24I nostri articoli, i nostri pensieri e ragionamenti pubblicati su Cose nostre raccontano quasi totalmente attività, proposte, brutture e bellezze della nostra cittadina, per una volta vogliamo fare una riflessione sulla situazione italiana che vive uno stato veramente preoccupante.
Vediamo un correre continuo dietro alle innumerevoli emergenze senza una programmazione a medio e lungo termine, su questo aspetto il parallelismo con Caselle è purtroppo calzante, in quanto è sotto gli occhi di tutti il tentare di risolvere i problemi mettendo una pezza (che a volte è peggio del buco) aspettando le segnalazioni del cittadino come nella gestione disastrosa della raccolta rifiuti e pulizia luoghi comuni.
A livello nazionale ci rendiamo conto che una pandemia di questo tipo, con le gravi implicazioni economiche e sociali non era prevedibile ed ha dato fondo alle risorse di tutti gli stati, ma come al solito l’ Italia e molte nazioni si sono ritrovate in braghe di tela attendendo l’ elemosina dell’ Europa, che pagherà negli anni a venire a caro prezzo.
Il danno viene da lontano, le precarie condizioni del nostro stato sono al limite in tempi “normali”, figuriamoci ora, e le conseguenze saranno tradotte in esborsi di denaro nei confronti dei contribuenti sempre maggiori.
Il continuo correre ai ripari chiudendo la stalla quando i buoi sono scappati non è solo prerogativa italiana, ma da noi è sport vincente a livello mondiale.
I prezzi dei carburanti, di gas ed energia sono senza controllo e noi cosa facciamo ? noi pensiamo al nucleare, a tecnologie vecchie, pericolose ed obsolete ! Un investimento serio, corposo e strutturato nelle energie “pulite” rinnovabili è l’ unica soluzione, è difficile mettere in piedi un sistema complesso come questo, ma prima inizi prima ti porti verso l’ autosufficienza energetica che rappresenterebbe un passo fondamentale, serve tempo e lunghe battaglie verso chi vuole mantenere la situazione attuale, ma è fattibile.
E’ inutile e insensato incolpare i giovani e i popoli ora, la crisi viene dal passato e ora si ha la pretesa di risolve in pochissimi anni ciò che è radicato da sempre.
Allora è tutto perduto ? un sistema senza ritorno ? no, esiste una possibilità, ma è fatta di interventi strutturali da parte di tutti senza far fare sacrifici sempre ai soliti noti, non si può diminuire il consumo di risorse terrestri e pretendere di mantenere il livello di consumismo usa e getta tenuto finora.
Solo imparando a pensare a sistemi di crescita strutturati e non a rincorrere l’ ennesima emergenza, avere un vero ministero per l’ innovazione, transizione ecologica e non la barzelletta odierna, fondi maggiori per sanità e soprattutto istruzione ( di modo da avere risorse giovani fresche con liberta d’ azione per immaginare e costruire un’ Italia nuova) potremmo uscire da questa stagnazione medievale.
Già, parliamo di medioevo non a caso, quello in cui siamo ripiombati vedendo lo stato dei diritti umani, un po’ dappertutto ma in particolare in Italia, grazie a queste destre tristi, maligne, omofobe e razziste (le sinistre non ridano, con la loro inconsistenza, incoerenza e ambiguità stanno facendo anche loro più danno della grandine).
Il caso Ddl Zan è una triste pagina, fra le tante, di questa Italia povera di cultura, rispetto e sentimenti buoni.
Non tutto è perduto però, vogliamo credere che una via d’ uscita ci sia, affidiamoci ai cittadini che sanno e possono cambiare le cose, sono pochi ma ci sono.

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