L’esperienza della pandemia costituisce ormai un evidente spartiacque a livello sociale, politico, lavorativo e… nei nostri ricordi.

Credo capiti a tanti di tornare con la mente ai giorni del primo lockdown, quando si percepiva che qualcosa di più grande di noi ci stava investendo: la morte e la malattia, in primis; ma anche l’isolamento, la mancanza del lavoro, della scuola, del tempo libero… Fermi, senza le nostre appartenenze e le nostre routine, la vita ci si proponeva in una evidenza tutta nuova. Tanti aspetti che erano dati per scontati sono venuti a mancare traumaticamente, e per questo – come per contraccolpo – sono tornati in primo piano.  Uno fra tutti soprattutto: la relazione con gli altri. Ci siamo resi conto più che mai che abbiamo bisogno gli uni degli altri. E, più in generale: che abbiamo bisogno di servizi che non ci lascino soli nelle difficoltà, che abbiamo bisogno di una medicina territoriale che funzioni, che abbiamo bisogno di una scuola moderna e vicina alle famiglie. In quei giorni difficili, abbiamo rivalutato il valore della solidarietà e della vicinanza come risorse del vivere sociale e valori personali da riscoprire.

Di colpo, in quei giorni bui… “gli altri” siamo diventati noi.

Siamo diventati consapevoli che è necessario non solo un corpo sano, ma anche un “corpo sociale” sano.

Anche il ripensamento della nostra relazione con la Terra e con gli altri esseri viventi ha ricevuto nella pandemia una scossa potente.

Il problema, oggi, è mantenere vive queste consapevolezze e far sì che la domanda di senso che ha fatto breccia nei cuori di tanti non si assopisca.

Quanto detto fin qui è anche premessa alle due serate dal titolo “Tornare alla normalità?” che la Pro Loco di Caselle Torinese ospiterà nel mese di ottobre 2021 nel salone presso la sua sede di via Madre Teresa di Calcutta 55.

Nella prima serata (venerdì 8 ottobre, ore 20.45) rifletteremo su ciò che la pandemia ci mostra a livello sociale, con l’aiuto di Roberto Camarlinghi, della Rivista Animazione Sociale del Gruppo Abele.

Nella seconda serata (venerdì 22 ottobre, ore 20.45) incontreremo lo psicologo psicoterapeuta Maurizio Mellana e il medico igienista e di Sanità Pubblica Claudio Tortone, con i quali metteremo a fuoco il fatto che la pandemia ha risvegliato anche risorse e potenzialità nelle persone, nelle famiglie e nelle comunità.

Ci accompagneranno le letture ad alta voce di un insegnante e analista filosofo (Stefano Tarsia), ci daremo il tempo per la discussione e si concluderà con un piccolo rinfresco.

Per l’accesso alle due serate è richiesta l’esibizione del Green Pass, come da normative vigenti.

Paolo D’Elia

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