“Le immagini di abusi sessuali su minori trovate sul web non sono virtuali. Sono dei crimini che coinvolgono bambini veri e sofferenza reale”. E’ l’allarme lanciato qualche mese fa dall’INTERPOL

Parole che suonano come un avvertimento, soprattutto oggi che i casi di adescamento online a danno di minori sono aumentati. Dati sconcertanti emersi dal più grande sondaggio svolto finora sul tema, elaborato da Protect Children, una organizzazione no profit finlandese.

E’ un fenomeno cresciuto rapidamente negli ultimi due anni, soprattutto a causa del prolungato lockdown. In Italia la situazione non è delle migliori. I dati più recenti riportati dalla Polizia postale risalgono a maggio 2021 e dimostrano che solo nel 2020 c’è stato un incremento del 77 per cento dei casi di reati online a danno di bambini e ragazzi. E nel 2021 il trend in crescita non ha dato tregua: nel primo quadrimestre, si sono verificati incrementi pari al 70 per cento dei reati connessi con la pedopornografia e l’adescamento online rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Bambini piccolissimi di età, fino a 9 anni, sono stati agganciati sui social e sulle app di gioco da adulti senza scrupoli.

Proprio in questo drammatico contesto si inserisce l’iniziativa della Commissione Pari Opportunità della Città di Caselle Torinese che propone un’approfondita riflessione con YLENIA SERRA, garante per infanzia e adolescenza della Regione Piemonte; RENATO TURRA, segretario provinciale Fimp Torino e Provincia e componente del consiglio regionale Fimp Piemonte; FABIOLA SILVESTRI, dirigente compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle D’Aosta; ANTONIO SGROI, presidente provinciale Unicef.

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