“La città di Borgaro non è di serie B, vogliamo più medici per i cittadini”.

Questo il tema della serata che si è tenuta lo scorso 22 giugno a Borgaro, e lanciata dal circolo territoriale del PD di Borgaro, moderatrice Nadia Bergamini.

“Quale futuro per la sanità nel nostro territorio”, il sottotitolo. Tutto ciò è partito dalle note vicende del medico di famiglia borgarese che hanno riempito le cronache dei giornali e dei telegiornali in tempo di pandemia. Lui ed un altro medico di Borgaro, per motivi molto diversi fra loro, hanno poi lasciato l’incarico in convenzione con l’ASL e da ciò la popolazione si è chiesta ed ha chiesto ai massimi rappresentanti della Sanità Pubblica – dottor Bono e dottoressa Spaccapietra, lumi su quello che sarà lo scenario a breve.
Pubblico rumoreggiante in alcuni momenti, quando almeno due persone hanno vivacemente protestato sul fatto che, avendo perso i loro medici cittadini, ora si devono recare addirittura fuori città per le prescrizioni mediche.
La dottoressa Spaccapietra prima, e il dottor Bono poi, hanno cercato di spiegare la gestione di un servizio pubblico che deve rispettare determinate regole, che passano anche attraverso molta burocrazia e non ultimo la scarsa presenza di medici con specializzazione di “famiglia”.
I consiglieri regionali Monica Canalis e Marco Grimaldi hanno riferito di situazioni difficili anche a livello politico sanitario regionale, dove a volte, sfruttando le carenze pubbliche, viene avvantaggiato il settore privato. A questo proposito si è evidenziato come il problema diventi e diventerà ancor più pesante se si stima che nei prossimi 3-4 anni vi sarà una carenza di 40.000 medici.
Il dibattito ha spaziato poi su molte, interessanti tematiche, quali la costituzione delle “Case delle Comunità”, luoghi dove medici, pediatri e specialisti di varie discipline, nonché infermieri, dovrebbero trovare posto per un lavoro in comune e coordinato. Tanto attese, ma mai attuate. Anche qui il Consigliere Regionale Monica Canalis ha ben posto l’attenzione sul cercare di evitare di costruire dei bellissimi contenitori esterni, con però il vuoto dentro, per le carenze di personale a tutti i livelli.
Al tavolo degli invitati il dottor Dinatale ha ribadito il grande impegno in termini di tempo e di energie dei medici di famiglia per seguire 1.700/1.800 pazienti loro affidati e quando un cittadino si è lamentato del fatto  che il “dottore” in generale non svolge a pieno la sua professione, egli ha semplicemente risposto con la più disarmante delle risposte: “a quel Signore dico di venire domani mattina con me in studio, dalle 7 e fino alle 20 dopo avere svolto anche visite domiciliari indifferibili”. Il silenzio in sala e il battimano hanno sigillato sul nascere tutte le altre polemiche. Il problema, ha proseguito la moderatrice, non va cercato in ciò che i medici non fanno, ma in ciò che lo Stato, le Regioni e le ASL devono mettere in campo, dall’aprire di più ai medici del corso di formazione in medicina generale fin da quando entrano in specialità, al rendere maggiormente appetibile la professione medica di famiglia e non solo in termini economici.
In chiusura il consigliere Grimaldi ha con sincerità ammesso che il problema non è di facile soluzione, ma almeno se ne è parlato e la migliore utilità per non far passare nel dimenticatoio tutto un sistema in crisi, resta proprio quello di mantenere sempre alta l’attenzione dei cittadini con dibattiti e proposte.
Molto apprezzata in sala la presenza del nuovo Sindaco di Caselle, Marsaglia, ringraziato pubblicamente dalla moderatrice, altrettanta rilevata con sorpresa la mancanza di rappresentanti pubblici del Comune di Borgaro, città che ospitava il dibattito. In chiusura, e attraverso i commenti fuori campo, i medici di Caselle presenti ribadivano ancora una volta la necessità di consorziarsi, con l’aiuto del Comune, per mettere insieme le forze e riuscire a migliorare il servizio ottimizzando gli sforzi. Chissà che la nuova amministrazione di Caselle possa farsi parte diligente nel cercare di favorire questo progetto nell’interesse di tutti.
Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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