Per il progetto del mega parco commerciale, da realizzare nelle Aree ATA di fianco all’aeroporto, è il colpo di grazia. Quel progetto non andrà avanti, ora è ufficiale. L’annuncio arriva da un comunicato nella sera di venerdì 6 maggio, rilasciato da Aedes. La sua controllata SATAC, che detiene le autorizzazioni commerciali e i permessi a costruire, ha ufficializzato al Comune di Caselle la rinuncia agli stessi. La motivazione addotta: i ritardi riscontrati nell’avvio dello sviluppo del progetto del COM, che non consentirebbe più il rispetto della scadenza dell’8 novembre 2022 per l’avvio dei lavori, con conseguente decadenza automatica dei  titoli edilizi già rilasciati. La rinuncia ai permessi a costruire arriva, non a caso, due giorni prima del termine, fissato all’8 maggio, di scadenza del pagamento al Comune da parte SATAC della quarta e ultima rata di 1,5 milioni degli oneri di urbanizzazione. Le tre rate precedenti già pagate, per circa 4,5 milioni, ora dovranno essere restituite? Cosa succede per le fidejussioni in mano al Comune? Queste le domande che a caldo ci si pone e che senz’altro contribuiranno a scaldare la campagna elettorale in corso a Caselle.
Se per il progetto del parco commerciale questa è la pietra tombale, il comunicato lascia una porticina aperta nell’ultima frase, che così conclude: “tale decisione viene presa in prospettiva di una rivisitazione del possibile diverso utilizzo commerciale delle aree in coerenza con i trend del mercato immobiliare”.
Questa frase relativa a un possibile diverso utilizzo delle aree va letta assieme alle notizie, uscite negli scorsi mesi, relative alle trattative in corso con altre società immobiliari, in particolare con la filiale italiana del colosso statunitense Hines. Su tale trattativa c’è stata nei giorni scorsi un’ulteriore novità: un altro comunicato stampa di Aedes, diffuso il 3 maggio, aveva fatto sapere di una proroga concessa dal 30 aprile al 10 maggio per la trattativa in esclusiva con Hines, che peraltro richiedeva la proroga al 31 maggio. Nei prossimi giorni, visto che il termine del 10 maggio scade dopodomani,  sapremo se la mini-proroga concessa è servita a chiudere la trattativa.
Quello che è certo è che l’eventuale nuovo operatore privato che subentrerà nel controllo di SATAC, e quindi nella proprietà del sub-ambito B delle aree ATA, dovrà sedersi al tavolo con la nuova amministrazione nel frattempo scelta dai casellesi. L’auspicio ora è che la rivisitazione del vecchio progetto, abbandonate le velleità faraoniche, porti a un drastico abbattimento del consumo di suolo rispetto al progetto originario e sia in linea con la transizione ecologica che ci attende.

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