Caselle: la mia America.
Con queste parole ci accoglie Giustino Orso, classe 1932. Novanta sono le candeline che spegnerà proprio il 24 giugno. Ma lui non sta invecchiando, sta solo facendo un corso di perfezionamento della gioventù. Spigliato e diretto, pane al pane, vino al vino.
“Felice innanzi tutto -prosegue Orso- di comparire su Cose Nostre, giornale onesto e leale”. Dunque quale migliore occasione per celebrare insieme a noi, insieme alla “sua America” questo longevo traguardo. È un fiume in piena Giustino, fin da quando gli telefoniamo per chiedergli un appuntamento.
“Io a Caselle devo tutto e nonostante i miei 90 anni sono pronto a difenderla nella legalità, anche con le armi”. Parole d’altri tempi, pronunciate con un’enfasi che non possiamo non sottolineare.
A Giustino non dobbiamo fare domande, non serve: ci mettiamo solo all’ascolto.
“Sono nato a Torino nel 1932, a 14 anni già lavoravo, e studiavo di sera”, come ci fa vedere dal libretto storico di lavoro.

Il primo libretto di lavoro nel 1946

Fatiche, sacrifici, pochi divertimenti, tanta voglia di costruire qualche cosa di concreto. In bella mostra nella sua casa la bandiera del Piemonte, che per lui è come una fede tanto che nelle oltre due ore di intervista, tutto il nostro dialogo si è svolto in lingua piemontese.
Giustino, che fin da giovane aveva respirato aria anti-fascista in una casa povera di Borgo San Paolo a Torino, aveva capito che se non avesse avuto una base di apprendimento professionale, non avrebbe potuto andare avanti.

Medaglia d’argento allo studente anno 1947 della scuola Idraulici, Lattonieri, Gasisti

Eccolo dunque che nel 1946 è già iscritto alla “Scuola per idraulici, lattonieri e gasisti”, e apprende le basi teoriche del suo futuro lavoro. Lavoro però che esprimerà al meglio qui a Caselle e non a Torino, perché l’amore per la fanciulla Rosina, conosciuta alla Rosa Bianca di Ceretta nel 1955, lo ha travolto o meglio li ha travolti. Ed oggi, lui novantenne e Rosina a ruota, sono ancora insieme come da fidanzati: amore, rispetto, aiuto, affetto e perseveranza.

Giustino Orso in apprendimento da giovanissimo partigiano

Fra un po’ di storia fascista a Torino del tempo di guerra, che passa anche dalla atrocità dell’assassinio di Dante Di Nanni, di cui Giustino è testimone, alla storia più recente del vissuto a Caselle, Orso non dimentica di sottolineare il perché della “sua America”. E’ un perché intessuto di valori, quei valori che passano attraverso nomi famosi di Caselle, che ci chiede proprio di citare, quali ad esempio, il geometra Mario Verderone, il macellaio Cravero, il geometra Carlo Pidello, gli impresari Giacometti Pietro e Garrone Giovanni.
Ma non dimentica neppure una santa amicizia e collaborazione con il caro parroco di Santa Maria, don Michele Benente.
E quando gli chiediamo perché tanta riconoscenza verso costoro, che addirittura definisce “santi”, ci disarma nella risposta: “perché hanno avuto fiducia in me e mi hanno permesso di lavorare come intendevo io, utilizzando il meglio delle strumentazioni, il meglio della tecnologia di allora e il meglio della teoria imparata a scuola, ed io ho avuto successo”.
Ed ecco allora che inizia ad elencare una sola piccola parte dei lavori da idraulico, lattoniere e gasista che ha svolto a Caselle, come ad esempio l’impianto di riscaldamento della Chiesa di Santa Maria, ancora oggi funzionante, moltissimi condomini in costruzione della Caselle del tempo che cresceva, “porta del mondo” come la chiama lui.
Anche suo tutto l’impianto di riscaldamento dell’Alenia, oggi Leonardo. Ha lavorato anche in trasferta per effetto dell’amicizia con don Benente: a Casalgrasso costruisce l’impianto di riscaldamento della Chiesa, paese questo, dove era stato trasferito l’ex Parroco, molto amato dai casellesi.
Per non parlare poi della parte politica del suo vissuto con la fondazione in città del primo nucleo di iscritti alla “Lega Nord”, dove lui aveva fatto propri i valori cristiani e quelli delle tradizioni, difendendo usi, costumi e valori piemontesi.
Nel conversare ci rendiamo conto che il suo segreto è quello di aver mantenuto lo spirito di un bambino e di aver vissuto ogni momento con entusiasmo, lo stesso di oggi. E prima di congedarci da lui, ammiccando sorridente precisa: ”scrivi pure che Caselle, oltre ad essere la città dalle ombre veloci, è anche la città dei parcheggi, nessuna città come Caselle ha tanti comodi parcheggi, e questo grazie alle varie Amministrazioni che si sono succedute”.
Auguri Giustino, auguri da Cose Nostre e dalla “tua America”.

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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