È trascorso poco più d’un mese da quando l’esito delle elezioni amministrative ha riconsegnato il governo della nostra città di nuovo nelle mani di Giuseppe Marsaglia. Dopo dieci anni d’assenza dalla scena politica, dieci contraddistinti anche da periodi non facili, Beppe – come tutti lo conosciamo a Caselle – ha deciso di tornare in lizza, di riprendersi la scena.
Ci incontriamo in uno dei tardi pomeriggi torridi di questo inizio d’estate e il più bollente di tutti sembra essere lo smartphone del neo sindaco, smartphone che non smette di squillare.

“ Sono tante le cose da fare, e in fretta, per cercare di rimettere in pista Caselle, ridando un futuro e delle speranze alla nostra città”, esordisce Marsaglia, iniziando da subito ad addentrarsi nel vivo delle tante questioni che in questi giorni lo tengono occupato: dal ridare fisicamente dignità e decoro agli uffici comunali in fase di stanca, al riprendere dialoghi costruttivi con tutto il personale dirigente e amministrativo dell’apparato comunale.”
Quindi, ripartiamo da un “ dove eravamo rimasti?”…-
Erano dieci anni che non salivo le scale del nostro municipio. Sì, ad essere sinceri c’ero venuto un paio di volte per incontrare alcuni amici, ma come si fa tra compagni di un viaggio fatto anni prima e non per affari relativi a compiti istituzionali. Del resto, era giusto così: ero fuori dai ruoli ed era giusto lasciare la scena a chi governava.
Salendo le scale, guardando in che condizioni fosse il corridoio che portava al mio ufficio è stato come se avessi davanti lo specchio della situazione casellese: è indubbio che ci sia tanto tanto da fare e che è bene rimboccarsi le maniche. Subito, senza se e senza ma.”
Per un po’ di tempo, quando la campagna elettorale stava entrando nel vivo, sembrava che tu non avessi ancora deciso se rimetterti in gioco oppure no: quando hai deciso di tornare? Cosa ti ha spinto? Del resto, in tempi non sospetti, mi avevi espresso tutte le tue perplessità relative a un ritorno e che, sinceramente, proprio non sapevi che scelta avresti fatto. Cosa ti ha motivato a prendere una decisione?-
Quando il mio partito mi ha chiesto che intenzioni e idee avessi relativamente alle elezioni comunali, sono stato chiaro e non ho mai mutato idea, contrariamente a qualcun altro. A domanda ho risposto. Se la mia figura poteva ancora essere centrale per un certo tipo di progetto, questo progetto doveva reggere per cinque anni e non per un mio doppio mandato. Cinque anni che potessero servire per creare una nuova classe politica dirigente, che marcasse una totale discontinuità col passato, in grado di rappresentare una forza propulsiva e non la volontà di procedere senza accelerazioni. Per capire, basti guardare la composizione della mia nuova Giunta: Giuliana Aghemo, Antonella Passaretti, Paolo Marchetti, Gerlando Bonta e Stefano Sergnese credo che siano l’esempio per ciò che intendo: giovani o comunque motivati, ai quali consegnare le chiavi e il futuro della nostra città quando io concluderò il mio ultimo mandato.”
– Hai sbaragliato la concorrenza: ti ha stupito un risultato così ampio a tuo favore? Te lo aspettavi? –
“ Sarei bugiardo se ti dicessi che non nutrivo speranze di vittoria. Quando decidi di gareggiare, è perché hai ben valutato punti di forza e debolezza e sapevo di poter contare su un certo consenso. Ciò che è uscito dalle urne mi conforta perché significa che la gente crede ancora, e dopo dieci anni di assenza, che io possa fare qualcosa per il bene di Caselle; dall’altro mi pone sulle spalle una responsabilità non indifferente. Ma non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità e, ovviamente, questo risultato mi onora e mi sprona ancora di più a fare.”


Il primo Consiglio Comunale però ti ha subito fatto capire che avrai un bel po’ di gatte da pelare… Credo che non sia mai successo che una proclamazione porti via più d’ un’ora di discussioni e polemiche. –
Devo riparlarti delle condizioni del mio corridoio: così come quello che s’è presentato ai miei occhi era lo specchio d’uno stato, quello che hai visto in Consiglio è un altro specchio, d’un clima avvelenato. Mi sono sentito dire che non sono più lo stesso: è vero, sono molto meno accomodante e tollerante, sono più intransigente e più determinato a fare ciò per cui la gente mi ha eletto: rimettere in pista Caselle.”
Ammetterai però che la vicenda legata alla rinuncia, alle dimissioni di Franco Zaccone qualche alone l’ha lasciato e che la partenza della nuova maggioranza ha lasciato scoperto più di un nervo…-
Guarda, di chiacchiere al riguardo ne sono state fatte anche troppe e la vicenda s’è ingarbugliata più di quanto meritasse. Zaccone candidabile?, Zaccone incandidabile? Per quanto è a mia conoscenza, nulla ostava. Io so soltanto che nei confronti di Franco c’è stato un accanimento tale, una persecuzione tale che non solo ha deciso, pur avendo una montagna di preferenze, di rinunciare ad accampare pretese di essere nel novero della Giunta, ma addirittura a chiedere di non far parte del Consiglio.”
Quando inizia qualcosa di nuovo, si dice sono i “ primi 100 giorni” a fare da carta d’identità all’apparato che si propone: cosa prevedono i tuoi “ primi 100 giorni “?
Ci sarà una immediata variazione di bilancio che ci permetta di riasfaltare le strade più ammalorate. Certo è che a volte dovremo fare i conti con situazioni già in essere e non sarà facile. Prendiamo per esempio Strada Ciriè: da qua ad arrivare all’autunno ci saranno tre interventi targati Smat, Terna e la posa della “ fibra” che impediranno di stendere il più che dovuto manto, ma appena si chiuderanno questi cantieri procederemo senza indugi, e sarà così per ogni situazione critica. Abbiamo già avviato l’indagine che ci porterà a fare la doverosa manutenzione di tutti gli edifici scolastici in tempo per l’inizio del nuovo anno. Inoltre garantisco che ci sarà un occhio più attento al decoro della nostra città: ci sarà una lotta continua per l’eliminazione delle erbacce, per la cura delle rotonde che sono il biglietto da visita. La Rotonda Ceccotti, quella del G.91, per dirne una, verrà modificata: via il manto erboso e al suo posto verrà proposto un fac simile di spezzone di pista aeroportuale, più facile da mantenere e di sicuro e duraturo impatto.”
Nei 100 giorni penso che tu abbia in agenda come risolvere la questione legata alle vituperate Aree ATA… Troppa acqua, troppe vicende sono transitate sotto i ponti e i Casellesi attendono risposte definitive.-
Ovvio che la cosa sia in agenda. Per ora non ho ancora all’orizzonte nessun incontro, ma sono convinto che la prossima volta che ci vedremo saprò essere più preciso e puntuale nel rendicontare la situazione. È ferma volontà mia di andare a rivedere al più presto tutta la vicenda e di condurre al tavolo tutti gli attori dell’operazione che dovranno semplicemente dire un sì o un no. In base a quello che ci diranno di avere deciso intraprenderemo il nostro agire. Una cosa la posso affermare con certezza, visto che è da un po’ che circolano queste voci convulse: non verranno costruiti capannoni atti a ospitare logistica giusto per sgombrare il campo da ombre e congetture.”
Ombre e congetture dovrai sgombrarli anche dalla questione Vecchia Stazione…-
La situazione è un po’ diversa da come è stata finora raccontata e siamo lontani da quanto qualcuno aveva preventivato. Esiste un “ preliminare” ma riguarda l’affitto biennale, senza possibilità di recedere, d’un ponteggio per la messa in sicurezza dell’edificio. E se dicessi che abbiamo pure corso il rischio di vedere il tetto coperto da fantastici teli? Noi comunque procederemo secondo quanto promesso in campagna elettorale: la Stazione deve diventare un punto d’aggregazione per i giovani, con postazioni smart e per co-working e, visto che ormai non è possibile spostare la biblioteca, visto che sta bene dove sta, faremo in modo che la Stazione diventi un polo dove le nuove tecnologie possano vivere e svilupparsi.”
E del Baulino che dici? –
“ Si procede. Sarà il nuovo municipio dove troveranno sede tutti i nostri uffici. Siamo “ in gara” e tra breve si partirà per la realizzazione.”
I Casellesi sperano che si parta anche con l’ampliamento della Scuola di Via Salga, da troppo tempo promessa…-
La variazione di bilancio che andremo a fare ci permetterà di avere le risorse per poter compiere anche quest’opera. Anzi, dirò di più: il plesso vuoto di Piazza Resistenza, dotato tra l’altro d’un impianto fotovoltaico di proprietà comunale che rende e produce, potrà diventare il “Centro Salute” della nostra città: pensa, le aule si prestano mirabilmente a essere riconvertite in gabinetti medici, in sale visita e potremmo avere in un’unica collocazione tutti i nostri medici di base, con comodi parcheggi e in pieno centro cittadino.”
A proposito di centro cittadino non posso non chiederti che cosa pensi di fare per tutelare il nostro asfittico commercio. In più occasioni su “Cose Nostre” ho chiesto se l’unica soluzione fosse rappresentata dall’ospitata di “ Crocetta in Tour” e se invece non fosse meglio riprendere la questione della pedonalizzazione del centro storico: Ciriè la sta attuando e sembra rinata. Ma come leggerai in un’altra pagina di questo giornale, la mia proposta ha lasciato perplessità.-
Pur avendo una situazione invidiabile legata ai parcheggi, avendone quattro grandi ai cardini della città, devo dirti che anche io d’imperio la pedonalizzazione del centro storico non la farei. Occorre procedere per gradi. Recentemente abbiamo incontrato l’organizzazione di categoria e stiamo valutando insieme come procedere. Certo è che così come s’è fatto finora non si può continuare. Abbiamo perso terreno e occorre recuperare.
Dobbiamo tornare a organizzare eventi, possiamo provare a introdurre la pedonalizzazione nei fine settimana: Caselle ha un bel “salotto” e dobbiamo tornare a sfruttarlo.
Ma ripeto, le decisioni vanno condivise ed è per questo che gli assessori di riferimento stanno incontrando e hanno incontrato tutte le associazioni del nostro territorio, sia socio-culturali che sportive per avviare una nuova fase legata a progetti corali portati avanti non da singoli sodalizi ma da un’entità comune che crei ampi vantaggi per tutta la nostra collettività. In questo, attraverso le associazioni culturali, spero si possa arrivare anche alla più ampia tutela del nostro patrimonio storico e artistico.”
Anche perché Caselle sembra che negli ultimi anni abbia perso ruolo e anche identità, e se in più ci metti che siamo gli unici della zona ad aver rinunciato alla richiesta fondi legata al PNRR , non è che ci sia da stare tanto allegri…-
Di sicuro non aver aderito è una perdita, una mancanza grave che peserà. Credo però che aver affidato ad Antonella Passaretti deleghe perché si occupi – come già fa bene e di mestiere presso il Comune di Leini – dell’accesso a tutti i bandi possibili e immaginabili, possa compensare in parte la bisogna. Certo è che abbiamo un dato preoccupante: le nostre casse comunali vivono grazie agli incassi relativi alle multe e all’IMU. Stop. Ed è un po’ poco. Per darti un’idea, dieci anni fa di soli oneri di urbanizzazione incassavamo un milione di Euro l’anno e oggi ne incassiamo a stento sessantamila. Che sia il caso di farsi qualche domanda?”
È anche per questo che Caselle passa per essere una città sporca?-
Caselle può essere decisamente più pulita ed è per questo che ho già incontrato il presidente della SETA, per rivedere alcune cose: se non basta che una volta alla settimana passi la spazzatrice per le strade, che si arrivi a due, ma occorre che si verifichi puntualmente se il servizio viene svolto con l’efficacia necessaria, e così faremo. Certo è che però sono molti i casellesi che devono darsi una regolata e contribuire in modo responsabile alla pulizia. Ecco, attraverso le colonne di “ Cose Nostre “ vorrei personalmente ringraziare quella signora che ogni santa sera, con scopa e paletta, ripulisce via Martiri dalla vecchia stazione sino all’innesto con la rotonda di Strada Caldano: se tutti i casellesi fossero come Federica Spadafora, di sicuro avremmo una città migliore. Grazie, Federica!”
Altre cose a cui mettere mano sono le aree giochi per i bimbi: so che si è cominciato a mettere mano a quella di via Colombo ma poi ci si è stoppati. –
“ Sì, l’ho stoppata io quella realizzazione perché com’era concepita non aveva nessun senso: troppo piccola, angusta, realizzata senza tenere conto di dove i genitori avrebbero potuto parcheggiare se non in un luogo che avrebbe portato a intasamento e pericoli.
Il parco di via Colombo verrà fatto, ma fatto per bene e non tanto per farlo. Così come interverremo in via Suor Vincenza. Possibile che ci siano da quelle parti due tipi di marciapiede? Possibile che la famiglia Mecca da tempo immemore debba subire ogni tipo di vessazione perché non si è pensato di armonizzare meglio il tutto? Verrà sbancata la collinetta e verrà creata una barriera acustica lato via Vietta; il campetto, desolante così come lo conosciamo ora, verrà smantellato e daremo vita a un parco giochi che sia una zona di conforto e non di sconforto.”
A proposito di sconforto, ma come procede la questione Metalchimica? Avremo mai una bonifica?-
Ci siamo già mossi e, tra la variazione di bilancio e un rivolo del PNRR al quale siamo comunque in extremis riusciti ad agganciarci, la bonifica è in avanzata fase di progettazione.”
Anche perché urge dare certezze e supporto alla parte agricola di Caselle e la tutela del suolo è prioritaria. E, ulteriormente, tra siccità e “monsoni” c’è proprio da preoccuparsi. A proposito, l’ultimo temporale è stato devastante, ha creato danni ingenti: il Comune pensa di intervenire a supporto di chi ha avuto disgrazie?
Pochi giorni fa, presso la Mandria, l’avvocato Chiappero, presidente del parco, e i sindaci dei comuni colpiti dalla calamità si sono riuniti per la delimitazione delle aree sofferenti e per vedere come procedere per ottenere aiuti. Nessuno sarà lasciato da solo.”
Il cataclisma ha provocato non pochi danni alla pista ciclabile lungo Stura e già versava in condizioni non proprio ottimali: cosa pensa di fare la tua Amministrazione in termini di piste ciclabili e di ecosostenibilità?-
Ovviamente, progetti come il Ve.La, la pista ciclabile che da Venaria condurrà a Lanzo, procederanno, ma stiamo attuando uno studio di fattibilità per anticipare i tempi e creare una pista ciclabile lungo la Stura casellese, che dal Port dij Gaij giunga sicura sin verso Ceretta, seguendo il torrente.
Siamo in conclusione. Non ti chiedo uno slogan, perché come hai detto in apertura, non c’è tempo per le chiacchiere e occorre fare, ma una sintesi del tuo programma, quella sì.
“ I primi sei mesi ci serviranno per progettare, per sondare ogni possibile fattibilità e poi cominciare a realizzare. Ho cinque anni davanti: sembrano tanti ma in realtà sono pochi. Sono tornato per completare il lavoro intrapreso più di dieci anni fa e per garantire una ripartenza a Caselle. Come già detto, questa volta non ci sarà un mio doppio mandato e devo creare i presupposti perché i giovani che ho voluto con me possano proseguire un cammino in un solco ben tracciato. Dove collocare il nostro futuro.”

Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare " Cose Nostre", firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis e sport da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato collaboratore di prestigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis” e “ 0/15 Tennis Magazine”, seguendo per più di un ventennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. “ Nuovo Tennis” e la collaborazione con altra testate gli hanno offerto la possibilità di intervistare e conoscere in modo esclusivo molti dei più grandi tennisti della storia e parecchi campioni olimpionici azzurri. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”.

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