A maggio scorso la presentazione della proposta di Piano.

Era il 14 maggio quando, ancora in videoconferenza, si svolgeva il Consiglio Comunale a Mappano dedicato alla presentazione della proposta tecnica del progetto preliminare di Piano Regolatore, il primo nella giovane storia di questo Comune. Ad illustrare i contenuti tecnici della proposta, l’Assessore al Territorio Massimo Tornabene. L’aspetto più rilevante della proposta di Piano, nelle intenzioni dell’Amministrazione, la rilevanza data ai temi ambientali. Un progetto fortemente “green”, secondo il sindaco Grassi, che nell’occasione cita come emblematico un parametro, quello relativo al “consumo di suolo”: rispetto ai parametri urbanistici previsti quando il territorio di Mappano era suddiviso fra i Comuni di Caselle, Borgaro, Leinì e Settimo, il “consumo di suolo” nel nuovo Piano ora si ridurrebbe di 371.000 metri quadrati.

La proposta tecnica di progetto preliminare è stata quindi approvata a maggioranza, e ha iniziato così il suo iter di raccolta delle osservazioni da parte dei cittadini e di ogni altro portatore di interessi. Osservazioni per le quali il Comune di Mappano ha stabilito la finestra temporale che va dall’8 luglio al 6 agosto 2021.

Le aziende agricole di strada Goretta

Il quadrante nord-ovest del comune di Mappano è caratterizzato dalla presenza, che possiamo definire storica, di un comprensorio di aziende agricole di elevata qualità produttiva. Il comprensorio, con caratteristiche uniformi, si distende con cascine e terreni agricoli a nord e a sud di Strada Goretta, tra Via del Fanghetto a nord, il Raccordo Torino-Caselle a ovest, Via Maria Montessori (già Strada Mappano) a sud e i comprensori industriali della Goretta e di Leini a est.

L’impatto del ventilato nuovo svincolo della Torino-Caselle

Fra le previsioni contenute nella proposta di nuovo Piano Regolatore, quella di un nuovo svincolo sulla Torino-Caselle, da realizzare all’altezza di via Cottolengo, che vorrebbe ridurre l’impatto del traffico pesante in attraversamento nord-sud di Mappano (non più contenuto tramite la circonvallazione est, ora cancellata).

Per tutte le aziende agricole a sud di Strada Goretta (in particolare le cascine Castellazzo, Castelletto, Senta, Gorzana, Cappelletta), l’impatto di quella linea tratteggiata rossa, tracciata dagli architetti sulle carte del Piano, sarebbe devastante. Lo svincolo stradale proposto attraverserebbe un’area coltivata di circa 54 ettari con un tracciato estraneo alla geometria dei terreni e dei confini catastali. Si genererebbe un effetto di frammentazione alle coltivazioni dei fondi, e formazione di reliquati, con grave danno sia per le aziende agricole insediate, sia per il sistema di connessione ecologica. Rilevante il consumo di suolo, di circa 16.500 metri quadrati. Lo svincolo ipotizzato, lungo circa 1 km, interferirebbe pesantemente con il sistema di irrigazione e con i percorsi di accesso alle aree di coltivazione. La riduzione delle superfici coltivate costituirebbe un grave danno per le aziende agricole, colpendo l’assetto e l’entità delle attività produttive e provocando un generale deprezzamento dei fondi.

Le proposte alternative avanzate dalle aziende agricole di Strada Goretta

Le aziende agricole di Strada Goretta che hanno indirizzato al Comune di Mappano le segnalazioni sopra riportate, non si sono limitate a questo, ma hanno completato le loro osservazioni con proposte alternative, che derivano da una conoscenza del territorio che probabilmente non è così presente nei professionisti incaricati della redazione del Piano. Sono due i suggerimenti proposti.

Il primo riguarda il potenziamento della viabilità esistente: esso consisterebbe nell’allargamento di Strada Goretta, come del resto già previsto dai PRGC locali (anche da Mappano) per tutta la SP 12, da Via Cottolengo sino a Strada Mappano di Caselle Torinese.

Il secondo suggerimento riguarda la fruizione dello svincolo già previsto (con tipologia a “quadrifoglio”) sul territorio di Caselle Torinese, nei pressi della Cascina Cernaia, a pochissima distanza dal sito individuato da Mappano. Lo svincolo casellese, in parte già esistente per l’innesto della 460 sulla Torino-Caselle, in parte da completare in attuazione del PRGC casellese, ha una geometria più raccolta e meno impattante sul paesaggio. Lo vediamo all’interno del riquadro rosso nella planimetria qui allegata.

Con l’utilizzo del quadrifoglio già pianificato da Caselle, l’obiettivo di alleggerire il traffico pesante dal centro di Mappano sarebbe egualmente raggiunto, con notevole risparmio di consumo del suolo.

Un accordo tra i due Comuni, di Mappano e di Caselle, per coordinarsi ed evitare inutili doppioni, sarebbe quindi altamente auspicabile.

La modifica delle classi di pericolosità geologica

Se la prima osservazione avanzata dalle aziende agricole di Strada Goretta è di immediata comprensibilità, più tecnica (e da addetti ai lavori) è la seconda, che però impatta in maniera concreta e rilevante in particolare sulle aziende agricole con i terreni a nord di Strada Goretta (rappresentate in verde chiaro sulla planimetria qui allegata).

La Proposta elaborata dagli estensori del Piano ha previsto per tale porzione di territorio, che si estende per 140 ettari, l’attribuzione della Classe IIIa di Pericolosità Geologica per le aree libere agricole (E2) e della Classe IIIb2 per i nuclei edificati agricoli (E3). La pericolosità presa in considerazione è quella legata al rischio di alluvioni, ma non sembra adeguatamente supportata da elementi oggettivi, e non risulta neanche coerente con le aree esondabili individuate nei Comuni confinanti (in particolare Caselle e Leinì), generando così discontinuità sui confini amministrativi.

La riclassificazione contenuta nel nuovo progetto di Piano limiterebbe profondamente il recupero dei fabbricati, subordinando l’aumento di carico antropico ad opere di mitigazione indefinite ed onerose, che renderebbero difficoltoso, se non impossibile, il recupero del patrimonio edilizio.

Il tema del recupero dei rustici

Altre osservazioni avanzate riguardano per l’appunto il tema del recupero dei rustici, quando questi hanno esaurito la loro funzione strumentale alla conduzione agricola. La conservazione di questo patrimonio è alquanto onerosa. I proprietari dei rustici vorrebbero poterli rifunzionalizzare ed avere dal recupero un ritorno economico che giustifichi l’investimento. Senza la possibilità di recupero, per i rustici si aprirebbero scenari di decadenza ed abbandono. Se poi i rustici sono tra quelli sottoposti a tutela (storico documentale e paesaggistica), il sacrificio economico per la loro conservazione diventa ancor più oneroso, rendendo ancor più importante la possibilità di un loro riuso economicamente vantaggioso.

Coerenza nelle tematiche ambientali

Indubbiamente le linee guida che hanno ispirato, in linea generale, la proposta di Piano avanzata dall’Amministrazione mappanese hanno dato il giusto risalto alla sostenibilità ambientale. In particolare, la riassegnazione della destinazione agricola a tutte le aree non ancora cedute al Comune dalla società Borsetto è una scelta coraggiosa, che ha raccolto anche il plauso di Coldiretti. La difesa del suolo agricolo, anche per il ruolo importante che esso comporta nel mantenimento in efficienza del sistema idrografico, dovrebbe quindi comportare la valutazione con la dovuta attenzione, nello sviluppo del progetto preliminare, delle proposte ed osservazioni che sono arrivate dalle aziende di Strada Goretta.

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