In occasione della rassegna “Aerospace & Defence Meetings”, che si è svolta all’Oval del Lingotto di Torino dal 30 novembre al 2 dicembre, è arrivata la conferma di un ambizioso progetto che porterà alla nascita della “Città dell’Aerospazio”, nell’area situata tra Corso Marche e Corso Francia, del capoluogo torinese.

Non è la prima volta che si cerca di recuperare l’ambita area industriale occupata dagli antichi stabilimenti dell’Aeritalia e oggi in parte inutilizzati. Sono trascorsi quasi 14 anni da quando il 29 febbraio 2008, con una conferenza stampa alla presenza dalle maggiori autorità e aziende del territorio, venne data la notizia della nascita di un polo aeronautico (vedi Cose Nostre marzo 2008). Poi tutto si insabbiò e cadde nell’oblio.

Allora il progetto prevedeva anche la costruzione di un avveniristico grattacielo di 150 metri in cui ospitare al suo interno un albergo di livello internazionale e spazi adatti ad accogliere uffici di grandi ed importanti società.

Oggi questo nuovo progetto prevede di recuperare buona parte dell’area occupata dagli stabilimenti inutilizzati da anni e prospicienti Corso Francia, per realizzare un nuovo campus universitario attorniato da edifici ricettivi, uffici, food, shopping, divertimento con all’interno un ampio parco urbano, oltre a edifici per la didattica del Politecnico e la sperimentazione di nuove tecnologie di terra e volo, laboratori dedicati alla ricerca sulle tecnologie aerospaziali, lo Space Center e il Museo della Scienza e della tecnologia aeronautica.

L’area vuol diventare il “cuore dello sviluppo tecnologico” dell’aeronautica e dello spazio, con l’installazione di decine di nuove realtà produttive oltre a quelle già presenti sul territorio, senza tralasciare zone che riguarderanno funzioni pubbliche e di interesse generale.

A collegare tutti questi edifici riqualificati sarà un “People Mover”, praticamente una monorotaia automatica.

Al suo interno si vedrà anche la nascita di un distretto museale aerospaziale, tra cui quello della Leonardo, affiancato dal centro documentazione che conterrà archivi storici e documentazione sull’aeronautica della nostra regione.

In Piemonte sono oltre 25.000 gli addetti del settore con 350 imprese, con 7 miliardi di fatturato e 3,2 miliardi di ricadute economiche. Il costo previsto della “Cittadella” si aggira sugli 1,15 miliardi, con la creazione negli anni di 2.500 nuovi posti di lavoro.

Marco Zoff, capo della divisione velivoli di Leonardo, durante l’inaugurazione ha affermato: “ Per primi, insieme alla Regione abbiamo pensato e creduto in questa visione di futuro, impegno preso due anni fa per la costruzione della cittadella dell’aerospace.”

 

Cento anni fa il dirigibile Usuelli a Lombardore

È trascorso poco più di un secolo da quando il dirigibile “U.2” progettato da Celestino Usuelli, compì il suo primo volo, l’11 novembre 1911, dal campo di Lombardore sulla Vauda.

Siamo nell’era pionieristica dei primi anni del ‘900, dove vi era l’alternanza tra chi preferiva dilettarsi con “il più leggero dell’aria”, come i palloni o i dirigibili oppure il mezzo più pesante dell’aria, l’aeroplano.

Convinto fautore del dirigibile fu Celestino Usuelli, nato a Milano l’8 aprile 1877, personaggio avventuroso con viaggi in terre lontane come la Cina, l’India, il Giappone, l’America, nonché grande sportivo.

Grande appassionato aeronautico, prese prima il brevetto di sferico (il pallone) nel dicembre 1905 e poi quello di dirigibile il 15 dicembre 1910.

Iniziò così la sua avventurosa vita da aeronauta con voli per l’epoca sorprendenti, con aerostati da lui stesso progettati, con i quali compì famose imprese come il volo del 2 giugno 1906, da Milano ad Ancona di 600 km, la traversata delle Alpi da Milano ad Aix les Bains dell’11 novembre 1906 o la salita fino alla quota di 7.600 metri del 31 dicembre 1908 da Milano a Cannes attraversando le Alpi.

Con il trascorrere del tempo Usuelli decise di dedicarsi solamente alla costruzione dei dirigibili, il primo di questi costruito nel 1909, però non del tipo “rigido” ma del tipo “floscio” e deformabile. Ai quei tempi le strutture portanti dei grandi dirigibili erano in maggioranza costruite con travi reticolari di carena in acciaio, pesanti e poco adatte per la produzione dei piccoli dirigibili che lui desiderava costruire. In seguito si convertirà alla costruzione del tipo “semirigido”.

La prima aeronave, denominata “U.1”, la fece costruire in una officina alla Bovisa (Milano) , che descrisse in questo modo: “Ho ideato e fatto costruire un tipo di dirigibile che avesse la particolarità di poter essere rapidamente gonfiato con gas illuminante e messo al punto di partire e che presentasse altresì la possibilità di essere rapidamente sgonfiato in casi di cattivo tempo”.

Il dirigibile “U.1” aveva un volume di 3.970 mc, lungo 51 m del diametro di 9,80 m nella parte centrale, propulso da un motore SPA da 100cv, azionante due eliche metalliche di 3 metri di diametro. Effettuò il primo volo il 16 agosto 1910. Durante un volo con destinazione Venezia, venne investito da un violento temporale che distrusse l’aeronave.

Usuelli non si perse d’animo e decise di costruire l’U.2, dirigibile realizzato nelle officine dell’ing. Franz Miller, di origini messinesi, nel cantiere situato nella zona di Lombardore, poliedrico costruttore che ebbe il merito di aver costituito a Torino in Via Legnano la prima officina italiana produttrice di velivoli e motori di progettazione propria o per terzi.

Il Miller si pubblicizzava ai tempi dicendo che era in grado di costruire ogni modello di aereo in base alle richieste dei committenti, un vero artigiano cesellatore del volo. Gli aerei, se così possiamo chiamarli, venivano montati in un cortile dalle maestranze consistenti in trenta persone tra operai ed impiegati, un numero notevole per l’epoca.

Famoso ancora oggi il suo “Aerocurvo” dalle ali a diedro curvo, che effettuò diversi voli di prova prima a Torino e poi al “1° Circuito Aereo di Brescia” del 1909.

Questo nuovo dirigibile era più grande del primo con le seguenti dimensioni: lungo 51 m, aveva un diametro di 12,8 m ed una cubatura di 4.000 mc con un motore SPA di 80cv, che consentiva una velocità di 50 km/h.

Decollò da Lombardore l’11 novembre 1911, con un volo inaugurale con a bordo anche Usuelli raggiungendo Torino sul campo di Mirafiori: dopo quattro giorni ripartì per Milano, facendo alcuni giri sulla città meneghina. Poi, a causa del maltempo e la nebbia vi rimase fino al 1° febbraio quando decollò per Brescia. Sempre a causa del maltempo poté ripartire solo il 25 marzo per Boscomantico (Verona) con l’intento di raggiungere Venezia, purtroppo un’avaria lo costrinse a scendere in modo avventuroso nella località veronese. Ebbe la fortuna dell’arrivo provvidenziale di alcuni contadini che riuscirono ad afferrare la corda d’ormeggio legandola a un albero purtroppo, a causa della lacerazione dell’involucro, l’aeronave cadde al suolo ferendo alcuni degli occupanti.

Usuelli non si perse d’animo, e immediatamente procedette per la costruzione dello “U.3, avvalendosi sempre della collaborazione del Miller, che apportando alcune modifiche venne rinominato “U.3bis”.

La produzione terminerà con il modello “U.5” del 1917, preso in carico dalla Marina Italiana, ed impiegato come ricognitore. Purtroppo il 2 maggio 1918, al rientro da una missione scoppiò in volo nei pressi di Castellina Marittima (Pisa), con la perdita di tutto l’equipaggio. Con questo disastro finì anche l’avventura dirigibilistica di questo argonauta.

Prima di terminare ricordiamo il binomio “Usuelli-Borsalino”, rinomato industriale alessandrino legato ai famosi cappelli, divenuti una icona mondiale anche grazie al film Casablanca del 1943 interpretato da Humphrey Bogart e Ingrid Bergman.

Borsalino, molto amico dell’Usuelli, negli anni acquistò e sponsorizzò la costruzione di alcuni palloni da lui costruiti, effettuando molti viaggi con alterne vicende.

Ad Alessandria, parzialmente nascosto dagli alberi, si può ancora vedere il traliccio dove i dirigibili di Usuelli-Borsalino attraccavano.

Purtroppo, Usuelli in un banale incidente d’auto perderà la vita nel 1926: transitando sulla statale nei pressi di San Germano Vercellese, si innalza ancora verso il cielo un cippo marmoreo in suo ricordo.

 

Per la prima volta a Caselle, il 2 dicembre, in arrivo da Napoli, la low cost Malta Air, con il nuovissimo Boeing 737-8200 (ex Max 8-200), che fa parte del Gruppo Ryanair. La compagnia è stata fondata nel 2019: l’aereo raffigurato, marche 9H-VUE, è stato il primo ad entrare in flotta.

Martedì 7 dicembre, alla Leonardo di Caselle, sono stati consegnati i primi due Eurofighter Typhoon biposto, destinati alla Forza aerea del Kuwait. Nella foto, presenti alla consegna, alte cariche kuwaitiane e dirigenziali della Leonardo Divisione Velivoli, con sullo sfondo un terzo velivolo monoposto già pronto. I primi due aerei arriveranno in Kuwait verso metà mese.

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