Prendetelo come l’augurio più sincero affinché “la mezza età” del nostro giornale, anzi Giornale, ché la lettera maiuscola se la merita tutta, sia di buon auspicio per un lungo avvenire fatto di molte “mezze età”.
Ebbene sì, questo mese lo spazio che mi è riservato desidero dedicarlo proprio a Cose Nostre giunto alla bandierina del 50° anno di vita.
Cinquant’anni senza un intoppo, senza sconti, senza un’assenza; puntuale ogni mese come un orologio svizzero.
Quanti di noi possono vantare un medagliere di questa portata nella propria vita?
Devo essere sincera, avevo saputo della sua nascita dal mio ragazzo, ora mio marito, ora Direttore Responsabile, Elis ( l’unico casellese a cui non serve il cognome…), ma la notizia non mi aveva toccato più di tanto.
Arrivava mensilmente a casa mia portato da mio padre, Direttore Didattico delle Scuole Elementari, socio della Pro Loco e del Club Arte e Cultura, ma non ricordo altro.
Quando, giunta l’età della pensione, i miei sono tornati a vivere in Val di Susa il giornale lo portavo io; era un modo per tenere un legame con il paese in cui avevano vissuto quasi trent’anni e noi figlie abbiamo messo radici.
A casa di mia suocera e di sua sorella, quando Cose Nostre era in edicola, una delle due “andava in Caselle” da Clemencic, il giornalaio di fiducia, e una volta a casa, sul tavolo della cucina Cose Nostre veniva aperto a quella che ora è pagina 22…chissà forse per scaramanzia (?) per poi essere letto con attenzione pagina per pagina.
Lettrici accanite avrebbero potuto ottenere il premio fedeltà, perché hanno condiviso Cose Nostre dal primo numero fino a che la salute l’ha loro permesso.
Peccato non abbiano fatto in tempo a vedere Elis Direttore Responsabile e a gustare i suoi editoriali: ne sarebbero state orgogliose.
Tornando a me, con la tenacia e la caparbietà sabauda del suo “papà”, il Dott. Passera, e del gruppo di giovani ed entusiasti collaboratori, Cose Nostre ha saputo prendere il suo posto anche nella mia vita di cittadina casellese.
Sulle sue pagine sono state immortalate nel tempo le nostre nozze, la nascita dei figli, la loro laurea, pezzi della vita di famiglia insomma, accanto a quella del paese che nel corso del tempo è cambiato e cresciuto.
L’irruzione vera, però, è avvenuta quando Elis ha accettato l’incarico propostogli di prendere nelle mani il futuro del giornale cittadino. Ah, allora sì che si è fatto largo in famiglia!
I primi tempi il mio era un coinvolgimento fisico, fatto di menabò da tracciare, di forbici e colla, di valutazione degli spazi sulle pagine, di frasi da tagliare ed incollare sulla colonna seguente mantenendo la sequenzialità.
Un lavoro quasi “carbonaro” che occupava intere serate, e che onestamente non conoscevo; ma che orgoglio nel vederlo poi stampato, nello sfogliarlo, trovando anche dei difetti o degli errori scappati al controllo, nel desiderio di migliorare il mese dopo.
Ho imparato ad amarlo così e adesso sono felice di dare il mio piccolo contributo.
“Andar per sagre” è nato come una lista di proposte per gite fuori porta a corto raggio, poi ho ritrovato il piacere di scrivere un po’ come sul mio diario da ragazza e ci ho preso gusto.
Cose Nostre bambino di 4 pagine è ora un signore di 32 pagine e a volte ne desidererebbe qualcuna in più, perché si sono aggiunti nuovi collaboratori con nuove rubriche e nuovi articoli; si è pure tuffato nella rete diventando anche on line…e scusatemi se è poco in tempi di crisi dell’editoria!
La sua qualità migliore è racchiusa nella mancanza di vincoli con chicchessia, perché ha saputo mantenere la sua libertà di pensiero lasciando aperte le porte a chiunque, nel limite della decenza, chieda di farne parte.
È al servizio dei cittadini, ma ancora in pochi ne sono consapevoli secondo me. Ed è un vero peccato.
Ecco, la sfida che deve porsi, e cercare di vincere, è proprio questa: arrivare nelle case di tutti i Casellesi, e anche oltre, diventando luogo di dibattiti costruttivi, di dialogo, di diffusione di iniziative ed eventi, di collaborazioni per migliorare la crescita e la vita della città.
Quanti altri paesi possono vantare Pro Loco che editano un mensile cittadino da 50 anni? La risposta potrebbe fornircela Paolo Ribaldone che in questo campo è senza eguali, ma credo si contino sulla punta delle dita.
Allora curiamo con attenzione ed affetto questo gioiello, criticandolo quando è necessario, ma collaborando per migliorarlo mese dopo mese per altri numerosi anni a venire!
L’invito è aperto a tutti, ma proprio a tutti quelli di buona volontà.
In una festa di compleanno al festeggiato si dedica per tradizione un sentito ed affettuoso applauso; credo sia giunto il momento di farlo a Cose Nostre e a tutti coloro che in ogni modo gli permettono di vivere ogni mese da due lustri.
Un lungo applauso, anzi una standing ovation come per le grandi star!
Adattando un’antica iscrizione molisana:” Possa questo giornale durare fino a che una formica abbia bevuto tutto il mare e una tartaruga abbia fatto il giro del mondo”.

Ps: Andar per sagre continua a latitare, ma i segnali di ripresa sono sempre più evidenti ed incoraggianti.
Spero di potervi riproporre presto accattivanti appuntamenti ludici, culturali, enogastronomici. Aspettatemi per favore.
Grazie di cuore.

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