In occasione dell’evento delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la società Leonardo ha aperto le porte nei giorni di sabato 25 e domenica 26 ottobre, con l’iniziativa “Tutti in volo”, che ha consentito di visitare i suoi musei dedicati sul territorio nazionale.
Non per essere campanilistici ma uno dei più importanti, se non il più importante per i reperti storici aeronautici, è il Museo dell’Industria Aeronautica Leonardo, che è ubicato in uno degli hangar storici di Caselle Sud.
A Caselle la visita, è stata resa possibile, previa prenotazione, sabato 25 settembre, con orari scaglionati per poter i vari gruppi composti in maggioranza da genitori con figli al seguito. Sono stati 85 i visitatori che hanno aderito all’iniziativa; in pratica un tutto esaurito.
Ad accoglierli, il preziosissimo impegno di alcuni ex dipendenti aziendali che hanno in carico la conservazione e la manutenzione degli aerei esposti, che coprono un arco temporale di oltre cento anni. I visitatori hanno potuto ammirare da vicino queste meravigliose “macchine volanti”.


Tra gli aerei splendidamente conservati sono esposti alcuni velivoli che vanno da quello in legno e tela come lo S.V.A. 9, fratello di quelli che hanno fatto la storia sorvolando Vienna con Gabriele d’Annunzio nel 1918, al G.91 in verniciatura argentea a somiglianza di uno dei primissimi esemplari della fine degli anni ’50 e vincitore del concorso NATO.
Affiancato allo S.V.A. (acronimo dei progettisti e costruttore: Savoja, Verduzio e Ansaldo), quasi a somiglianza della chioccia con il pulcino, fa bella mostra di sé il possente bireattore Tornado ad ala variabile, costruito in Italia, Germania e Gran Bretagna, che è esposto nel museo solo da alcuni mesi dopo il grande lavoro di restauro che ha rimesso a nuovo il velivolo. Il tutto sempre grazie alla laboriosa opera profusa dai “Seniores” e da coloro che ne hanno consentito il recupero conservativo.
Chiude la splendida esposizione lo Sky-X, velivolo sperimentale senza pilota, che fortunatamente dopo il termine dei test, è stato preservato come lo è l’esemplare dello Sky-Y ora esposto negli stabilimenti di Torino della Leonardo.
Nel sito museale non vi sono esposti solo gli aerei ma anche oggetti interessantissimi come le antiche e più moderne macchine fotografiche che erano installate a bordo dei ricognitori, agli strumenti di bordo, nonché alcuni paracadute di salvataggio dei piloti e un canotto di salvataggio, con tutto l’occorrente per la sopravvivenza compresa la pistola lanciarazzi e un repellente per allontanare i pescecani o animali indesiderati.

Tanta la curiosità dei visitatori, ma ancor più da parte dei più piccini, a cui i competenti e bravissimi addetti museali hanno dato risposte salienti.
Purtroppo, con grande rincrescimento, manca un pezzo importante che era esposto al Museo fino a giugno scorso, ossia l’AMX “Ghibli” . Essendo ancora di proprietà della nostra Aeronautica Militare, il velivolo è stato prelevato da Caselle alcuni mesi or sono e trasportato smontato a Treviso, la sua Base logistica, per essere smilitarizzato.
Ovviamente i responsabili di Leonardo hanno avviato da subito la richiesta del rientro al Museo del velivolo, ma un motivo di apprensione è dovuto al fatto che l’aereo é stato talmente ben preservato, dopo un lavoro certosino da parte del GAVS-Gruppo Amici Velivoli Storici di Torino, che potrebbe far gola in altro loco. Ci auguriamo di no, sarebbe una grave perdita, per l’azienda, il Museo e le persone che tanto hanno dato per la sua conservazione.

Per quest’anno sarà ancora possibile far visita al Museo nei giorni: 16 e 17 Ottobre per le giornate del FAI, Fondo Ambiente Italiano; 6 e 27 novembre e 11 dicembre 2021, previa iscrizione inviando una mail a:
centrostorico.torino.ala@leonardocompany.com, salvo esaurimento dei posti disponibili.

Nuovo collegamento della Vueling con Parigi-Orly
Il 30 settembre, la compagnia iberica a basso costo Vueling, ha annunciato l’avvio del nuovo volo con l’aeroporto di Parigi-Orly, a decorrere dal 2 novembre prossimo.
Il collegamento annuale con la capitale francese avrà cadenza bisettimanale, il martedì e il sabato, con partenza da Parigi alle 6,55 ed arrivo a Torino alle 8,15, mentre il decollo per Orly è previsto alle 9,15 con arrivo alle 10,30.
Con questo nuovo volo la Vueling raddoppia la sua presenza sul nostro scalo che si somma con quello di Barcellona inaugurato nel 2013.
L’aeroporto di Parigi-Orly, dista solo 14 km dalla “Ville Lumière” ed è ottimamente collegato con la città.
Poiché i voli iniziano in una stagione non proprio delle migliori come clima, specialmente conoscendo quello parigino, ci auguriamo possano ottemperare alle speranze della compagnia aerea, che sicuramente prima di iniziare le operazioni avrà fatto le debite osservazioni come potenzialità di traffico. Se le cose andranno per il verso giusto è facile prevedere, per il prossimo anno, un aumento dei collegamenti.
Ricordiamo che la tratta da Caselle a Parigi-Orly, è stata una delle prime rotte internazionali dirette del nostro scalo, risalente già dal 1958, gestita prima dall’Alitalia e poi anche dalla Air France.
In seguito con l’apertura del più importante aeroporto francese il “Charles de Gaulle” di Roissy, tutti i voli sono poi stati spostati su questo grande “hub” parigino.
Solo molti anni dopo Caselle è stato nuovamente ricollegato con Orly, tramite la low cost easyJet, dal 1° ottobre 2004 al 4 aprile 2006, quando poi improvvisamente la compagnia inglese decise di trasferire tutte le operazioni sull’aeroporto della Malpensa, nonostante i voli fossero quasi sempre esauriti.
Anche se i voli della Vueling sono al momento solo bisettimanali, ben venga questa nuova rotta con la capitale francese, un punto in più a favore dell’aeroporto torinese.


Uno dei due AV-8B Harrier II “Plus” della Marina Militare che il 21 settembre, con grande fragore, sono atterrati a Caselle provenienti da Grottaglie (Taranto). La prerogativa principale di questi aerei è quella di poter decollare o atterrare anche verticalmente, ed è molto raro vederli operare sulla terraferma essendo velivoli normalmente imbarcati sulle due portaerei italiane, la “Giuseppe Garibaldi” e la più moderna “Cavour”.
Gli Harrier II italiani hanno al loro attivo trenta anni di servizio con la nostra Marina Militare, poiché i primi due nella versione biposto TAV-8B, sono stati presi in carico il 7 luglio 1991, effettuando il primo appontaggio sulla Garibaldi a Norfolk, Virginia (USA), il 23 agosto 1991.
In quegli anni questi aerei imbarcati venivano costruiti dalla McDonnell Douglas, poi assorbita dalla Boeing nel 1997, su licenza inglese della British Aerospace (ex Hawker). Gli Harrier II americani sono una versione ingrandita e più potente rispetto agli Harrier inglesi, costruiti in base alle esigenze d’oltre oceano.
Mentre i primi due esemplari biposto ed un monoposto, furono costruiti dalla ditta americana, gli altri 13, AV-8B Harrier II “Plus”, destinati alla nostra forza aerea sono stati assemblati e testati negli stabilimenti casellesi dell’allora Alenia (ora Leonardo), tra il 1995 e 1997.
Con l’entrata in linea, dei nuovi JSF F-35B, gli Harrier II verranno gradatamente messi a riposo e senz’altro data l’importanza di questo “particolare” velivolo, l’unico a decollo verticale prodotto in serie del mondo occidentale, senz’altro troveranno una degna sistemazione nei musei o nelle basi militari italiane.

Nel 1961 consegnato alla Grecia il primo Fiat G.91
Sono trascorsi sessanta anni da quando la Fiat Aviazione aveva consegnato, il 6 settembre 1961 all’aeroporto di Caselle Torinese, il primo G.91 R/4 destinato alla Reale Aviazione Militare greca.
L’avvenimento aveva dato luogo ad una cerimonia durante la quale il magg. pilota della forza aerea, George Vayakakos, aveva ricevuto materialmente l’aereo dalle mani del magg. Orlin Markussen rappresentante dell’Aviazione americana (ancora oggi determinate vendite militari passano attraverso i canali ufficiali statunitensi).
Dopo la consegna il pilota greco aveva effettuato, come di consueto in queste occasioni, un volo di prova con il G.91, e solo dopo, al rientro, aveva firmato i documenti inerenti al passaggio di proprietà del velivolo.
Alla breve cerimonia di consegna erano presenti diverse personalità della NATO, del Ministero della Difesa Aeronautica ellenica, e ovviamente i maggiori dirigenti della Fiat Aviazione presenti, tra cui, nella foto sulla sinistra, Simeone Marsan capo dei collaudatori dell’azienda torinese e sulla destra il pilota collaudatore Vittorio Sanseverino.
Della versione “R/4”, ne furono costruiti 52 esemplari destinati in parte alle forze aeree greche ed in parte a quelle turche, ordini quasi subito annullati, così i velivoli vennero presi in carico dalla Luftwaffe tedesca, che poi nel 1966, li cedette alla Forza Aerea portoghese, in cambio dell’uso della Base Aerea di Beja per le esercitazioni dei propri velivoli.

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