I Casellesi hanno scelto.

Il volto di chi è stato eletto a governarci nei prossimi anni lo trovate giusto qui accanto, mentre nelle prossime pagine avrete modo di conoscere per filo e per segno tutti i risultati consegnatici dalle urne.

Il tempo delle chiacchiere è finito, al pari di quello d’una campagna elettorale che mai come questa volta è stata dura e partecipata: le prime elezioni veramente condizionate dai social hanno mostrato come, almeno a suon di tastiera, i Casellesi avessero voglia di far sentire la propria voce e il desiderio di vedere la nostra città proiettata verso un necessario e auspicabile rinnovamento.

Certo è che chi è stato votato per andare a occupare gli scranni più alti di Palazzo Mosca, chi è oggi parte della nuova Giunta, è chiamato a un’impresa estremamente difficile: in un mondo che si è capovolto nel giro d’un paio d’anni, che ha visto via via perdersi ogni genere di certezza, trovare le risorse, provare a fendere la ridda di mille difficoltà, non sarà davvero cosa da poco.

Siamo entrati, e ormai da tempo, in una fase di profonda crisi economica che presto potrebbe presentare un conto salatissimo in termini di tensioni sociali. Le avvisaglie ci sono tutte e, a meno di voler ballare ancora un po’ sulla tolda del Titanic, occorre prenderne atto e approntare ogni genere di ammortizzatori.

La nuova Giunta riceve in eredità cambiali pesanti da onorare. C’è un pacchetto di opere progettate e inevase da troppo tempo, che vanno dal rudere della vecchia stazione, alla riconversione del vecchio ospedale, alla concretizzazione dell’allargamento del polo scolastico di via Salga, per non parlare di ciò che ci regalerà lo sviluppo dell’ATA – novela: dovremo rinunciare a preziose modifiche alla rete viaria, al recupero e abbellimento del centro cittadino dovendo restituire i 4 milioni e mezzo di Euro già versati da Aedes – Satac per gli oneri di urbanizzazione, visto che sempre Aedes – Satac ha appena rinunciato a a quattro su sei permessi a costruire? Se l’attore deputato a costruire ha deposto le armi a terra – quanto momentaneamente, alla ricerca d’un piano B, quanto definitivamente lo si vedrà tra non molto -, abbandonando il progetto pomposamente presentato a Cannes e che doveva regalarci mall e “dome”, che ne sarà dei sempre sbandierati “subambiti”?

Siamo stati spesso rassicurati sul conto che la nostra città fosse finanziariamente ben messa, ma a questo punto l’eventuale restituzione unita alla non partecipazione al PNRR potrebbe riservarci giorni snervanti, con scenari inediti e spiacevoli da scoprire.

Si dice che occorre guardare oltre le difficoltà, che dietro, celate, ci sono opportunità: chi da oggi governa, dovrà andarne alla ricerca.

Certo è che così Caselle non può continuare. Abbiamo sempre pensato che il progetto ATA, condotto con tutti i realizzabili e non ipotetici crismi, avrebbe potuto rappresentare una risorsa importante. Dal nostro punto di vista, avremmo anche potuto digerire certe difficoltà derivanti da una convivenza difficile e una presenza ingombrante, visto che il denaro che sarebbe entrato nelle casse comunali ci avrebbe permesso di rilanciare il centro storico, creare nuove opportunità lavorative per la nostra gente, importare altri e nuovi modelli scolastici, modificare in meglio la scarsa bellezza e attrattività che per ora vantiamo.

Vogliamo sperare che chi da oggi occupa i posti nella nuova Giunta abbia il coraggio di osare e che riesca sì nella non difficile impresa di evitare che le nostre strade siano un patchwork di buche, ma che sappia guardare oltre. Che fare per il nostro asfittico commercio cittadino? Si può riprendere il discorso della pedonalizzazione del centro senza arrendersi ai primi mugugni? Ciriè lo sta facendo in modo massiccio e sta rifiorendo.

Come intende porsi la nuova Giunta in termini di sostenibilità ambientale e innovazione? Lo stato delle connessioni è in molte zone più che deprecabile.

Poi, attendiamo fiduciosi: nonostante la nostra città vanti ancora una percentuale consistente di terreno agricolo, è innegabile che nel corso degli ultimi decenni, soprattutto in alcune zone – vedasi per tutte quella che fa capo a via Colombo – si sia cementificato e anche in modo disordinato, con andamenti quantomeno bizzarri della viabilità, e zero servizi. Con la creazione del Parco Centrale e il trasferimento delle cubature, cosa dobbiamo attenderci?

Il nuovo sindaco e la nuova Giunta sono chiamati a dare risposte chiare e concrete. Sarà difficile, ma ci è dovuto dopo troppi anni di attese.

Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare Cose Nostre, firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato anche collaboratore di presdtigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis”, seguendo per più di un decennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”. Attualmente è anche direttore responsabile di “0/15 Tennis Magazine”.

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