevo ancora pranzare e quel profumo di frittura, unito a quello del fungo nostrano, mi aveva già ulteriormente alimentato l’acquolina in bocca. Pensavo già di innaffiarli con un buon bicchiere di dolcetto che avrebbe creato un meraviglioso connubio.
Era con noi mia figlia, alla quale avrei voluto lasciare quel boccone così prelibato, ma..ahimè…Ella è celiaca e l’impanatura con farina di frumento per lei è veleno allo stato puro. Così con la stessa garbatezza con cui mi è stato offerto il piatto, ho spiegato che per questa volta avrei rinunciato volentieri, motivandolo con le ragioni di cui sopra.
Con una risposta tanto disarmante quanto stupita, mi sento dire: “anche io sono celiaco, ho utilizzato impanatura di mais, per questo l’ho offerto, perché so che oggi c’è tua figlia: spero sia di suo gradimento.”
Proprio stamattina avevo fotografato una delle panchine “viola”, situate per il paese, con incisa la bella dicitura “La gentilezza è l’unico investimento che non fallisce mai”.
Mi fa piacere condividere questo “pensiero nostro” con te, per far arrivare in questo modo tutta la mia riconoscenza e l’affetto verso questo signore, che avrà sicuramente investito in gentilezza molti e molti momenti della sua vita, ma sopratutto per far ulteriormente riflettere tutti i lettori perché comprendano quanto poco costi un sorriso, una stretta di mano, una parola, una gesto, uno sguardo, un momento di incontro: ecco “l’investimento che non fallisce mai”. Senza pensare a grandi gesti.
Grazie Direttore.
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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