Nuova medaglia stellata per la scuola di Caselle che ha partecipato durante l’anno scolastico2020-2021 alla sesta edizione del concorso “Le scuole adottano i monumenti della nostra Italia”, aggiudicandosi anche questa volta, la medaglia d’oro stellata.
Premiate la sezione G della scuola materna e le classi 3°C, 4°A e B della primaria Collodi con un attestato che è giunto con una lettera a firma della presidente della “Fondazione Napoli Novantanove”, Mirella Stampa Barracco.
Il monumento scelto questa volta dai nostri alunni è stata la vecchia stazione della Ciriè-Lanzo, in disuso dal 1999 e già oggetto di attenzione lo scorso anno da parte della scuola primaria Collodi (3° A et 3° B), che aveva partecipato al progetto “Così vorrei la vecchia stazione”. Un brainstorming lanciato e patrocinato dal Comune di Caselle per individuare una nuova destinazione d’uso all’edificio. L’idea dell’Amministrazione casellese, anche grazie al contributo di questo concorso, sarà quella di ricavare dal suo recupero, un salone polivalente, che possa anche essere utilizzato come spazio teatrale. In una recente intervista a Cose Nostre l’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Isabella auspicava di poter arrivare entro la fine di quest’anno ad avere il progetto esecutivo, e procedere all’affidamento dei lavori prima delle votazioni comunali della prossima primavera.
89 alunni, quattro classi… un bel lavoro congiunto coordinato dalle insegnanti Sonia Fava, Livia Piombi, Chiara Motta, Stefania Sparano, Vita Interrante e Marianna Pitiddu, considerato dalla commissione esaminatrice napoletana uno dei più rispondenti alle richieste del bando, che esigeva un vero spot legato all’identità nazionale. Elementi distintivi premiali erano: il coinvolgimento dei ragazzi nella preparazione dei video; la trasmissione del significato dell’adozione e del sentimento di appropriazione del bene attraverso l’espressa volontà di continuare a prendersene cura; l’attenzione, l’organizzazione e la promozione di eventi pubblici per diffonderne la conoscenza, aspettativa quest’ultima che, dato il periodo pandemico, non ha potuto essere attesa.
A vederla adesso così com’è la vecchia stazione, transennata, tutta scrostata e abbandonata, fa stringere il cuore. Eppure, proprio lei, che per tanti anni ha accolto studenti e lavoratori in transito sulla Ciriè-Lanzo, dignitosa e forte, resiste. Si erge fiduciosa di tornare a splendere come un tempo, come fosse consapevole che la vita è come un otto volante un continuo su e giù e che il segreto sta nel saper attendere tempi migliori. E questo, per chi vuole coglierlo, è un insegnamento e, sono sicura che in tanti, passando di lì, si soffermano, chi con uno sguardo amorevole, chi con un ricordo e chi come i ragazzi della primaria le dedicano una poesia raccolti intorno ad un girotondo, o i bambini della sezione G della materna improvvisano un viaggio fantastico in luoghi lontani.
Ma, come avranno fatto?
Sono partiti virtualmente dalla nostra stazione e hanno viaggiato su un treno immaginario e hanno visitato mete meravigliose grazie all’aiuto della tecnologia.
Un giorno di maggio i nostri alunni si sono presentati a scuola con la valigia in mano, il cappellino e gli occhiali da sole, pronti per andare in gita. Le insegnanti Livia e Sonia erano lì ad accoglierli sul cancello. Nel cortile due file di sedie simulavano un vagone del treno, hanno preso il posto a loro assegnato e al fischio del capotreno sono partiti per un viaggio virtuale che è durato tutto il giorno. Con le valigie si sono spostati poi all’interno della scuola, in un’aula dotata di LIM dove, seduti ognuno al proprio posto, sul loro vagone immaginario, hanno visitato luoghi lontani bellissimi di montagna e di mare. Esperienza da brivido anche per me, dice l’insegnante, perché con questa LIM enorme nella stanza, ci vedevamo proprio all’interno di paesaggi tridimensionali marini e montani come se fossero reali. Rapiti dalle immagini che proponeva la lavagna multimediale, i bambini interagivano con esse, come se fossero approdati veramente in quei posti. Hanno consumato infine, il loro pasto sul treno a fine giornata e tornati infine tra le mura scolastiche, hanno chiesto di ripetere presto l’esperienza.

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