Giuditta osserva attenta la situazione, sul suo trespolo davanti alla finestra, incuriosita e un po’ intimorita dalla presenza di persone sconosciute in casa. Fuori, nelle ampie voliere ,cocorite multicolori, canarini e diamantini intonano i loro concerti. È davvero un piacere stare a guardarli: un tripudio di colori e di suoni. L’amore per gli animali i accompagna da sempre Giuliano  che,  sin da bambino, ha condiviso con la
famiglia questa passione, la stessa cura e dedizione che dedica a “lei”, Giuditta, la “regina” della casa: un pappagallo cenerino che gli fu affidato sei anni fa.
Rassicurata da una nocciolina che delicatamente col becco adunco preleva dalle mie mani e, tenendola con la zampina assapora con delicata ingordigia, Giuditta ascolta la voce di Giuliano mentre ci racconta la sua storia.


“Tutto ebbe inizio a maggio del 2015 – ricorda – quando ricevetti la telefonata di un’amica della L.I.D.A (Lega Italiana dei Diritti degli Animali) che mi chiedeva di ospitare “temporaneamente” un Cenerino che era stato posto sotto sequestro. Accettai volentieri, lo portai a casa chiuso in una piccola gabbia, certamente poco adatta ad un volatile del genere. Piano piano incominciai a misurarmi col nuovo ospite e soprattutto a documentarmi su come fargli passare al meglio i suoi 60 anni di aspettativa di vita. Dai vecchi proprietari ebbi poche informazioni: incerti se fosse maschio o femmina, con un’età presumibile di circa 15 anni, tutti passati dentro una piccola gabbia per impedirgli di fare danni, mangiava solo semi, in particolare di girasole.  Decisi così di rivolgermi al C.A.N.C (Centro Animali Non Convenzionali) di Grugliasco per avere ulteriori informazioni; mi confortarono sul suo stato di salute, stabilirono, con buona approssimazione,  che  avrebbe dovuto essere un “lui” e mi chiesero cambiare la sua  alimentazione, limitando  i semi e sostituendoli con la frutta e gli estrusi specifici per la sua dieta. Ebbe inizio così il periodo di adattamento di Giacinto, questo fu il nome che gli diedi, alla nuova vita; intanto ricevette una vera grande voliera in cui poter muoversi a agevolmente, poi incominciai i primi approcci di avvicinamento cauto alla gabbia parlandogli e premiandolo con una nocciolina, quindi provai ad introdurre timidamente la mano e vidi che si avvicinava così lo invitai a salirci su. Successivamente lo invitai a volare cercando di dargli lo slancio ma, proprio come nel libro de “La gabbianella e il Gatto “, il primo volo si  concluse con un clamoroso flop. Capii così che Giacinto non sapeva volare perché era sempre vissuto in un’angusta gabbia dove non aveva avuto neppure la possibilità di distendere le ali! Dovevo essere io ad aiutarlo a fare le sue prime esperienze di volo: ogni giorno facevamo le “prove “prima quelle più semplici, brevi e in orizzontale, poi quelle in salita, su per le scale. Pian piano acquisì forza e sicurezza, ed ora il suo campo volo è tutta la casa, da sotto a sopra, ovviamente le finestre sono rigorosamente chiuse o protette da tendaggi o veneziane per evitare che espanda anche all’esterno i suoi virtuosismi .

Poi ci fu il giorno della …sorpresa: ricordo che ero alla mia scrivania quando sentii un tonfo nella voliera, mi precipitai temendo che fosse accaduto qualcosa e vidi, con mio grande stupore,  che sul fondo della gabbia c’era un uovo spiaccicato; quello che pensavo fosse Giacinto, aveva fatto un uovo! Sentii immediatamente il veterinario aviario, mi spiegò che poteva succedere con una alimentazione corretta e una vita “felice”, che il pappagallo, ora indiscutibilmente femmina, mi omaggiasse con il dono di un uovo. Forse, pensai, voleva solo farmi capire che era una “lei” e non un “lui”. Fu così che da quel giorno, il suo nuovo e definitivo nome fu Giuditta!
I Cenerini sono animali molto intelligenti, loquaci, curiosi e simpatici ma anche molto esclusivi; stabiliscono un rapporto di assoluta fiducia con una sola persona per cui sono gelosi e molto possessivi.  Tant’è che se un estraneo ha un atteggiamento che reputa un po’ troppo invadente nei miei confronti, Giuditta diventa aggressiva e , come già successo, piomba come un falchetto sul presunto intruso. Non sono rari i casi di Cenerini che abbiano iniziato ad auto-deplumarsi e poi siano morti, a seguito dell’improvvisa scomparsa del loro padrone, nonostante siano stati affidati alle cure amorevoli di un altro familiare. Tra i pregi,  che talvolta diventano difetti, Giuditta ha un’incontenibile curiosità che la spinge a esplorare ogni luogo, qualsiasi armadio o cassetto vengano aperti, lei si intrufola e ovviamente con il suo becco adunco lascia segni indelebili del suo passaggio. Se i pappagalli in generale sono uccelli molto intelligenti, il Cenerino è probabilmente la specie che eccelle per questa dote. Sembra che la sua intelligenza sia paragonabile a quella di un bambino di tre anni infatti è in grado di acquisire un gran numero di parole che ripete associando il loro significato al giusto contesto. In effetti Giuditta fischietta l’inno di Mameli ed altri motivetti, ed è al mattino che è particolarmente loquace. All’alba le cocorite e i canarini,  fuori dalle voliere , incominciano a cinguettare, in casa regna il silenzio finché più tardi al rumore dei miei passi, si sente  la voce di Giuditta che, dopo qualche fischio di saluto, insistentemente chiede: “Chi è? …. C’è nessuno?” Se non sente risposta replica, con la giusta intonazione, come una vera attrice: – “C’è nessuno?” E poi con tono sconsolato: “C’è nessuno!!” Se invece sente una voce di saluto esordisce con un: “Ciao…ciao Come va?  Come va?” Se invece sente suonare il campanello chiede: “Chi è? Arrivo!” E così via per tutta la giornata. Sa riprodurre in maniera perfetta il suono di una sirena e guaisce e abbaia come un vero cane.  Bisogna stare molto attenti a come si parla perché c’è il rischio che mi faccia fare delle figuracce di fronte a persone terze. Ormai ha preso pieno possesso della casa, passa poco tempo nella voliera, è quasi sempre libera di volare da un trespolo all’altro e mi segue ovunque vada, zampettando tra le mie gambe o posandosi sulla mia spalla o su una mano per farsi accarezzare e lisciare il fitto piumaggio. Ha stabilito anche ottimi rapporti con i “pelosi”: Kira e Agostino, i miei due cani lupo e, quando si va fuori per una passeggiata, con l’apposita pettorina rossa come la sua coda, ama farsi dare un passaggio sul dorso da uno o o dall’altro, che naturalmente accettano senza problemi la sua presenza, come si conviene ad ogni membro di una famiglia.  Insomma,  Giuditta è una vera diva del cinema, che ama essere sempre al centro dell’attenzione, un’artista che si diverte a lasciare la sua impronta e personalizzare i mobili, i quadri, i battiscopa in legno, le tende, i libri, insomma tutto quello che capita a portata di becco, con incredibili lavori di traforo e di merletto, ma che ama anche esternare tutto il suo affetto oltre che farsi coccolare e premiare con le adorate noccioline.
“In conclusione”: una creatura piccola ma che sa riempire un grandissimo spazio. “

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