È, per il Comune di san Maurizio, fra gli interventi più rilevanti inseriti nei conti di previsione del nuovo anno, discussi e approvati nell’ultimo Consiglio Comunale del 20 dicembre 2021. Si tratta della ristrutturazione e messa in sicurezza della torre campanaria, simbolo stesso del paese. Un intervento, quindi, dalla forte valenza anche affettiva, tutto a carico del Comune, in quanto il campanile affiancato alla chiesa parrocchiale di San Maurizio Martire è di proprietà e competenza comunale.

Il campanile con i suoi 58 metri è fra le torri campanarie più alte del Canavese. La sua costruzione, su progetto di Ludovico Bo, architetto nativo di San Maurizio e poi attivo alla corte dei Savoia, fu avviata nel 1764 e terminò 15 anni dopo.

A quasi 250 anni da allora, anche se il manufatto non risulta avere problematiche strutturali, è presente una situazione di ammaloramento delle murature esterne, dimostrata dal saltuario ritrovamento, alla base della torre, di frammenti di laterizio. Circoscritti interventi di consolidamento delle murature superficiali, tramite ricorso a ditte specializzate in edilizia aerea, sono stati eseguiti nel corso degli anni 2014, 2017 e 2019. Nell’ottica di restituire all’edificio l’antico decoro, sanando tutte le zone suscettibili di possibili distacchi di materiale, per l’Amministrazione Comunale si rende ora necessario un intervento di restauro conservativo dell’intero campanile. La previsione di spesa complessiva, inserita nel Piano Triennale del Comune, è di 520.000 euro, di cui 33.000 per la progettazione e 487.000 per l’esecuzione dell’intervento.

Restando in tema di interventi su edifici religiosi, sempre nel già citato Consiglio Comunale del 20 dicembre scorso si è discusso anche di come destinare i fondi previsti dalla Legge Regionale 15/1989, prelevati dagli oneri di urbanizzazione e destinabili ad interventi manutentivi sugli edifici di culto. Per il Comune di San Maurizio l’importo annuale destinabile è di 7.500 euro. L’unica richiesta pervenuta quest’anno è stata quella per la chiesa parrocchiale di San Grato, nella frazione Malanghero. La decisione dell’Amministrazione è stata invece di destinare lo stanziamento alla Chiesa Plebana del Cimitero. La motivazione, come riferito nel corso della discussione della delibera dall’Assessore Sonia Giugliano, è legata alla mancata presentazione, da parte della Parrocchia di San Grato, del progetto di spesa per gli analoghi fondi stanziati per i precedenti anni 2018, 2019 e 2020.

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