Quando Paola Gribaudo -ideatrice del progetto “Disegnare la città” e relativa Esposizione –
ha assunto l’incarico di Presidente dell’Accademia Albertina, è andata alla riscoperta di faldoni fra 800 e 900 che narravano un momento di storia torinese attraverso la presenza di docenti e studenti. L’Accademia infatti riveste un ruolo fondamentale nella vita della città, specie dal 1910 – anno in cui si amplia la raffinata confetteria Baratti & Milano in previsione della grande Esposizione del 1911 – al 1925 quando gli architetti Giuseppe Pagano e Gino Levi Montalcini costruiscono quel palazzo Gualino strambo, con le finestre disposte in modo orizzontale, l’uso di marmi scuri uniti al metallo freddo, lucente e ai giochi di forme.
Torino s’era mutata da città Capitale a città Industriale, specie dopo l’anno 1902 con un’Esposizione internazionale che offriva non un oggetto d’art nouveau ma dei multipli destinati ad allietare le case dei nostri bisnonni.
Vent’anni circa di progetti, specie architettonici con autori che guardano lontano – dall’Eclettismo europeo alla Secessione viennese – come accade per le torri Rivella progettate da V. E. Ballatore di Rosana nel 1928.
E nel 1902 giunge a Torino Giulio Casanova ( +1961 ) – dominus della mostra attuale splendida ed estrosa, ospitata nella Pinacoteca dell’Accademia – autore di significative opere dal palazzo delle Poste in collaborazione con lo scultore Edoardo Rubino, al progetto per l’Ostensione della Sindone ( teca,1931 ), dal treno reale targato FIAT il cui viaggio inaugurale coincide con le nozze di Maria Josè del Belgio e il principe ereditario Umberto.
Ma soprattutto, come annota Ettore Thovez, il lavoro di Casanova per la Confetteria offre “una squisita opera d’Arte a Torino”.
A latere, Guido Gozzano ( +1916 ) esalta le signore che mangiando i pasticcini, ritornano bambine e la coraggiosa costruzione del monumento del “Grand Tunnel des Alpes” di Piazza Statuto.
La mostra ampia, ben allestita ( Officine delle Idee ) ricca di disegni di qualità, rivela il genio di Casanova, dalle decorazioni dei soffitti agli acquerelli naturalistici, alla “reggia viaggiante” composta da poche carrozze con salotti, camere da letto, saloni spesso ornati con medaglioni esaltanti la Casa Savoia; un treno di corte, dunque. Ma l’opera destinata a decretare il successo di Casanova è certo la Confetteria/Liquoreria Baratti, locale che consentiva alle signore di fare uno strappo al Bon Ton poiché non era loro concesso,”se signore per bene, di frequentare i caffè!”
Soffitti imponenti, i bronzei rilievi del Rubino, le devantures ornate con marmi variopinti, ancor oggi testimoniano un gusto che con la fine dell’art Nouveau è destinato a scomparire. La nuova via Roma ( costruita dal 1931 in poi ), i palazzi progettati dall’architetto Giuseppe Cento, conducono verso uno stile che poco ha da condividere con le ricche ornamentazioni di Giulio Casanova.
Una mostra da visitare con calma, ammirando foglio dopo foglio, ricordando Esposizioni e personaggi ma studiando soprattutto il ruolo dell’Accademia nella cultura della città; nè si scordi che da Torino partono per lontanissime terre artisti quali Cesare Ferro o Annibale Rigotti, da Bangkok a Costantinopoli.
L’intero progetto è condiviso con Reale Mutua e il suo museo, Fond. CRT, Camera di Commercio, Università degli Studi, Uni-Verso, Rotary, Baratti & Milano, SIAT, Museo Accorsi Ometto, Museo del cinema, Ass. Treni storici.
Catalogo “Albertina press-Gli Orsi” ( 24 Autori e Istituzioni ).
Sino al 1° marzo 2022.

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