Nel pomeriggio di lunedì 11 aprile, nella Sala Giunta del municipio di San Maurizio Canavese, il sindaco Paolo Biavati e il presidente della sezione Avis, Emanuele Appio, hanno sottoscritto la convenzione per l’attuazione del progetto “San Maurizio Città cardioprotetta”. L’accordo, che avrà una durata di dieci anni, formalizza la collaborazione, di fatto già attiva da tempo, fra il Comune e l’Avis sanmauriziese al mantenimento in perfetta efficienza dei defibrillatori collocati sul territorio comunale. Si tratta, com’è noto, dei sei defibrillatori elettronici automatici che negli ultimi anni l’Avis ha acquistato e messo a disposizione della cittadinanza e che sono ubicati in diversi punti del paese per garantire la più capillare copertura possibile (porticato del palazzo comunale, piazza Marconi, piazza degli Alpini, piazza Felice Odello, piazza don Luigi Carlevero a Malanghero, piazza degli Agricoltori a Ceretta).
La firma della convenzione è un accordo formale ma molto significativo, non solo perché sancisce una collaborazione attiva da anni ma anche perché ribadisce e riconosce, da parte del Comune, l’enorme valore dell’iniziativa specifica – oltre che dell’attività ordinaria – dell’Avis al servizio della popolazione. I sei defibrillatori, oltre a quelli che eventualmente potranno essere aggiunti nei prossimi anni, sono infatti «di tutti i sanmauriziesi e di tutti coloro che dovessero trovarsi ad averne bisogno», come ha sottolineato il presidente Emanuele Appio.
Un atto che acquista un particolare significato dopo lo spregevole gesto compiuto da un irresponsabile che qualche settimana fa ha trafugato il defibrillatore di piazza Marconi. L’apparecchiatura sarà prontamente sostituita grazie al tempestivo intervento dell’Avis e alla generosità di numerosi cittadini sanmauriziesi che hanno partecipato a una raccolta fondi per l’acquisto di un nuovo defibrillatore, ma il furto ha lasciato profondo sgomento e amarezza in paese. Amarezza ribadita ieri dal sindaco Paolo Biavati dopo la firma della convezione: «Questi defibrillatori, così come tutto ciò che vediamo nelle nostre strade, sono un bene della collettività, dunque appartengono ad ogni singolo cittadino. Trovo vergognoso che qualcuno abbia pensato di appropriarsene, ma sono altrettanto allibito dal fatto che costui abbia potuto girovagare a lungo in paese cercando di rivendere il defibrillatore trafugato senza che a nessuno sia venuto in mente di avvisare tempestivamente le forze dell’ordine. È importante che ciascuno di noi percepisca il valore del bene comune e contribuisca a tutelarlo».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.