Mi sono accostato con la penna a questo mondo colorato, a questa fabbrica di colori di Caselle, sulla spinta dei tre murales creati sulle cabine dell’Enel nel 2016. Specie quella vicino alla vecchia stazione, vedendo come ragazzi e anziani, donne e uomini, nella sempre movimentata uscita o entrata da e per il centro storico, ammirassero sia fermandosi un momento sia con un solo sguardo quest’opera gioiosa piena di colori e di fantasia.
A dare vita e a creare queste opere che ci troviamo per strada, non per niente oltre che come murales sono conosciute anche come Street Art, cioè arte di strada, sono realizzate dai nostri ragazzi che frequentano il Centro di aggregazione giovanile, CAG, guidati da alcuni Writers, vale a dire da professionisti. La presentazione fatta nel 2016 a una mia pubblicazione sui murales a Caselle da Stefano Bonvicini, il responsabile dell’Informagiovani di Caselle, con una chiara sintesi presenta il progetto che dal 2006 è alla base del perché e del percome si sono fatti e si faranno dei murales anche a Caselle:
“Dal 2006 i servizi giovani – scrive Bonvicini – promuovono il progetto “La fabbrica dei colori”. Il progetto prevede la realizzazione di murales e graffiti in luoghi pubblici della Città, valorizzando e recuperando angoli e muri, di Caselle.
I colori, la creatività e l’arte invadono la Città! Pennelli e spray sono gli strumenti a disposizione dei giovani casellesi per appropriarsi della loro Città e lasciare un segno tangibile.
I soggetti sono vari e spesso vogliono essere monito contro atti di vandalismo e di degrado dei muri della Città e nel contempo lanciare messaggi che sensibilizzino i cittadini su concetti importanti (la legalità, il rispetto degli animali…) Questo è il nostro progetto… La fabbrica dei Colori!
www.facebook.com/MuralesCaselle/ – Informagiovani Caselle, Via Torino 1 –Tel. 0119964291”
Prima di cominciare ad accostarsi alle opere dei murales di Caselle vediamo un po’ da più vicino con cenni di storia di cosa stiamo parlando, Wikipedia spiega che un murales (in spagnolo mural, plurale murales) è un dipinto realizzato su una parete, un soffitto o altra larga superficie permanente in muratura. Il termine indica anche il genere di pittura, ed è divenuto celebre per il movimento artistico messicano noto come “muralismo”, un movimento pittorico nato in Messico dopo la rivoluzione messicana del 1910.
E dal 2006 a Caselle si iniziano a vedere i murales, una storia che grosso modo dura fino al 2016 con una certa regolarità, poi anche perché “non ci sono più muri” e allora se non finisce di certo si fa più rara.
Ma, in estrema sintesi, vediamo di seguito cosa può raccontare Caselle in fatto di Murales, con la “M” maiuscola. Qui le nove le tematiche, i posti e una foto dove si trovano queste opere che colorano il nostro tempo, iniziate nel 2006, molte delle quali sono già scolorite:

1) Area Graffiti: La Fabbrica dei Colori – Cortile di Palazzo Mosca;

2) I Colori della Legalità – Palatenda e fioriere sul prato fiera;

3) Green Park – Giardini di via Suor Vincenza;

4) -CAG – Centro di Aggregazione Giovanile – murales nella sede – via Madre Teresa –
Casa delle Associazioni;

5) – Be Different – Muro di via Madre Teresa -fianco sinistro della Scuola Rodari;

6) -Animali Marini – Cabina Enel di strada Caldano; sul retro della scuola Rodari;

7) – Fratelli di Zampa – Cabina Enel di via Fabbriche, davanti al Centro sportivo;

8) – Bullismo – Cabina Enel -Strada Salga;

9) – C’era Una Volta Il Treno -Cabina Enel a fianco della vecchia stazione.

Le foto sono una sintesi delle fantasmagoria di colori con i quali parlano i murales – roba da fine anno – ma che diventa anche e soprattutto un modo colorato per fare gli auguri ai lettori.
In giro c’è tanto grigiore ma nei murales c’è tanto colore, fantasia, invenzione, capacità di sintesi, insomma c’è tanta arte, ma soprattutto dentro ci sono i giovani, il che è come dire che dentro c’è il futuro.

Gianni Rigodanza è un giornalista e scrittore. Maestro del lavoro, Casellese dell’Anno, premio regionale di giornalismo; tra i fondatori, redattore e direttore di Cose Nostre per 32 anni. Finalista del 3°concorso letterario Marello. Autore di diversi libri di storia locale. Ha scritto per il Risveglio, Oltre e Canavèis.

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