Ma quanti artisti abbiamo nella città dalle ombre veloci? Così mi dice un amico con un breve Whatsapp e aggiunge con un secondo click, “magari già lo sai oppure no, può essere di interesse per Cose Nostre?”

Certo che sì, subito contatto il signor Vinci Gandolfo, che-simpaticamente mi dice, “Gandi per gli amici”.
Immediata la simpatia, ancorché acuita dall’accento spiccatamente siciliano di Gandi, pieno di cortesia e calore. Mi trovo a conoscerlo seduto al tavolino di un bar casellese e subito dopo ad ammirare le sue opere.
Siamo in strada Mappano, 12 – poco prima della carrozzeria Barra, per chi si dirige verso Mappano.
Passando su strada si intravede – un po’ nascosto -un curioso villaggio roccioso: baite, case e casette, fontane con il laghetto, un mulino funzionante, una meraviglia, tutto creato dalle abili e pazienti mani di “Gandi”.
Questo il suo passatempo, insieme alla passione per il gioco delle bocce, che addirittura lo ha visto gareggiare in finale dei campionati mondiali a Terni.
Ma Gandi ritorna subito sul discorso principale, la sua vera passione e quando mi porta a vedere dove tiene custodite le sue “opere” perché tali sono, lí si apre un mondo. Un mondo nel quale non puoi non chiedergli come abbia fatto, attraverso una fantasia creativa straordinaria, a costruire tanta bellezza.
Chiese monumentali, castelli, villaggi da far west, fattorie con animali, fontane funzionanti con lo zampillo dell’acqua. La passione tradotta in arte.
Caratteristica? Tutto in pietra delle nostre valli di Lanzo: Usseglio per l’esattezza.
D’estate, racconta Gandi, a cercare e raccogliere le pietre di montagna piccoline, tali da poterle assemblare e incollare, d’inverno a costruire le opere.
Ma il top per Gandi si realizza con un plastico ferroviario, dove una locomotiva traina cinque vagoni su altrettanti binari, stazione ferroviaria, luci, fermate, scambi e interscambi, gallerie e viadotti, tutto perfettamente funzionante, tutto costruito da lui, il nostro artigiano-artista casellese.
Quando gli dico che tanta meraviglia andrebbe valorizzata di più per la città di Caselle, ecco che allarga le braccia e sospira: “come si fa”?
Non mettiamo limiti alla Provvidenza! Chissà che possa trovarsi un posto più adeguato, sicuro e protetto da atti di vandalismo, dove poter accogliere tanta creatività.
Sarebbe un arricchimento per questa Città dalle ombre veloci.
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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