Sig. Assessore, Sig. Sindaco,
se fosse vero quello che ci viene raccontato, saremmo veramente in una situazione di imbarazzo totale e di difficoltà emotiva e, visto che non abbiamo nessun motivo per dubitare sulla fondatezza delle notizie che ci vengono riportate, riteniamo giusto e corretto renderle pubbliche per stimolare una vostra risposta, certi che saprete giustificare il vostro comportamento che parrebbe non essere consono al ruolo che rivestite.
Una signora ha perso suo figlio in un drammatico incidente stradale mentre, questi, con il suo motorino percorreva una strada casellese, che, a detta sempre di questa povera donna, aveva tra l’altro poca visibilità a causa di una vegetazione cresciuta senza regole e senza controllo. Questa signora, a cui noi siamo molto vicini, dopo aver cercato in tutti i modi di capire le cause che gli hanno strappato l’affetto più grande, ha chiesto che il dramma che lei ha vissuto e che continua a vivere non accadesse mai più a nessuno. A tal scopo, dopo aver ottenuto la possibilità di un audizione in Consiglio Comunale, ha chiesto che venisse obbligato il proprietario dei terreni a tener pulita la vegetazione del suo prato, di vietare il transito a mezzi pesanti e di sapere quale fosse la portata del ponte che divide il territorio di Ceretta da quello di Caselle. Noi siamo stati i suoi portavoce e, come spesso accade, abbiamo fatto davvero fatica ad ottenere risposte concrete.
La signora ovviamente, che vive un tremendo dramma, ha più volte richiesto anche lei risposte alle sue domande e, sapendo che effettivamente erano state effettuate le prove di carico sul ponticello, ne ha più volte richiesto i risultati. E sì perché se effettivamente emergesse che il ponte non è adatto al passaggio di mezzi pesanti, la disperazione per la perdita del suo bambino non troverebbe mai più fine. Bene questa risposta non è mai arrivata, quindi una domenica di gennaio u.s., incontrando, per altro in luogo pubblico, l’assessore preposto ha preteso risposte ricevendo in cambio insulti e atteggiamenti fortemente lesivi della sua dignità di madre affranta.
Sig. Sindaco, sig. Assessore, noi non sappiamo se quello che è accaduto sia vero perché non eravamo presenti, anche se non abbiamo nessun motivo per dubitare sulla fondatezza della notizia, quindi vi chiediamo senza indugio di riferire sull’accaduto in Consiglio Comunale fornendo tutti i dati che vi sono stati richiesti.
Purtroppo quasi mai rispondete, quasi mai avete dato corso agli impegni assunti (commissione legalità, codice etico, Metalchimica etc..), ma in questo caso dovreste fare i conti anche con la vostra coscienza, evitando di portare all’esasperazione una persona che sta già pagando un prezzo troppo alto.
Vi chiediamo di usare la stessa sollecitudine che mostrate ogni cinque anni, quando stanno per avvicinarsi le elezioni, nel riempire la città di cantieri (spesso inutili).

Ricominciamo per Caselle

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