Supera quella dello scorso anno la quantità di opere (621) in mostra presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, che per il centosettantanovesimo anno ospita l’Esposizione di Arti Figurative (allestimento e catalogo a cura di Orietta Lorenzini), promossa dal Presidente Giovanni Prelle Forneris, dal Vicepresidente Angelo Mistrangelo, dal Consiglio Direttivo e dalla Commissione Artistica.
I 353 autori forniscono un vasto panorama di temi e tecniche.
L’intreccio di forme circolari, ove predomina il bianco, dipinto da Attilio Lauricella dialoga con “Il gioco della creazione artistica” che Laura Frus cela dietro ad un chiaro velo.
Claudia Sacerdote imprime nella terracotta la sofferenza provata da una famiglia di “Profughi” mentre Sergio Unia esprime, attraverso il bronzo, l’infantile gioia di vivere.
Claudio Giacone costruisce atmosfere in cui spazio e tempo restano sospesi, invece Pierangelo Devecchi scolpisce nel legno volti riferiti a narrazioni mitologiche.
Ferdinando Viglieno Cossalino propone una luminosa natura morta ma Bartolomeo Delpero utilizza un tocco di realismo per ridefinire una composizione astratta dagli effetti di trasparenza.
Salvatore Liistro conferisce alle curve della ceramica l’apparente sofficità di labbra muliebri; Francesco Zavattaro Ardizzi sintetizza nel tuttotondo profili di animali e Lisena Aresu presenta una ricerca scultorea focalizzata sulla vibrazione della luce e sul ritratto realistico.
Raccontano di nobili residenze e di antichi transiti gli acquerelli di Gian Pietro Farina, Delio Meinardi e Simone Trotta e pure Patrizia Colombo illustra con la stessa tecnica il periglioso, solitario “Cammino” di due viandanti circondati da brume.
Anna Velliscig pone su una candida tovaglia alcune “Rose con bottiglia” e altresì Elio Pastore distende su un divano ricoperto da teli drappeggiati quattro modelle.
Carlo Massari coglie intensi sguardi di sei donne a confronto, bellezze differenti per tratti somatici, posa e abbigliamento.
Franco Tomatis fotografa i postumi di una giornata piovosa, quindi scombina i punti di riferimento; Ernesto Costanza prosegue nella ricerca di forme naturali dall’aspetto antropomorfo mentre Lina Campanelli propone uno scatto dal meditato equilibrio cromatico.
Alessio Scalerandi immagina una volpe umanizzata, con occhi sognanti tra i fiori.
Espressioni differenti caratterizzano i volti modellati in terracotta da Anna Banfi, autrice appartenente all’Associazione Artisti della Ceramica in Castellamonte; al contrario, è la gestualità a rendere vivi gli oggetti animati concepiti da Carlo Rivetti.
Il cavaliere “Cacciatore di draghi” è realizzato ad olio su vetro da Valter Massia; diversamente, Nicoletta Nava dipinge con colori acrilici il senso di sradicamento degli abitanti di un futuro distopico, Lia Laterza ritrae un senzatetto dormiente in un angolo urbano e Anna Maria Palumbo rappresenta particolari di una siepe.
Non mancano, come di consueto, le opere di protagonisti dell’arte figurativa quali Francesco Menzio, Giacomo Soffiantino, Enrico Paulucci, Luigi Spazzapan, Umberto Mastroianni e Salvador Dalì.
Il visitatore può dunque conoscere tanto i talenti di ieri quanto quelli odierni, in una passeggiata attraverso i mutamenti nel tempo dell’arte torinese.

Anna Maria Palumbo
“Siepe con vetro rotto”
2021

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