La chiesa di Santa Maria
Fra i vari edifici che hanno subito una profonda trasformazione nel secolo scorso, la Chiesa di Santa Maria è sicuramente quella che presenta il maggior ed evidente cambiamento nel paesaggio urbano.
Di origine antichissima, subì continue trasformazioni e ampliamenti nel corso dei secoli, e purtroppo al momento non si conoscono fotografie anteriori al 1897, quando vennero intrapresi i lavori di ricostruzione della facciata.
Su progetto dell’ing. Paolo Saccarelli, che originariamente doveva interessare solo la ricostruzione dell’antico campanile romanico, tutto il fronte sull’attuale Via Cravero venne demolito e interamente ricostruito con la realizzazione di un nuovo campanile, che con la sua altezza di 45 metri era tra i più alti del territorio.
Nel secondo dopoguerra, con la costruzione del nuovo aeroporto civile, per motivi di sicurezza del traffico aereo insieme all’abbassamento di tutte le ciminiere del circondario, anche l’alto campanile di santa Maria venne purtroppo abbassato.
Nel 1952 venne inizialmente rimossa solo l’alta guglia, ma poi nel 1957 venne ulteriormente abbassato spostando al piano sottostante la cella campanaria, portando l’altezza del campanile a soli più 26 metri. Contemporaneamente venne deciso di realizzare un secondo campanile gemello, simmetrico alla facciata, modificando così profondamente l’aspetto esteriore della chiesa.

 Cartolina dei primi Novecento che ritrae la facciata come realizzata dall’ing. Saccarelli

Attuale aspetto della chiesa con i due campanili

Fasi di abbassamento del campanile

 La stazione originaria
La vecchia stazione di Caselle, ormai in disuso dal 1999, anno in cui vennero intrapresi i lavori di interramento del tratto ferroviario, anche se si presenta con un aspetto unitario, in realtà è frutto di due successivi momenti costruttivi diversi, che hanno visto l’originario edificio ampliarsi allo stato attuale.
Con l’inaugurazione del tratto Venaria Reale-Caselle avvenuto il 1° dicembre 1868, pur mancando documenti, si può presumere che anche la stazione fosse ormai completata.
In questa prima fase di costruzione della ferrovia, tutti i fabbricati, fino a Ciriè, erano su progetto e opera dell’Ing. Gaetano Capuccio, come ben si nota dalla ripetitività stilistica delle stazioni ancora esistenti che sono in parte diverse da quelli del tratto successivo fino a Lanzo, che furono opera dell’ing. Borella, e ancor più diverse dalle stazioni del tratto montano progettate dall’ing. Scotti.
In seguito, all’inizio del Novecento, con l’aumentare del traffico ferroviario, la stazione divenne insufficiente, soprattutto per quanto riguardava gli spazi destinati al deposito delle merci, e così il fabbricato, tra il 1908 e il 1909, subì un importante intervento edilizio di ampliamento, sia prolungando la manica verso sud, sia la contemporaneamente sopraelevazione di entrambe le maniche laterali, portando l’edificio interamente a due piani, così come lo vediamo oggi.
Dal punto di vista architettonico l’ampliamento venne realizzato con le medesime caratteristiche tipologiche, riproducendo i medesimi temi classicheggianti ed eclettici delle cornici e decorazioni ottocentesche, ma la stazione, con questa forma, perse la sua simmetria e l’originaria eleganza, dando al fabbricato un aspetto più austero.

La stazione originaria in una cartolina dei primi Novecento

Attuale aspetto della stazione
 

Disegno del prospetto su piazza con in giallo la stazione originaria e in rosso l’ampliamento

Il mulino feudale
Questa volta parliamo di quella che è sicuramente la prima attività sorta dopo la nascita del nuovo paese nel medioevo: il mulino per la macinatura dei cereali sorto nel “recinto del luogo”, lo troviamo citato per la prima volta in un documento dell’8 febbraio 1232, lungo l’antico canale dei Mulini di fronte alla chiesa di Santa Maria in prossimità del castello.
Nella metà del ‘700, quando il Principe di Carignano volle ingrandire il fabbricato per aggiungere una quarta ruota, l’edificio venne spostato dall’altro lato del canale in modo da poter allargare la strada di fronte alla chiesa.
Nel 1953 il Comune decise di coprire tutto il Canale dei Molini lungo Via Cravero, e così il mulino, ormai inutilizzato, venne smantellato, facendo perdere al paese uno degli angoli più caratteristici ed antichi del centro storico.
Il fabbricato rimase quasi integro con ancora le macine al suo interno fino all’inizio degli anni ’90, quando poi venne demolito per far posto all’attuale supermercato.

 Il mulino feudale in una cartolina dei primi Novecento

Il tratto attuale di Via Cravero dove sorgeva il mulino

 La scuola elementare
L’edificio della scuola elementare di Via Guibert, realizzato su progetto dell’ing. Cesare Corazza, venne inaugurato il 23 ottobre del 1887 con una grande festa; dalla pianta rigorosamente simmetrica divisa tra le parte femminile e quella maschile, era originariamente a soli due piani.
Negli anni 1928-30, con l’incremento della popolazione, venne sopraelevata di un piano portandolo all’aspetto attuale, e poi solo nel 1960 ulteriormente ampliato verso sud, realizzando una nuova manica demolendo l’antico teatro che anticamente era la cappella dell’originario ospedale.
Anche in questo caso la sopraelevazione mantenne le caratteristiche tipologiche dell’originario edificio ottocentesco, anche se con una semplificazione delle cornici.

 La scuola elementare nel suo aspetto originario a due piani
 

Attuale aspetto della scuola di via Guibert a tre piani

Il villino Dubois-Tonso
L’ingresso del paese, arrivando da Torino, era un tempo caratterizzato dalla presenza di un caratteristico villino dal gusto eclettico, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento dalla famiglia Dubois-Tonso, che erano titolari di un importante vivaio nel torinese, e che alla fine del secolo XIX erano rinomati per i fiori freschi recisi, vincendo vari premi in concorsi nazionali.
L’edificio era caratterizzato da una torretta centrale con soprastante belvedere, tipico del gusto dell’epoca; le facciate erano segnate da un piano terreno decorato da un finto bugnato che proseguiva con lesene al piano superiore, e da varie decorazioni floreali e geometriche, come i tipici finestrotti a stella del sottotetto.
Negli Anni Trenta il fabbricato subì una profonda trasformazione con la sopraelevazione di un piano che segnò la demolizione della caratteristica torretta-belvedere, e una trasformazione della facciata in linea con l’architettura razionalista del tempo.
Solo la corta manica laterale, non interessata dalla sopraelevazione, si mantenne l’originaria decorazione architettonica, come ancora oggi si può vedere sul Vicolo Massa Cerutti.

Il villino Dubois-Tonso all’inizio del Novecento
 

Attuale aspetto con la sopraelevazione novecentesca

Particolare della decorazione di facciata su via Massa Cerutti

Vicolo del Teatro
I canali casellesi sono sempre stati molto importanti per l’economia del paese, fin a partire dal 1300, sia per l’agricoltura, sia per le numerose attività industriali che sorsero lungo di essi.
Fino alla metà del secolo scorso, anche il centro storico era fortemente caratterizzato dai canali che attraversavano e circondavano il paese stesso, ma poi a partire dal secondo dopo guerra i canali vennero purtroppo gradatamente ricoperti, modificando sostanzialmente l’aspetto del centro storico. Dopo gli ultimi tratti coperto negli anni scorsi, ormai i tratti scoperti sono rimasti in pochi, e solo più nei tratti non più visibili.
Il canale principale che correva lungo l’attuale Via Cravero venne coperto negli anni ‘50, mentre la bealera che corre oggi sotto tutto il vicolo del Teatro fu coperta nel 1964.

 Vicolo del Teatro ancora col canale scoperto

Il vicolo oggi con il parcheggio al posto del canale
 

Progetto del lavatoio che esisteva all’angolo di via Guibert

 L’antico ingresso del convento
L’antico convento seicentesco dei padri Servi di Maria, sorto a fianco della ben più antica chiesa di San Giovanni, aveva tutte le caratteristiche tipologiche degli antichi conventi con il caratteristico chiostro quadrato circondato da un portico, e così si conservò fino alla requisizione napoleonica.
Dopo la divisione del fabbricato tra il Comune e la Parrocchia, l’edificio subi numerosi interventi che modificarono l’antico impianto, in particolare intorno al 1880 venne ampliata la chiesa e costruita la nuova abside che occupò l’angolo nord-ovest del convento, il quale fu completamente demolito.
Nel 1906 l’Arciprete Giovanni Mussa decise di costruire una nuova casa parrocchiale su progetto dell’ing. Vincenzo Cappuccio, che in seguito, nel 1934, venne ulteriormente sopraelevata di un piano. Per questa realizzazione venne completamente abbattuta la manica ovest dell’antico convento e occupato un pezzo del giardino centrale, opere che sommate a quelle realizzate per dividere la Parrocchia dal Comune, snaturarono definitivamente l’antico chiostro, oggi a malapena leggibile.
Fino agli anni ’60 nel parte rurale dell’ex convento vi era anche la sede dei Vigili del fuoco, che nel 1970 venne demolita per far posto alla nuova piazza Europa.

 

Cartolina con l’antico ingresso del convento

La casa parrocchiale oggi
 

L’antico portone d’ingresso che oggi si trova all’interno del portico come ingresso della manica al piano terreno del municipio

Le torri di controllo aeroportuali

Nella primavera del 1938 venne inaugurato il nuovissimo aeroporto militare di Caselle in grado di ospitare più di ottocento militari, con al centro una palazzina comando con soprastante torre di controllo. Alla fine della guerra l’aeroporto casellese venne completamente distrutto dai tedeschi in ritirata, e per alcuni anni non si parlò più di aerei.
Alla fine degli anni ‘40 il Comune di Torino decise di costruire sull’aerea dell’ex aeroporto militare, un nuovo impianto ad uso civile, che venne inaugurato ufficialmente con il primo volo di linea il 30 luglio 1953.
Le infrastrutture comprendevano una nuova torre di controllo, completata già l’anno precedente, che rimase in funzione fino all’inizio degli Anni ‘90, quando venne demolita per far spazio ad una nuova e moderna aerostazione.
La nuova torre di controllo, entrata in funzione già nel 1991, venne realizzata in posizione più settentrionale rispetto alla precedente.

La palazzina comando del primo aeroporto militare

 

La torre di controllo del nuovo aeroporto civile del 1952

L’attuale torre di controllo realizzata nel 1991

1 commento

  1. mi piacerebbe vedere una foto del lavatoio di via Guibert…nelle mie piccole ricerche non ne ho trovate!

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