Uno dei concetti che più mi inquietano, tra quelli che si sentono ripetere da un anno a questa parte, è “nuova normalità”. Se ne è fatto cenno anche durante qualche presentazione delle stagioni musicali torinesi. Mi inquieta perché chi lo enuncia non intende parlare di un ritorno alla normalità precedente, sconvolta da questo anomalo biennio pandemico, ma sottintende che ci si avvii a un’epoca diversa, nella quale sarà ritenuto normale ciò che prima non lo sarebbe stato. Considerato che ‒ pur cosciente che non vivessimo nel migliore dei mondi possibili ‒ la normalità di prima mi era molto più cara delle restrizioni cui siamo stati costretti in tempo di pandemia, pensare che il futuro possa in qualche misura assomigliare a quello che abbiamo appena vissuto, e ancora stiamo vivendo, mi lascia poco sereno. E non mi piacerebbe per nulla se diventasse normale organizzare spettacoli dal vivo solo durante l’estate, o programmare a vista le stagioni musicali sulla base di disposizioni normative mutevoli, o, ancora, presentare un certificato per poter accedere a un concerto. Nell’esemplificare mi sono attenuto al mondo della musica, ma il discorso si può facilmente trasporre su altri settori.
Detto questo, le stagioni che le istituzioni musicali torinesi hanno allestito per i prossimi mesi sono emblematiche di una fase di transizione dettata da ragioni di prudenza, più che comprensibile, soprattutto da parte di chi un anno fa aveva messo in cantiere progetti di ampio respiro che si è trovato a dover annullare a poche settimane dall’avvio. Innanzi tutto, le conferenze stampa di presentazione hanno avuto luogo con un certo ritardo rispetto ai mesi di maggio-giugno cui si era un tempo abituati. La più coraggiosa è stata l’Associazione Lingotto Musica, che ha fatto conoscere il proprio programma a luglio, e propone un calendario più smilzo del consueto (sei appuntamenti in luogo di otto o nove) ma distribuito sull’intero anno, da ottobre ad aprile. Tra gli ospiti, oltre ad alcuni ensemble specializzati nel repertorio barocco (che presenta il vantaggio, di questi tempi, di richiedere organici ridotti), anche una grande orchestra come quella del Gewandhaus di Lipsia, che proporrà l’8 febbraio il Concerto per violoncello e orchestra di Dvorak (solista Sol Gabetta) e la Sinfonia “Patetica” di Cajkovskij. Le altre realtà hanno convocato i giornalisti direttamente a settembre, e hanno preferito pubblicare un cartellone autunnale, in attesa di maggiori sicurezze per il futuro. L’Orchestra Filarmonica propone, sotto il titolo di “Forme”, tre concerti al Teatro Vittoria dedicati alle figure geometriche, cerchio, pentagono e quadrato. L’Unione Musicale, con la sua “Classica in forma”, non è parca di appuntamenti né di interpreti di rilievo, ma, anche qui, si finisce prima di Natale. Idem per i “Concerti d’autunno” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai, che torna al doppio appuntamento (giovedì ore 20:30 con replica venerdì alle 20) nell’auditorium “Toscanini”, e affianca alla stagione torinese un fitto calendario di appuntamenti fuori sede, tra il Festival Verdi di Parma e la tournée in Germania. L’associazione “Concertante” ha a propria volta proposto un calendario autunnale, ma non meno ricco di quelli che consuetamente prepara l’infaticabile Giorgio Griva; mentre più prudente è stata “Polincontri Classica”, che per il momento ha pubblicato soltanto il calendario del mese di ottobre.


Più anomalo di tutti è il programma proposto dal Teatro Regio, vincolato dalla chiusura per adeguamenti normativi (che si protrarrà fino a febbraio) della sala di piazza Castello. Così, sotto il titolo di “Regio Metropolitano” ‒ simboleggiato da un’immagine che ricorda assai più la rete della metropolitana milanese che quella un po’ modesta della nostra città ‒ sono stati raccolti appuntamenti di diverso genere che avranno luogo di qui a gennaio in varie sedi cittadine: dal Conservatorio all’auditorium della Rai a quello del Lingotto (che a fine novembre ospiterà Aida, unico appuntamento operistico, in forma di concerto), al Teatro Alfieri dove in dicembre si terrà il balletto, Lo schiaccianoci. Brilla l’assenza del Carignano, dove un’opera barocca avrebbe potuto trovare consono spazio. C’è da auspicare che questo anno di transizione ‒ ricco di proposte variegate, ma ancora percorso da un brivido di precarietà ‒ possa riportare la vita musicale torinese dal caos pandemico al meglio delle vecchie abitudini, e non verso un’indefinita e inquietante “nuova normalità”.

Questo mese al botteghino…
Unione Musicale: (https://www.unionemusicale.it/) Numerosi appuntamenti da camera, tra il Conservatorio (ore 20:30) e il Teatro Vittoria (serale ore 20, domenica ore 16:30). Si segnala il 20 ottobre il pianista Arcadi Volodos al Conservatorio (in programma Schumann e Schubert); il 25 ottobre al Teatro Vittoria concerto dedicato alla musica del tempo di Dante; il 10 e il 17 novembre al Conservatorio due recital di Mario Brunello, con violoncello e violoncello piccolo, dedicati a Bach.
Filarmonica: (https://www.oft.it/it/) Inaugurazione il 18 ottobre ore 21 al Teatro Vittoria, con una serata per sestetto d’archi diretta dal violinista Sergio Lamberto (musiche di Richard Strauss e Brahms).
Accademia Stefano Tempia: (https://www.stefanotempia.it/)
Polincontri Classica: (http://www.policlassica.polito.it/stagione) Per il mese di ottobre, concerti tutti i lunedì alle 18 nell’Aula magna del Politecnico e appuntamento straordinario il 22 alle 21. Il 29, il Quartetto Auryn propone gli ultimi Quartetti dei cataloghi di Haydn, Beethoven e Schubert.
Educatorio della Provvidenza: (https://www.educatoriodellaprovvidenza.it/)
Concertante: il 13 novembre alle 17, presso l’auditorium Orpheus dell’Educatorio della Provvidenza, concerto dedicato ai compositori piemontesi viventi Roberto Grosso e Raffaele Montanaro, con la partecipazione di numerosi strumentisti e cantanti, tra cui il baritono Federico Longhi.
Orchestra Rai: (http://www.orchestrasinfonica.rai.it/) Inaugurazione il 21 ottobre alle 20:30 con Fabio Luisi (direttore) e Hilary Hahn (violino); in programma il Concerto in re minore per violino e orchestra di Sibelius e la Symphonie fantastique di Berlioz.
Concerti Lingotto: (https://www.lingottomusica.it/) Il 16 novembre alle 20:30 Ottavio Dantone dirige dal cembalo l’Accademia Bizantina, alla scoperta di alcuni Concerti di Vivaldi i cui autografi sono conservati presso la Biblioteca Nazionale di Torino.
Teatro Regio: (https://www.teatroregio.torino.it/)  Il 29 all’auditorium Rai La vita nuova di Wolf-Ferrari. Il 15 novembre al Lingotto Gianandrea Noseda torna a dirigere Orchestra e Coro del Regio in un programma tardo-ottocentesco.

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