La sera del 27 novembre, dopo un periodo di due anni che è sembrato un secolo, la Filarmonica si è esibita per il tradizionale concerto di Santa Cecilia. Il maestro Andrea Marchi ha preparato un programma articolato in due parti: nella prima, “musica da camera”, è stato presentato il lavoro fatto nei periodi di riapertura a gruppi ridotti per il rispetto delle norme di sicurezza. Nella seconda parte la Filarmonica al completo ha presentato un repertorio più consueto di marce e brani per banda. Con visibile emozione il Presidente ha ringraziato Laura che ha donato alla banda la bella batteria del suo caro Adriano troppo prematuramente scomparso, utilizzata in questa occasione per la prima volta.

 

La Filarmonica ha ritenuto importante partecipare con una sua rappresentanza all’inaugurazione della “Panchina Rossa”, organizzata dalla sezione locale della Croce Rossa Italiana a San Francesco al Campo il 21 novembre scorso. La violenza contro le donne è una vera emergenza sociale e troppi uomini sono ancora colpevolmente indifferenti: simboli come questo non sono folklore ma servono tenere alta l’allerta.

La Filarmonica si propone di rappresentare un esempio di armonia e non violenza. Nel nuovo regolamento associativo recentemente approvato l’art.13 sancisce che l’associazione: “combatte tutte le forme di discriminazione, intemperanza verbale, violenza fisica o morale, sessismo, bullismo, stalking”.

 

 

Classe 1958, ex dirigente di azienda, torinese di nascita, ho una famiglia che unisce Sud e Nord, Italia ed Europa. Mi sono diplomato al liceo classico ed ho conseguito la laurea in Economia a Torino. In azienda mi sono occupato di controllo di gestione, amministrazione, personale. Ho lavorato oltre 15 anni in paesi esteri dirigendo piccole filiali del gruppo al quale ho dedicato tutta la mia carriera. Ho così avuto l’opportunità di avvicinarmi a lingue straniere e scoprire culture antichissime; ho provato a capire la gente di altri paesi vivendoci un po’ insieme ed ho imparato che quello che ci divide sono solo i preconcetti ma anche, troppo spesso, il peso della Storia. Una volta in pensione mi sono dedicato da una parte al volontariato, utilizzando le mie competenze a beneficio del terzo settore, dall’altro ho ripreso la passione per la musica che mi aveva sempre accompagnato, in verità senza grandi risultati. All’età della pensione ho iniziato a studiare e praticare uno strumento a fiato che mi ha permesso di introdurmi nel meraviglioso mondo delle bande musicali piemontesi. Per Cose Nostre scrivo della Filarmonica Cerettese ed in generale di temi relativi all’associazionismo musicale popolare.

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